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Messico: iniziata la campagna elettorale per le politiche del 1 luglio 2012.

a cura di Donato Di Santo. In Messico è iniziata la lunga campagna elettorale che porterà tra tre mesi , il 1 luglio 2012, alle elezioni politiche generali con un nuovo Presidente della Repubblica e un nuovo Parlamento. Si profila la possibilità del ritorno al potere del PRI, ma i contendenti del centrodestra, PAN, e della sinistra, PRD, sono intenzionati a ridimensionarne il successo. Per la elezione diretta del Presidente basta un voto in più dei concorrenti alla carica. La recente visita del Papa può essere giocata come un indiretto sostegno al PAN dell'attuale presidente Calderon.
Messico: iniziata la campagna elettorale per le politiche del 1 luglio 2012.

Messico: verso le elezioni

Si è aperta ufficialmente, lo scorso 30 marzo, la campagna elettorale per le elezioni presidenziali in Messico . Gli ultimi sondaggi disponibili, diffusi dalla società Mitofsky, confermano l’ampio vantaggio del candidato del PRI e Partito verde, Enrique Peña Neto, che si attesta al 39,1% dei consensi (in leggero calo rispetto ai precedenti), avanti di circa 15 punti alla candidata del PAN, Josefina Vazquez Mota, ferma al 23,5% dei voti.

A seguire Andrés Manuel Lopez Obrador, del PRD, con il 18,5% dei voti.

Si conferma così il trend che vede indebolirsi la posizione dell’ex Governatore dello Stato di Messico, contrariamente a quello del PRD, che dall’inizio della pre-campagna elettorale ha visto un progressivo, lento consolidarsi dei propri consensi.

Si apre così il trimestre di vera e propria campagna elettorale, che vedrà i candidati impegnati in tutti gli Stati del paese, con la sfida sempre più grande per il PAN, il partito di governo uscente, di mettere insieme i consensi necessari per mantenere la presidenza anche dopo il mandato di Felipe Calderòn.

Secondo l’opinione di alcuni osservatori locali, riportate dal quotidiano "El Excelsior", alle prossime settimane Lopez Obrador e Vazquez Mota potrebbero essere tentati dal ripercorrere lo schema sperimentato nelle amministrative del 2010 dai rispettivi partiti di appartenenza, che aveva visto PRD e PAN allearsi per il governo di alcuni Stati, attraverso una strategia di campagna "congiunta" seppur autonoma, che veda la convergenza dei due candidati su alcuni punti essenziali, relativi alla campagna elettorale: potrebbe essere, infatti, determinante per indebolire il comune nemico, Peña Neto, organizzare molti dibattiti pubblici tra i candidati presidenziali, facendo in modo che il candidato del PRI possa essere messo ripetutamente in difficoltà di fronte al pubblico, anche in relazione all’operato del suo governo statuale nello Stato di Messico.

Sulla stessa scia si collocano le dichiarazioni del Presidente del PRD, Jesus Zambrano, che ha confermato l’ambizione del suo partito -"l’unico di sinistra"- a consolidarsi come "il terzo del paese" che, a differenza di quanto avvenuto nel 2006, ritiene possibile mettersi a disposizione per la realizzazione di un "governo di conciliazione nazionale" alludendo ad eventuali possibili alleanze in Parlamento, post voto.

Al di la di queste ipotesi, la partita verrà di sicuro orientata dalle iniziative del governo, negli ultimi mesi della presidenza Calderòn, che può vantare importanti risultati in ambito economico, nonostante le polemiche dell’opposizione (proprio nelle ultime settimane il deputato del PRI, Francisco Rojas, ha accusato il governo di aver disperso ingenti risorse provenienti dalle attività di Pemex, anziché investirle nello sviluppo del paese e nella lotta avviata dallo Stato contro il narcotraffico).

Così il Ministro delle Finanze, José Antonio Meade, ha tentato di rilanciare l’ottimismo del paese, esibendo i dati che testimoniano la tenuta nella crescita del Pil nel 2012 (3,5% secondo il governo), trainato da un buon ritmo del settore industriale.

A conferma della forte attenzione del governo in questo campo, il recente accordo -lungamente negoziato con le Autorità brasiliane- in merito al settore auto, che garantirà al Messico la possibilità di continuare ad esportare auto in Brasile per arrivare ad uno schema di libero commercio entro tre anni.

Continuano ad arrivare, inoltre, buone notizie sul fronte del contrasto alla criminalità. È stato arrestato Ricardo Fuentes Pérez Sánchez, alias ‘El Mostachón’, un membro del cartello "Los Zetas", accusato di molti omicidi nelle città di Oaxaca, San Luis Potosí e Jalisco, tra cui quello dell’agente de la Oficina de inmigración y aduanas degli USA, Jaime Zapata, a febbraio del 2011.

Altro arresto eccellente quello di "El fabiruchius", Carlos Martinez Escobedo, referente de Los Zetas nella zona di frontiera di Nuevo Laredo, da 6 anni ricercato per delitti commessi dal gruppo.

Un ulteriore passo in avanti, a tutela dei diritti umani, è stato fatto dal governo con la presentazione in Parlamento della legge (approvata al Senato ma non ancora alla Camera), che prevede che i reati conto la libertà di espressione ed il diritto di informazione possano essere perseguiti dalla magistratura, imponendo così allo Stato l’obbligo di garantire i diritti dei giornalisti in un paese tristemente noto per le uccisioni di giornalisti: 75 negli ultimi dieci anni. Forti note di ottimismo sono state espresse dalla Società interamericana per la stampa (SIP), che ha auspicato che il Parlamento approvi il prima possibile questa riforma costituzionale".

A sostenere il Presidente Calderòn e la sua compagine di governo, secondo alcuni osservatori, anche la VI visita di un Pontefice nel paese nordamericano, che ha visto Benedetto XVI per circa due giorni nel centro del paese, a Guanajuato (la città più cattolica, in un paese che vanta l’83% di fedeli).

Durante la messa, cui hanno assistito oltre 600 mila persone e cui hanno preso parte il Calderòn ed i quattro candidati presidenziali, il Pontefice ha richiamato, tra l’altro, l’importanza della lotta alla violenza e alla criminalità, lasciando così aperta la possibilità di interpretare tali dichiarazioni come un sostegno all’azione del Presidente uscente, per quanto il Papa non abbiafatto alcun riferimento nel merito.

Certo è che la visita del Pontefice, a pochi mesi dalle elezioni, si configura come un sostengo al mondo cattolico del Messico (che per larga parte è rappresentato dal PAN).

Segnaliamo, infine, un cambiamento nella compagine di governo: Jose Angel Cordova, ex Ministro della Salute, è stato nominato Segretario per l’Educazione, al posto di Alonso Lujambio, dimessosi per motivi di salute.

 

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