Salta ai contenuti. | Salta alla navigazione

Strumenti personali
Fatti riconoscere
This Logo Viewlet registered to qPloneSkinBusiness4 product
Tu sei qui: Home Democratici Nel Mondo ONDA DEMOCRATICA PAT COX E ALEKSANDER KWASNIEWSKI GLI INVIATI AL PROCESSO TYMOSHENKO DELL'UE

PAT COX E ALEKSANDER KWASNIEWSKI GLI INVIATI AL PROCESSO TYMOSHENKO DELL'UE

L'ex-Presidente irlandese del Parlamento Europeo e l'ex-Capo di Stato polacco scelti per sorvegliare sul rispetto degli standard democratici in Ucraina durante il processo alla Leader dell'Opposizione Democratica. Il Presidente ucraino, Viktor Janukovych, accusato di autoritarismo da Commissione Europea e Freedom House.
PAT COX E ALEKSANDER KWASNIEWSKI GLI INVIATI AL PROCESSO TYMOSHENKO DELL'UE

La Leader dell'opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko, dalla cella

Saranno due ex-Presidenti a sorvegliare sul rispetto dei diritti umani e civili nei confronti dell'ex Premier ucraina. Nella giornata di mercoledì, 6 Giugno, il Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, ha reso noto la nomina del suo predecessore alla guida dell'Emiciclo di Strasburgo, Pat Cox, e del Capo di Stato Emerito polacco, Aleksander Kwasniewski, come inviati speciali dell'Unione Europea al processo di Julija Tymoshenko.

I due osservatori d'eccezione sono chiamati a verificare per conto dell'UE il rispetto delle regole durante la conduzione del procedimento giudiziario condotto a carico della Leader dell'Opposizione Democratica ucraina. Appena giunti a Kyiv, Cox e Kwasniewski incontreranno le Autorità ucraine e intratterranno colloqui con gli avvocati e i famigliari della Tymoshenko. In seguito, essi parteciperanno alla seduta di Cassazione.

L'invio di emissari dell'Unione Europea del calibro del liberale irlandese e del socialdemocratico polacco - che già sono stati protagonisti delle relazioni diplomatiche intrattenute dall'Europa con l'Ucraina durante il periodo buio dell'Amministrazione Kuchma - testimonia la totale assenza di fiducia che Bruxelles nutre nei confronti del Presidente ucraino, Viktor Janukovych.

Egli è infatti considerato il vero responsabile di un'ondata di arresti effettuati per ragioni politiche a carico della Tymoshenko e di un'altra decina di esponenti del dissenso arancione.

A conferma del parere dell'UE sono state le dichiarazioni del Commissario Europeo all'Integrazione e all'Allargamento, Stefan Fule, a margine della nomina dei due emissari.

L'esponente politico di Bruxelles ha accusato Janukovych di avere preferito cedere alla tentazione di eliminare i suoi avversari politici interni piuttosto che attenersi ai principi occidentali che avrebbero garantito a Kyiv la continuazione del processo di integrazione dell'Ucraina nell'UE con la firma dell'Accordo di Associazione.

"Riteniamo logico firmare accordi con partner che riteniamo essere in grado di rispettarle le clausole sottoscritte - ha dichiarato Fule - l'Ucraina ha violato la sovranità del diritto e altri aspetti che sono alla base dell'Accordo".

In linea con Fule sono le conclusioni del rapporto Nations in transit 2012, stilato dall'autorevole ONG internazionale indipendente Freedom House sulla base dei progressi compiuti dai Paesi del Mondo in materia di rispetto della democrazia e dei diritti umani.

Il parere formulato sull'Ucraina non lascia spazio a dubbi: Freedom House ha considerato la condotta di Janukovych una "putinizzazione" dell'Ucraina, e ha contestato in particolare l'utilizzo sistematico della corte costituzionale da parte del Capo di Stato ucraino per accrescere i poteri dell'Amministrazione Presidenziale a spese di quelli del Parlamento.

Inoltre, Freedom House ha denunciato la capillare infiltrazione dei Servizi Segreti in diversi ambiti della vita sociale del Paese, e il forte controllo esercitato dalle Autorità sulla stampa.

Infine, l'autorevole ONG ha riconosciuto il totale regresso democratico dell'Ucraina che, sotto la presidenza Janukovych, è passata dall'appartenere alle democrazie europee - risultato ottenuto in seguito al processo democratico del 2004 passato alla storia come Rivoluzione Arancione - alla categoria dei regimi semi-autoritari post-sovietici.

Matteo Cazzulani

Azioni sul documento
Share |
Editoriale

Prove di coalizione, ma il Rosatellum è funzionale ad un futuro Governo Renzi-Berlusconi

di Paolo Bodini. Mentre le varie forze politiche si sentono già in campagna elettorale ed entro il mese di dicembre stringono i tempi per gli apparentamenti ( più che per vere e proprie coalizioni); mentre la temperatura sale e le polemiche si fanno più aggressive su tutti i media, il cittadino elettore è indotto a pensare che nel tripolarismo italiano i tre poli - Forza Italia con Salvini e Meloni, PD di Renzi con i suoi nuovi "cespugli", Movimento 5 Stelle - siano davvero alternativi tra di loro. Purtroppo non è così. Ad affossare la logica dell'alternanza viene in aiuto la nuova Legge elettorale, il Rosatellum, fatto passare in Parlamento a colpi di fiducia. Il Rosatellum è predisposto in modo da favorire, se non rendere inevitabile, l'accordo di Governo tra Renzi e Berlusconi. Ecco perchè. continua>>
Altro…