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JANUKOVYCH PORTA L'UCRAINA VERSO LA RUSSIA. E' GELO CON L'UNIONE EUROPEA

In seguito al vertice della Comunità Economica Eurasiatica, Kyiv rinuncia all'applicazione di misure protezionistiche in caso di ritorsioni da parte di Mosca per la mancata partecipazione ai processi di integrazione sovranazionale voluti dal Cremlino per sancire la propria egemonia sull'ex-Unione Sovietica. Inoltre, il Presidente ucraino promette al suo collega, Vladimir Putin, il varo della Zona di Libero Scambio CSI in contemporanea nei Parlamenti dei due Paesi, e il riconoscimento del russo come lingua ufficiale dello Stato da lui rappresentato.
JANUKOVYCH PORTA L'UCRAINA VERSO LA RUSSIA. E' GELO CON L'UNIONE EUROPEA

Il Presidente ucraino, Viktor Janukovych, e il neo-rieletto Presidente russo, Vladimir Putin

L'Ucraina guarda a Mosca e all'Unione Eurasiatica. Questo quanto emerso a Mosca, martedì, 20 Marzo, nel corso del vertice della Comunità Economica Eurasiatica: una federazione economica,dei Paesi dell'ex-Unione Sovietica,  gestita e controllata dalla Russia, a cui appartengono anche Tadzhikistan, Kyrgyzstan, Kazakhstan, Bielorussia, e, come Stati osservatori, Ucraina, Moldova, e Armenia.

Ad oggi, in essa l'Ucraina ha mantenuto lo status di Paese osservatore, e ha avanzato la propria candidatura alla Comunità Economica Eurasiatica solo previo mantenimento di una cospicua autonomia. Dinnanzi ai primi passi della CEE di Mosca - inizialmente composta da Russia, Kazakhstan e Bielorussia - Kyiv ha proposto la propria compartecipazione secondo la formula 3+1, e ha sempre confermato di non volere un pieno coinvolgimento nel progetto.

Durante il vertice, la posizione risoluta dell'Ucraina si è però notevolmente ammorbidita: il Vice-Premier ucraino, Valerij Khoroshkovs'kyj, ha dichiarato la volontà di rinunciare all'applicazione delle misure protezionistiche varate da Kyiv in caso di ritorsioni commerciali da parte di Mosca.

Il neo-rieletto Presidente russo, Vladimir Putin, ha convinto inoltre il Capo di Stato ucraino, Viktor Janukovych, a ratificare in contemporanea l'accordo per il varo della Zona di Libero Scambio CSI: un altro progetto di integrazione economica pianificato dal Cremlino, simile alla Comunità Eurasiatica, concepito per abbattere le frontiere tra i Paesi della Comunità degli Stati Indipendenti - ossia la quasi totalità dei Paesi dell'ex-Unione Sovietica -, stabilire principi di sussidiarietà, e istituire un solo regolamento per un'area su cui Mosca vuole esercitare la propria egemonia.

L'avvicinamento dell'Ucraina ai progetti egemonici della Russia, confermato dall'intenzione di Janukovych di rendere il russo lingua ufficiale dello Stato ucraino, da un lato consente a Mosca il consolidamento della sua egemonia sull'ex-URSS, dall'altro, certifica la fine di ogni possibile integrazione di Kyiv nell'Unione Europea.

Il Parlamentare Europeo Marek Siwiec, noto per avere sempre supportato la firma dell'Accordo di Associazione nonostante la condotta autoritaria del Presidente Janukovych, ha ammesso che la detenzione della Tymoshenko, e il regresso della democrazia ucraina, è destinato a mantenere Kyiv lontano da Bruxelles per molto tempo.

L'esponente socialdemocratico polacco ha denunciato forti pressioni politiche da parte della Russia per inglobare una volte per tutte l'Ucraina nell'Unione Eurasiatica, e ha illustrato come solo la conduzione di elezioni regolari possa riattualizzare la possibile integrazione di Kyiv con l'Unione Europea.

In un'intervista all'autorevole Den', l'Ambasciatore in territorio ucraino della Repubblica Ceca, Ivan Pocuch, ha evidenziato come il persistere a Kyiv di arresti politici, pressioni sull'Opposizione arancione, e casi di mancato rispetto della libertà di stampa abbiano provocato il congelamento della firma dell'Accordo di Associazione UE-Ucraina.

Questo storico accordo ha previsto una parziale integrazione ucraina nell'Unione Europea, e il varo di una Zona di Libero Scambio tra Kyiv a Bruxelles, ma le trattative per il suo avvio - iniziate nel 2008: con l'Ucraina ancora guidata dagli arancioni - si sono interrotte, nel dicembre 2011, in seguito agli arresti politici della Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, e di altri avversari politici di Janukovych.

Matteo Cazzulani

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