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Tu sei qui: Home Democratici Nel Mondo INTERNAZIONALE YEMEN: FINALMENTE LE ELEZIONI!

YEMEN: FINALMENTE LE ELEZIONI!

Milioni di yemeniti, insieme con la comunità internazionale, stanno attentamente osservando le controverse elezioni presidenziali del paese, che si svolgeranno il 21 Febbraio. Queste elezioni stanno provocando controversie tra gli yemeniti, e sono considerate dagli analisti politici e dalla comunità internazionale come la migliore soluzione per la difficile crisi del paese.

SANA'A - Ali Abu Lohoom, un manifestante pro-democratico a Sana'a, ha detto al Yemen Times che avrebbe partecipato alle elezioni per liberare il suo paese dalla situazione di stallo politico che si è venuta a determinare durante il 2011 e che ha sconvolto lo Yemen.

Ha parlato di quelle persone che non andranno a votare, dicendo: "Il tuo voto può salvare lo Yemen, se ti astieni non avrai merito."

Mentre molti yemeniti sono entusiasti delle elezioni, perché ufficialmente sarà sancita la rimozione di Ali Abdullah Saleh dal suo incarico, molte entità politiche, sociali e rivoluzionarie stanno boicottando le elezioni, mettendo in discussione la loro legittimità.

Oltre ad avere un solo candidato, nella persona del Vice Presidente Abd Rabbo Mansur Hadi, le elezioni della prossima settimana non hanno bisogno di un minimo di affluenza alle urne.

Mohammed Amin Al-Sharabi, un manifestante anti-regime di Taiz, ha detto che non andrà a votare. "Mi rifiuto di partecipare alle elezioni, ma rifiuto anche di impedire ad altre persone di partecipare, se lo desiderano", ha detto al Yemen Times.

Una reazione violenta 

La campagna elettorale continua in mezzo a tensioni in alcune città yemenite.

Nel governatorato di Hadramout uomini armati hanno fatto irruzione nel seggio elettorale mercoledì 15 febbraio 2012 con lo scopo di impedire lo svolgimento delle elezioni nel luogo. Ci sono state anche segnalazioni non confermate di un attacco contro una stazione di sondaggio ad Aden lo stesso giorno, mentre un attentatore suicida è morto dopo aver fallito il tentativo di far esplodere un centro elettorale nella città martedì 14 senza causare feriti. 

Le tensioni hanno cominciato a salire nella città portuale dopo l’arrivo dei membri del Movimento del Sud e la loro dichiarazione di boicottare le elezioni. 

Abdul-Rahman Anees, un giornalista di Aden, ha detto al Yemen Times che gli abitanti della città temono la violenza nei prossimi giorni - in particolare il 21 febbraio.

"Penso che il giorno delle elezioni sarà testimone di forti scontri e tensioni", ha detto. "Penso che sarà una giornata di sangue." 

Anees aggiunge che i volantini sul boicottaggio sono stati distribuiti in città e si sono anche svolte manifestazioni contro le elezioni. Secondo Anees, ci sono inviti e richiami da parte del Partito Islah che invita i cittadini a partecipare alle elezioni. 

Il Fronte di Salvezza e Pacifica Rivoluzione, fondato da attivisti rivoluzionari con lo scopo di "salvare" la Rivoluzione, ha chiesto il boicottaggio delle elezioni.

La palese condanna nella dichiarazione rilasciata lo scorso lunedì 13 febbraio, ha definito che le "pratiche di esclusione di alcune parti nelle autorità mirano a interrompere la rivoluzione e a violare la libertà e i diritti degli yemeniti".

Essa ha affermato che le elezioni non hanno i minimi standard democratici con Hadi come l'unico candidato, e senza altri yemeniti che corrano per la presidenza.

Tuttavia, Farooq Al-Hakimi, membro del comitato preparatorio del Fronte, ha respinto il boicottaggio del Fronte e ha espresso il suo sostegno alle elezioni.

"Vogliamo evitare un vuoto costituzionale e una totale assenza di autorità dello Stato", ha detto. "Ecco perché sostengo queste elezioni."

Al-Hakimi ha indicato che le elezioni possono aprire nuove prospettive per affrontare gradualmente il deteriorarsi della situazione nello Yemen e fornire agli yemeniti i servizi fondamentali quali elettricità, acqua, gasolio, gas da cucina e cibo.

"Spero che le elezioni contribuiscano al raggiungimento della sicurezza e della salvezza, unendo le istituzioni di sicurezza e l'esercito per servire la patria con una legittima leadership costituzionale nazionale" ha detto.

Al-Hakimi ha aggiunto che la sua partecipazione alle elezioni non vuol dire che è contro gli obiettivi dei giovani che cercano l'uguaglianza, la stabilità, la giustizia e la prosperità.

Da parte sua, Ahmed Saif Hashed, un deputato indipendente e capo del Fronte di Salvezza e Pacifica Rivoluzione, ha detto che il 21 febbraio le elezioni "espropriano i diritti agli yemeniti ".

Il Vice Presidente Abd Rabbo Mansur Hadi, ha detto che "non riconosce la rivoluzione"

"Purtroppo, l'accordo del Golfo non ha affrontato positivamente la questione della legittimità costituzionale e rivoluzionaria." 

Secondo Hashed, lo scopo dell'accordo del Golfo non era quello di riconoscere agli yemeniti le loro aspirazioni ma quello di interrompere la rivoluzione e dare l'immunità ai criminali e agli assassini.

Alla domanda su quale sia una valida alternativa alle elezioni della prossima settimana ha detto, "Avrebbero potuto incaricare il Vice Presidente [Hadi] in parlamento invece di sprecare un sacco di soldi per queste elezioni."

Hashed ha aggiunto che le elezioni non risolveranno i problemi dello Yemen, prevedendo invece che la situazione potrebbe peggiorare dopo il 21 febbraio. Egli si aspetta una escalation della violenza il giorno delle elezioni, soprattutto nelle città del sud.

Tareq Al-Shami, capo del Congresso Generale del Popolo (GPC) ha detto che il presidente uscente Saleh sarebbe tornato nello Yemen per partecipare al processo politico.

Al-Shami ha aggiunto che Saleh rimarrà a capo del GPC.

L’appoggio dei chierici alle elezioni

Mentre molti gruppi regionali, e gran parte dei giovani, stanno boicottando le elezioni, chierici religiosi stanno spingendo la gente a votare.

Più di 200 religiosi provenienti da tutto lo Yemen e comprendenti sia salafiti che zaiditi si sono riuniti il lunedì e hanno emanato una fatwa a sostegno delle elezioni, raccomandando agli yemeniti che il voto è "dovere religioso". 

Tratto dal quotidiano on-line "YEMEN TIMES" in lingua inglese

Pubblicato il 16 febbraio 2012

Autore: Sadeq AL-WESABI

Tradotto da Said BOUTAGA

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