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"SALVATE AVAKOV!": L'APPELLO DI JULIJA TYMOSHENKO ALL'ITALIA

Dalla cella dov'è detenuta, la Leader dell'Opposizione Democratica si appella alle Autorità italiane per non concedere l'estradizione del Segretario regionale del suo Partito che, a suo avviso, sarebbe l'ennesima vittima di una repressione politica organizzata dal Presidente, Viktor Janukovych, per annichilire il campo arancione.
"SALVATE AVAKOV!": L'APPELLO DI JULIJA TYMOSHENKO ALL'ITALIA

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Dalla Colomba pasquale a una patata bollente diplomatica. Questa la situazione in cui si trovano i giudici della corte d'Appello di Roma che, nella giornata di martedì, 10 Aprile, condurranno la prima seduta del processo per la concessione dell'Asilo Politico all'esponente dell'Opposizione Democratica ucraina, Arsen Avakov.

Avakov, che è Segretario regionale di Kharkiv del principale Partito del campo arancione, Bat'kivshchyna, è ricercato in Ucraina con l'accusa di abuso d'ufficio: la medesima che ha portato all'arresto di una decina di esponenti dell'Opposizione Democratica ucraina, tra cui la sua Leader, Julija Tymoshenko, che, dalla cella in cui da otto mesi è detenuta in isolamento, ha inoltrato un messaggio rivolto all'Italia per salvaguardare il rispetto della democrazia a Kyiv.

"Julija Tymoshenko si è rivolta con una lettera aperta alle Autorità italiane affinché ad Avakov venga concesso lo status di Asilo Politico - ha dichiarato il deputato nazionale di Bat'kivshchyna, Andrij Kozhem'jakin - nella lettera è chiaramente scritto che il Segretario Regionale del nostro Partito non ha compiuto alcun reato, e che il mandato di cattura è stato emanato solo in virtù della sua militanza politica".

Dalla salita al potere dell'attuale Presidente, Viktor Janukovych, in Ucraina le Elezioni Amministrative del Novembre 2010 sono state falsate da brogli, il Capo dello Stato ha aumentato a dismisura i suoi poteri a discapito del Parlamento, il controllo sui media indipendenti si è fatto sempre più rigido, e una decina di esponenti dell'Opposizione Democratica è stata vittima di interrogatori, indagini, processi e arresti che, come è stato riconosciuto dalle principali ONG internazionali indipendenti, sono stati decretati per ragioni espressamente politiche.

Tra le vittime di questa campagna la più autorevole è la Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, ex-Primo Ministro condannata a sette anni di reclusione in isolamento, più tre di interdizione dalla vita politica, per avere firmato accordi energetici con la Russia ritenuti sconvenienti per le casse statali. Oltre a lei, ad essere colpiti da arresti per motivazioni politiche son ostati anche l'ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, e l'ex-Ministro dell'Ambiente, Valerij Filipchuk, mentre l'ex-Ministro dell'Economia, Bohdan Danylyshyn, e il marito della Tymoshenko, Oleksandr, hanno ottenuto l'Asilo Politico in Repubblica Ceca.

Qualora le Autorità italiane decideranno di seguire l'esempio di Praga - un altro Paese dell'Unione Europea - e, per tutelare le sorti di un dissidente, negheranno l'estradizione che le Autorità ucraine si sono premurate di esporre fin dalle prime ore successive all'arresto del politico, Avakov potrebbe salvarsi da una condanna che, secondo il parere di diversi opinionisti appare oramai certa.

Come dichiarato dalla Polstrada di Frosinone, Avakov è stato fermato per un controllo di routine nel capoluogo ciociaro lo scorso 21 Aprile, e subito è emerso il mandato di cattura internazionale emanato dalle Autorità di Kyiv. Per questa ragione, egli è stato sottoposto a giudizio urgente presso la corte di Appello di Roma, che ora è chiamata a decidere sulla sua estradizione.

Contro la consegna di Avakov alle autorità ucraine si sono appellati anche i Parlamentari Italiani Benedetto Della Vedova, Gianni Vernetti, ed Enrico Farinone, che hanno invitato il governo Monti e il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ad astenersi da una misura che consegnerebbe un esponente politico nelle mani di un sistema giudiziario che, come dimostrato dai casi Tymoshenko e Lucenko, si è dimostrato essere ben lontano dagli standard europei.

Matteo Cazzulani

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