Salta ai contenuti. | Salta alla navigazione

Strumenti personali
Fatti riconoscere
This Logo Viewlet registered to qPloneSkinBusiness4 product
Tu sei qui: Home Democratici Nel Mondo ONDA DEMOCRATICA ARRESTATO IN CIOCIARIA OPPOSITORE ARANCIONE UCRAINO

ARRESTATO IN CIOCIARIA OPPOSITORE ARANCIONE UCRAINO

A Frosinone, la polizia italiana ha arrestato a Frosinone Arsen Avakov, Segretario della federazione regionale di Kharkiv di Bat'kivshchyna - il principale Partito del campo arancione - in nome di un mandato di arresto internazionale emanato dalle Autorità di Kyiv. L'ennesimo arresto politico, dopo quelli esemplari dei due Leader della Rivoluzione Arancione del 2004, Julija Tymoshenko e Jurij Lucenko, e l'appello all'Italia a concedere l'asilo politico, e a seguire l'esempio della Repubblica Ceca nei confronti dell'ex-Ministro dell'Economia, Bohdan Danylyshyn, e del marito della Tymoshenko, Oleksandr.
ARRESTATO IN CIOCIARIA OPPOSITORE ARANCIONE UCRAINO

Il Segretario della federazione regionale di Kharkiv di Bat'kivshchyna, Arsen Avakov, con la Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Segretario della federazione della Oblast' di Kharkiv del Partito Bat'kivshchyna, ex-Presidente della Regione, e candidato, sempre per conto del principale soggetto politico dell'Opposizione Democratica, nelle elezioni comunali della Capitale dell'Ucraina sovietica sconfitto dopo una riconsiderazione dei conteggi che, inizialmente, lo hanno visto vittorioso. Questo è l'identikit di Arsen Avakov, esponente del campo arancione ucraino che, martedì, 27 Marzo, è stato arrestato in Italia, a Frosinone, sulla base di un mandato internazionale per abuso d'ufficio nel corso del periodo speso al governo della Oblast' di Kharkiv e sottrazione al bilancio statale dei ricavi della vendita di una cinquantina di ettari di terreni demaniali.

Una volta ottenuta la conferma della notizia, subito è scattata la corsa alla documentazione: con il Ministero degli Interni intento a richiedere con urgenza l'estradizione del politico, e i suoi colleghi di Partito pronti a invitare l'Italia a non compiere un passo che, a loro avviso, consegnerebbe l'ennesima vittima di un processo politicamente motivato nelle mani di un regime autoritario.

Secondo quanto riportato dall'esponente del Dicastero degli Interni, Jurij Bojchenko, le carte richieste sono già state preparate da tempo: è da dopo l'apertura dei procedimenti a suo carico, il 26 Gennaio, che Avakov è stato inserito tra i latitanti ricercati dalla polizia ucraina.

"Così come gli altri detenuti politici, Avakov è processato per via di un articolo del Codice Penale che risale all'epoca sovietica, per mezzo del quale qualsiasi persona può essere incarcerata per il non precisato reato di abuso d'ufficio - ha dichiarato al 5 Kanal l'esponente di Bat'kivshchyna, Volodymyr Bondarenko - è tra le personalità più attive del principale soggetto politico di opposizione. Per questa ragione, abbiamo chiesto alle autorità italiane di non consegnarlo alla magistratura ucraina".

Nella giornata di mercoledì, 28 Marzo, la polizia locale di Frosinone ha comunicato di avere arrestato Avakov dopo un controllo di routine in pieno centro e, una volta emerso il mandato di cattura internazionale, non ha potuto fare altro che trattenere il politico ucraino, e sottoporre il suo procedimento alla Corte d'Appello di Roma.

L'arresto di un esponente dell'Opposizione Democratica nel nostro Paese pone l'Italia dinnanzi ad un'enorme scelta di responsabilità, in quanto la consegna di Avakov alle autorità di Kyiv significherebbe la matematica condanna dell'ennesimo politico del campo arancione sulle Rive del Dnipro. A dimostrare questa amara certezza è il trattamento subito da una decina di suoi colleghi, tra cui la Leader di Bat'kivshchyna, e dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, e l'ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko.

Costoro sono stati condannati a una lunga reclusione, a cui sono stati aggiunti diversi anni di obbligo di astensione dalla vita politica, dopo un processo celebrato nel pieno dell'irregolarità: con gli imputati già preventivamente incarcerati, la difesa sistematicamente privata dei suoi diritti, e prove a supporto dell'accusa montate ad hoc.

Un esempio che l'Italia potrebbe fare proprio potrebbe essere quello della Repubblica Ceca, che ha concesso l'asilo politico a due altri esponenti di spicco del campo arancione, costretti all'esilio per sfuggire agli arresti politici: l'ex-Ministro dell'Economia, Bohdan Danylyshyn, e il marito di Julija Tymoshenko, Oleksandr Tymoshenko.

L'Opposizione Democratica ucraina ha ritenuto responsabile dell'ondata di processi politici il Presidente, Viktor Janukovych, il quale, secondo essa, avrebbe organizzato una campagna mirata all'eliminazione dei principali suoi competitor sull'onda di un sentimento di vendetta personale.

La reclusione di Julija Tymoshenko e di Jurij Lucenko, e, più in generale, il trattamento riservato agli esponenti del campo arancione da parte delle Autorità ucraine - di cui Avakov non è che l'ennesima vittima - è stato criticato a più riprese da Unione Europea, Stati Uniti d'America, ONU, NATO, Canada, Australia, Federazione Russa, Nuova Zelanda, Freedom House, ed Amnesty International.

Matteo Cazzulani

Azioni sul documento
Share |
Editoriale

Prove di coalizione, ma il Rosatellum è funzionale ad un futuro Governo Renzi-Berlusconi

di Paolo Bodini. Mentre le varie forze politiche si sentono già in campagna elettorale ed entro il mese di dicembre stringono i tempi per gli apparentamenti ( più che per vere e proprie coalizioni); mentre la temperatura sale e le polemiche si fanno più aggressive su tutti i media, il cittadino elettore è indotto a pensare che nel tripolarismo italiano i tre poli - Forza Italia con Salvini e Meloni, PD di Renzi con i suoi nuovi "cespugli", Movimento 5 Stelle - siano davvero alternativi tra di loro. Purtroppo non è così. Ad affossare la logica dell'alternanza viene in aiuto la nuova Legge elettorale, il Rosatellum, fatto passare in Parlamento a colpi di fiducia. Il Rosatellum è predisposto in modo da favorire, se non rendere inevitabile, l'accordo di Governo tra Renzi e Berlusconi. Ecco perchè. continua>>
Altro…