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La Tymoshenko ancora davanti ai giudici: ripreso il processo JEESU

La Leader dell'Opposizione Democratica ucraina ancora processata. L'ennesima violazione dei diritti umani in Ucraina
 La Tymoshenko ancora davanti ai giudici: ripreso il processo JEESU

Un Gasdotto

Nuovo processo, vecchi metodi, medesima irregolarità, ed una corsa contro il tempo impossibile da realizzare. Nella giornata di giovedì, 9 febbraio, è ripreso il secondo processo a carico della Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko.

Alla seduta, avvenuta presso il Tribunale Kyjivs'kyj di Kharkiv, hanno preso parte il giudice e la Pubblica Accusa, ma non l'imputata e la difesa: la Tymoshenko è detenuta in isolamento nella colonia penale Kachanivs'kyj e, secondo gli atti esposti dal magistrato, si sarebbe rifiutata di prendere parte all'udienza per protesta, mentre il suo avvocato difensore, Serhij Vlasenko, è stato avvisato della seduta solo quando è arrivato in carcere per il colloquio giornaliero con la sua assistita.

Dopo due ore dedicate alla lettura di atti e documenti, la Corte ha riconosciuto la Tymoshenko colpevole di rallentare le operazioni di esame delle accuse e, per questa ragione, ha anticipato al 28 marzo il termine per la presa visione dei capi di imputazione su cui la Leader dell'Opposizione Democratica è chiamata a rispondere nel corso del processo: 71 faldoni da 300 pagine ciascuno, che, se non esaminati entro la deadline stabilita dal giudice, saranno comunque considerati come letti e conosciuti.

«E' una richiesta assurda, matematicamente impossibile da realizzare fisicamente – ha dichiarato Vlasenko, una volta appresa la decisione della Corte –, non basta il tempo per esaminare tutti quei tomi. Sopratutto, se si considera che mi è permesso comunicare con la mia assistita solo 5 ore al giorno – ha continuato – al posto delle 8 lavorative che, normalmente, spettano ad ogni avvocato. Ho saputo della seduta appena arrivato presso il carcere – ha ultimato – ossia 15 minuti dopo il suo inizio: senza alcun preavviso».

La Tymoshenko è accusata di evasione fiscale per 45 Mila euro, mancato pagamento dell'IVA per 2 Milioni e 350 mila euro, ed omissione del pagamento di altri contributi all'erario statale pari a 64 mila euro. Questi reati sarebbero stati commessi durante la presidenza della JEESU: il colosso energetico guidato, tra il 1996 e il 1998, dalla Leader dell'Opposizione Democratica, prima della sua discesa in politica.

Il caso Tymoshenko e i rapporti tra l'Ucraina e l'Unione Europea

Nonostante la Leader dell'Opposizione Democratica fosse già stata condannata a sette anni di isolamento per avere firmato accordi onerosi per il rinnovo delle forniture di gas con la Russia nel Gennaio 2009, il magistrato l'ha ritenuta soggetto pericoloso per il prosieguo delle indagini sul caso JEESU e, per questo, le ha inflitto un secondo arresto per via cautelativa.

Successivamente alla deportazione della Tymoshenko dalla prigione della Capitale alla Colonia penale femminile Kachanivs'kyj, la conduzione del processo è stata affidata al Tribunale Kyjivs'kyj di Kharkiv. Monitorata giorno e notte nella nuova cella, e in condizioni di salute che, a detta del suo legale, sono sempre più gravi, la Tymoshenko ha diritto a una sola visita giornaliera da parte del suo avvocato, e a due incontri settimanali con la figlia, Jevhenija.

La condanna e la preoccupazione per lo stato di salute della Leader dell'Opposizione Democratica – e per la repressione politica di cui, assieme a un'altra decina di esponenti dell'Opposizione Democratica, la Tymoshenko è oggi vittima – sono state espresse da Unione Europea, Consiglio d'Europa, ONU, NATO, Stati Uniti, e dalle principali ONG internazionali indipendenti, tra cui Freedom House e Amnesty International.

La mancata risposta da parte del Presidente ucraino, Viktor Janukovych, agli appelli per la liberazione della Tymoshenko e, più in generale, per il rispetto delle regole democratiche sulle rive del Dnipro, ha comportato il congelamento dell'Accordo di Associazione UE-Ucraina.

Matteo Cazzulani

tratto da www.legnostorto.com

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