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L'EUROPA A FAVORE DI JULIJA TYMOSHENKO E DELLA DEMOCRAZIA IN UCRAINA

Il Consiglio d'Europa chiede l'immediata liberazione della Leader dell'Opposizione Democratica e degli altri esponenti del campo arancione vittime della repressione politica in atto sulle Rive del Dnipro, non escludendo il ricorso a sanzioni. Il Presidente, Viktor Janukovych contestato anche dalla presidenza di turno dell'UE danese e dall'Ambasciatore francese per i Diritti Umani.
L'EUROPA A FAVORE DI JULIJA TYMOSHENKO E DELLA DEMOCRAZIA IN UCRAINA

La Leader dell'Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko

 

Il Consiglio d'Europa chiede l'immediata liberazione della Leader dell'Opposizione Democratica e degli altri esponenti del campo arancione vittime della repressione politica in atto sulle Rive del Dnipro, non escludendo il ricorso a sanzioni. Il Presidente, Viktor Janukovych contestato anche dalla presidenza di turno dell'UE danese e dall'Ambasciatore francese per i Diritti Umani.

 

Liberare immediatamente Julija Tymoshenko e gli altri detenuti politici in Ucraina. Questo il messaggio espresso dal Consiglio d'Europa nella tarda serata di giovedì, 26 Gennaio, con una mozione votata da una robusta maggioranza: favorevoli 69 deputati, contrari 8, astenuti 14.

 

Una posizione severa e risoluta, con cui l'organismo europeo ha ritenuto le autorità ucraine responsabili di un regresso democratico che, nell'ultimo anno e mezzo, ha portato ad arresti, processi, ed esili forzati di una decina di esponenti dell'Opposizione Democratica. Tra essi, la carismatica Leader, Julija Tymoshenko: nota per avere guidato il processo democratico in Ucraina nel 2004 passato alla storia come Rivoluzione Arancione.

 

Nello specifico, i Deputati del Consiglio d'Europa hanno richiesto al Presidente Janukovych l'adozione di ogni misura necessaria dal punto di vista legale per rimettere immediatamente in libertà i Leader politici del campo arancione, e consentire loro la partecipazione alle prossime elezioni parlamentari.

 

"L'Assemblea [del Consiglio d'Europa, M.C. ] ritiene esagerata l'applicazione degli articoli 364 e 365 per condannare Leader politici alla fine del loro mandato - riporta il documento - Questo infrange la sovranità del diritto, ed è inaccettabile. Il Consiglio d'Europa invita il governo ucraino a cancellare le imputazioni mosse sugli esponenti politici dell'opposizione. La valutazione dell'operato dei politici e dei loro atti è prerogativa del parlamento e, quindi, degli elettori, ma non dei tribunali".

 

La mozione evidenzia inoltre come simili preoccupazioni siano già state mosse in passato per le medesime motivazioni, senza che alcuna risposta positiva sia pervenuta dalle Autorità ucraine, né che la situazione sia mutata.

 

"L'Assemblea presta attenzione con preoccupazione alle notizie circa il peggioramento delle condizioni di salute di Jurij Lucenko e dell'ex-viceministro  della Difesa, Valerij Ivashchenko - continua il documento - che permangono in stato d'arresto e che necessitano di cure mediche. L'Assemblea richiede di liberarli immediatamente, e di chiuderne i relativi processi per motivi umanitari. Inoltre, esprime pari preoccupazione per lo stato di salute della signora Julija Tymoshenko, invita le Autorità a garantirle assistenza sanitaria e, se necessario, la visita di medici internazionali, anche al di fuori del penitenziario".

 

Nella mozione, il Consiglio d'Europa ha lanciato anche un preciso appello per la revisione dell'intero assetto della Costituzione ucraina e della legge elettorale secondo le direttive proposte dall'Unione Europea. Infine, dopo avere auspicato il miglioramento delle condizioni sulle Rive del Dnipro - condicio sine qua non per l'integrazione europea del'Ucraina - il documento non ha escluso il varo di sanzioni contro Kyiv se la democrazia non sarà ristabilita.

 

"Se quanto richiesto non sarà attuato in tempi ragionevoli, sorgeranno serie domande sulla dedizione dell'Ucraina al rispetto della democrazia e dello stato di diritto. L'Assemblea invita il Comitato di Monitoraggio ad osservare con attenzione la situazione, e a proporre ogni forma di azione futura da parte del Consiglio d'Europa, inclusa l'adozione di sanzioni, se le prerogative del documento non saranno realizzate".

 

Critiche a Janukovych sono state mosse anche da alti rappresentanti dell'Unione Europea concordi nell'illustrare come i processi politici e le condizioni di detenzione ai limiti dell'accettabile riservate ai prigionieri politici rendano impossibile ogni forma di integrazione dell'Ucraina nell'UE. Il Segretario generale del Ministero degli Esteri della Danimarca, Klaus Grube, ha dichiarato che la presidenza di turno danese si attiverà per il rispetto della democrazia sulle Rive del Dnipro, con particolare attenzione al caso Tymoshenko.

 

Parallelamente, l'Ambasciatore francese per i Diritti Umani, François Zimere - a cui, la scorsa settimana, è stato vietato un incontro con la Tymoshenko presso il carcere di Kharkiv, dove la Leader dell'Opposizione Democratica è detenuta - ha evidenziato come l'Ucraina di Janukovych non sia affatto pronta per la firma dell'Accordo di Associazione con l'UE: documento storico con cui Bruxelles riconoscerebbe a Kyiv il medesimo status di partner privilegiato oggi goduto da Islanda, Norvegia, e Svizzera.

 

Julija Tymoshenko e il suo processo

 

Julija Tymoshenko, ex-Primo Ministro, è stata condannata a sette anni di detenzione in isolamento per avere firmato gli accordi per il rinnovo delle forniture di gas del Gennaio 2009 con l'allora suo collega russo, Vladimir Putin. Seppur oneroso, il contratto ha evitato l'interruzione dell'invio di oro blu da Mosca all'Occidente, e scongiurato un inverno al freddo per l'Ucraina e per tutti i Paesi dell'Unione Europea.

 

Il verdetto è maturato dopo un processo condotto in maniera irregolare e parziale: con la Tymoshenko reclusa in carcere in via cautelativa, la difesa privata dei propri diritti, e prove a supporto delle imputazioni fabbricate ad hoc - addirittura datate il 31 Aprile. In aggiunta, la Leader dell'Opposizione Democratica, già in carcere, ha subito un secondo arresto preventivo perché ritenuta soggetto potenzialmente pericoloso per il proseguo del procedimento che la vede imputata per evasione fiscale durante la presidenza del colosso energetico JEESU - guidato prima della discesa in campo del 1998.

 

Quest'ultima sentenza è stata annunciata al termine di un procedimento ai limiti del macabro: con giudice e pubblica accusa seduti attorno al letto in cui la Tymoshenko è costretta a giacere a causa di gravi condizioni di salute, trascurate dalle Autorità carcerarie. Tale trattamento ha reso impossibile il varo dell'Accordo di Associazione UE-Ucraina, preventivato per il 19 Dicembre 2011: venendo meno al rispetto della democrazia e dei Diritti Umani, Kyiv ha infranto parametri fondamentali per l'integrazione politica ed economica con Bruxelles.

 

Ciò nonostante, alla vigilia di Capodanno, l'ex-Primo Ministro è stata deportata nella colonia penale Kachanivs'kyj di Kharkiv: allontanata dalla famiglia e dalla vita politica. Condannata anche dalla Corte d'Appello, la difesa della Tymoshenko ha deciso di ricorrere alla Cassazione ed alla Corte Europea per i Diritti Umani.

 

Matteo Cazzulani

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