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JULIJA TYMOSHENKO: RIAPERTO IL SECONDO PROCESSO ALL'EROINA ARANCIONE

La Leader dell'Opposizione Democratica ucraina accusata di evasione fiscale e sottrazione indebita di danaro pubblico durante la presidenza del colosso energetico JEESU. La Difesa ha richiesto la chiusura del procedimento per insufficienza di prove e scadenza dei termini legali, mentre la Pubblica Accusa ha descritto le imputazioni come un reato compiuto ai danni del popolo ucraino.
JULIJA TYMOSHENKO: RIAPERTO IL SECONDO PROCESSO ALL'EROINA ARANCIONE

La Leader dell'Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko, durante il primo processo. FOTO MATTEO CAZZULANI

Nuovo processo, vecchi metodi. Nella giornata di giovedì, 19 Marzo, ha avuto luogo la prima seduta del secondo processo a Julija Tymoshenko presso il Tribunale Kyjivs'kyj di Kharkiv. L'ex-Primo Ministro è accusata di evasione fiscale e sottrazione di danaro pubblico per scopi privati negli anni '90, quando, prima del suo ingresso in politica, è stata alla guida del colosso energetico JEESU.

Contrario alle accuse si è detto il capo del pool di difensori della Leader dell'Opposizione Democratica, Serhij Vlasenko, che ha illustrato come le imputazioni non sussistano in quanto nessuno degli operatori della JEESU ha confermato i reati per cui la Tymoshenko è accusata, e, sopratutto, all'epoca dei fatti contestati la Tymoshenko non è stata Presidente del colosso energetico, ma solo sua fondatrice.

Inoltre, Vlasenko ha evidenziato come i tempi per la prescrizione del reato siano scaduti, e ha contestato la decisione di celebrare il processo a Kharkiv, in quanto la  sede competente avrebbe dovuto essere o la Corte di Dnipropetrovs'k - città dove è registrata la JEESU - oppure il Tribunale Podils'kyj di Kyiv, dove la Tymoshenko ha vissuto.

A ribadire le accuse è stato invece il Procuratore della Pubblica Accusa, Viktor Lobach, che ha definito le imputazioni mosse a carico della Tymoshenko tanto gravi da poter essere considerate come un furto operato a danno dell'intero popolo ucraino. In aggiunta, Lobach ha richiesto alla Corte di invitare il Ministero della Salute a permettere con ogni mezzo possibile la presenza della Tymoshenko in aula nel corso delle prossime sedute del processo.

Durante nove ore di seduta, il Giudice, Kostjantyn Sadovs'kyj, ha rigettato la richiesta di Vlasenko di estromettere il Procuratore Lobach dal procedimento per impreparazione giudiziaria: l'avvocato della Tymoshenko ha contestato il fatto che la Pubblica Accusa abbia dichiarato di rappresentare gli interessi del popolo ucraino, quando ex lege essa tutela quelli dello Stato. Inoltre, il magistrato ha sospeso la seduta fino al giorno successivo per riflettere sulla domanda esposta dalla difesa di chiudere il processo e, in caso di suo respingimento, di trasferire i lavori a Kyiv.

Oltre all'imputata, che ha inviato un messaggio dalla cella in cui è detenuta per una precedente condanna - emanata l'11 Ottobre 2011 per la firma di accordi energetici ritenuti sconvenienti per le casse dello stato al momento della guida del suo ultimo governo - con cui ha giustificato la sua assenza per motivi di salute, grandi assenti sono state le telecamere dei principali media nazionali e mondiali, a cui le Autorità carcerarie hanno vietato l'ingresso, nonostante a riguardo non vi sia stata alcuna ordinanza da parte del Giudice.

Tra i presenti, invece, oltre ai deputati del soggetto politico di Julija Tymoshenko, Bat'kivshchyna, e a quelli del Partito del Potere, il Partija Rehioniv, è stato l'Ambasciatore francese per i Diritti Umani, Francois Zimere, mentre il suo collega statunitense, John Tefft, durante una lezione tenuta presso la prestigiosa Accademia Mohyl'jans'ka, ha espresso forti perplessità dinanzi a un procedimento che, come il precedente, appare essere basato esclusivamente sulla volontà politica di perseguitare legalmente la Leader dell'Opposizione Democratica.

Matteo Cazzulani

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