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Medio Oriente

Aleppo, città martire, espugnata dalle truppe di al Assad. Decisiva l'aviazione di Putin

Aleppo, città martire, espugnata dalle truppe di al Assad. Decisiva l'aviazione di Putin

Dicembre 2016. Dopo quattro anni e mezzo di violenta guerra di posizione all'interno di Aleppo, con migliaia di vittime civili e interi quartieri sventrati, con alterne vicende tra il fronte dei ribelli al regime di al Assad e le forze militari siriane, grazie al decisivo aiuto dei bombardamenti dell'aviazione russa e alla presenza sul campo di sciiti irakeni, Hezbollah libanesi e militari iraniani, Aleppo est è caduta. La riconquista totale da parte di al Assad della seconda città della Siria rappresenta una svolta nella guerra civile in corso. Dal 19 luglio 2012 l'esercito libero siriano era riuscito a conquistare un terzo di Aleppo, ma progressivamente è stato sostituito da forze più radicalizzate. La città per anni è stata divisa in due. L'esercito di Al Assad aveva comunque mantenuto il controllo di Aleppo Ovest e della Cittadella. Con questo articolo ripercorriamo il dramma di Aleppo e gli episodi finali.

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In Israele l'ascesa dei centristi ferma la destra. Mons Shomali: ci aspettiamo un cambiamento.

In Israele l'ascesa dei centristi ferma la destra. Mons Shomali: ci aspettiamo un cambiamento.

Intervista a William Hanna Shomali, vescovo ausiliare di Gerusalemme, dopo che i risultati elettorali hanno sancito in Israele un quasi pareggio tra centrodestra e centrosinistra . L'elevata partecipazione al voto ha smentito gran parte dei sondaggi che davano per sicura e con grandi margini la vittoria di Netaniahu e della destra sua alleata. Sarà ancora Netaniahu a guidare il governo ma avrà bisogno dei nuovi alleati centristi, soprattutto della rivelazione di queste elezioni : il giornalista televisivo Yair Lapid, leader del nuovo partito "Yesh Atid " che si è piazzato secondo con 20 seggi alla Knesset. In questa intervista alla Radio Vaticana mons Shomali, vescovo ausiliare di Gerusalemme, si mostra forse " volutamente" ottimista e fiducioso di veri cambiamenti.

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Israele al voto: ecco i partiti in corsa, ma è sempre più destra ?

Israele al voto: ecco i partiti in corsa, ma è sempre più destra ?

Pubblichiamo di seguito il quadro dei partiti che, in Israele, partecipano alle elezioni politiche di martedì 22 gennaio 2013 . Si tratta di un elenco che riporta il significato del nome di ogni singola formazione, dei loro slogan e leader, delle loro possibili alleanze, a cura della redazione di Formiche, settore studi diplomatici. Vincitore annunciato Netanyahu e il suo alleato Lieberman, col quale presenta una lista comune. Colpisce la persistente debolezza del partito laburista. La crescita del numero delle formazioni di destra ultraortodossa e quella dei coloni guidata da un aggressivo Naftali Bennett. Gli arabi-palestinesi con diritto di voto, in quanto cittadini di Israele, sono il 20% dell'elettorato ma potrebbero essere sempre più tentati dall'astensionismo.

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Siria: il 10 aprile scade l'ultimatum ONU ma il massacro continua. Oltre 24.000 i profughi fuggiti in Turchia.

Siria: il 10 aprile scade l'ultimatum ONU ma il massacro continua. Oltre 24.000 i profughi fuggiti in Turchia.

Secondo l'Agenzia Ansa i massacri continuano. In un solo giorno uccise 133 persone, per metà civili. Crescono i profughi in fuga verso la Turchia. Secondo l'Osservatorio sui diritti umani in un anno le vittime sono state quasi 10.000.

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I morti nel Sud dello Yemen e l’insediamento di Hadi

I morti nel Sud dello Yemen e l’insediamento di Hadi

Nello Yemen le recenti elezioni appaiono sempre più come un grande espediente della diplomazia internazionale per garantire una transizione apparente che non cambia di fatto gli equilibri di potere. In questo contesto riprende quota la tentazione secessionistica dello Yemen del Sud. ( Articolo di Said Boutaga).

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REFERENDUM DI SANGUE IN SIRIA

REFERENDUM DI SANGUE IN SIRIA

Il presidente siriano, Bashar al Assad indice una consultazione per apportare mutamenti cosmetici al regime, ma reagisce all'invito di disertare le urne da parte dell'opposizione aprendo il fuoco sui civili. Le condanne dell'Occidente e il supporto della Russia alle Autorità di Damasco

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Editoriale

La nostra Europa: unita, democratica e solidale o non sarà

di Marco Pezzoni. A sessant'anni dai Trattati di Roma l'Unione Europea ha perso la sua spinta propulsiva, la sua parabola comincia a declinare. Dai 6 Paesi fondatori si è allargata fino a comprenderne 28, per poi cominciare a perdere pezzi con la Brexit e ad arenarsi sul culto dell'austerità in economia. Da “gigante economico e nano politico”, quale è stata definita, con la più recente globalizzazione comincia ad essere messa in discussione anche la sua forza competitiva sui mercati mondiali, la sua capacità di creare lavoro e garantire un modello di welfare universale e inclusivo. Le nuove sfide globali la trovano impreparata e divisa: la finanziarizzazione dell'economia; un disordine internazionale caratterizzato da un multipolarismo anarchico e turbolento che vede emergere nuove potenze mondiali, Cina innanzitutto; Il Medioriente in fiamme; ondate migratorie crescenti. A metà del guado, l'Europa non ha più la volontà di completare la sua rivoluzione democratica costituendosi in Stati Uniti d'Europa. continua>>
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