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GLI USA RISCOPRONO LA DEMOCRAZIA IN MEDIO ORIENTE ED EUROPA ORIENTALE

Alleanza tra il Segretario di Stato americano, Hillary Clinton, e il Ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski, per la lotta ai regimi dittatoriali in Siria e Ucraina. Il Presidente statunitense, Barack Obama, ripristina il rapporto con la Georgia in ambito politico ed economico.
GLI USA RISCOPRONO LA DEMOCRAZIA IN MEDIO ORIENTE ED EUROPA ORIENTALE

Il Segretario di Stato USA, Hillary Clinton, e la Leader dell'Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko

 

Siria, Ucraina e Georgia. Questi sono i nuovi scenari della politica estera statunitense in cui l'amministrazione Obama ha deciso di impegnarsi per il sostegno della democrazia e per il rispetto dei diritti umani, ripristinando alleanze da tempo relegate in secondo piano.

Nella giornata di sabato, 11 Febbraio, il Segretario i Stato USA, Hillary Clinton, ha ringraziato telefonicamente il Ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski, per avere accettato di impegnarsi in prima persona nella questione siriana e di rappresentare, oltre alla posizione di Varsavia, anche quella della Casa Bianca.

Come riportato dall'autorevole Gazeta Wyborcza, gli Stati Uniti d'America avrebbero designato la Polonia come propria ambasciatrice per risolvere una situazione critica che, dopo un anno di proteste contro il regime di Bashar Al-Assad, circa 6 Milioni di vittime a causa delle repressioni, e il palese appoggio alla Siria espresso in sede ONU da Russia e Cina, trascende oramai dalle mere questioni interne di Damasco.

Secondo autorevoli analisti, l'aiuto chiesto a Varsavia da Washington sarebbe stato dettato proprio dal crescente sostegno manifestato da Mosca al regime siriano: la Polonia è, nel contempo, un Paese dell'Unione Europea e uno Stato tradizionalmente sensibile allo sviluppo della democrazia nel Mondo ex-Sovietico, per il quale si è costantemente misurata col Cremlino e con la volontà della Russia di mantenere l'egemonia politica sull'Europa Orientale.

Altro fronte in cui l'asse USA-Polonia ha deciso di operare congiuntamente è l'Ucraina: Paese colpito da un'ondata di repressione politica che, in soli due anni, dalla salita al potere del Presidente, Viktor Janukovych, ha portato ad arresti, processi ed esili forzati di una decina di esponenti dell'Opposizione Democratica.

Il caso più eccellente è quello di Julija Tymoshenko: ex-Primo Ministro - nota per avere guidato il processo democratico nel 2004, passato alla storia come Rivoluzione Arancione - condannata, dopo un processo palesemente irregolare, a sette anni di detenzione in isolamento, più altri tre di interdizione dalla vita politica, per avere firmato accordi per le forniture di gas con la Russia, ritenuti troppo onerosi per le casse di Kyiv.

Gli appelli e le iniziative in campo internazionale da parte di Washington e Varsavia volti al ripristino della democrazia in Ucraina si contano a dismisura, ma gli ultimi atti diplomatici hanno registrato un particolare irrigidimento dell'Occidente, motivato dall'assenza di progressi da parte delle Autorità ucraine.

Lo scorso 2 Febbraio, nel corso del Forum per la Sicurezza di Monaco di Baviera, la Clinton - unico esponente di rilievo ad avere accettato di incontrare Janukovych - ha ricordato al Presidente ucraino come il caso Tymoshenko sia la dimostrazione a livello internazionale della svolta autoritaria impressa dal Capo di Stato di Kyiv al Paese da lui amministrato.

Il 9 Febbraio è stata la volta di Sikorski, il quale, nella Capitale ucraina, ha espresso a Janukovych le perplessità della Polonia dinnanzi a una condotta politica che, de facto, ha congelato i piani di integrazione dell'Ucraina nell'UE: un'obiettivo geopolitico - la cui realizzazione è indispensabile per l'interesse europeo e polacco - per cui Varsavia si è costantemente battuta.

Infine, gli Stati Uniti hanno ufficialmente rinsaldato l'alleanza con la Georgia per mezzo dell'incontro del 30 Gennaio tra i due Presidenti, Barack Obama e Mikheil Saakashvili. Alla Casa Bianca, il Capo di Stato USA ha promesso al collega georgiano la firma di una Carta per la Partnership Strategica, il varo di un accordo per libero scambio, e il sostegno all'ingresso di Tbilisi nella NATO.

Come evidenziato dal Capo della Fondazione Georgiana per gli Studi Strategici Internazionali, Aleksandr Rondel, l'improvvisa "riscoperta" della Georgia - e, più in generale, dell'Europa Centro-Orientale - da parte dell'Amministrazione Obama è legata alla campagna elettorale, in cui il Leader dei democratici dovrà confrontarsi con Mitt Romney.

L'esponente repubblicano a più riprese ha contestato la debolezza della politica estera dell'attuale inquilino della Casa Bianca: una ricerca ostinata del dialogo con Russia, Iran ed altre autocrazie che, come dimostrato dai fatti, è impossibile da realizzare.

Matteo Cazzulani

 

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