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ELEZIONI PRESIDENZIALI RUSSE: VLADIMIR PUTIN SENZA OSTACOLI VERSO LA RIELEZIONE

Senza la partecipazione di candidati liberali e dissidenti, le Elezioni Presidenziali Russe si apprestano a incoronare per la terza volta lo Zar del Gas sullo scranno del Cremlino. Il ritratto dei rivali nella consultazione elettorale.
ELEZIONI PRESIDENZIALI RUSSE: VLADIMIR PUTIN SENZA OSTACOLI VERSO LA RIELEZIONE

Il Presidente russo, Vladimir Putin

 

Stando alle premesse, la Russia si confermerà un Paese non democratico, e Vladimir Putin tornerà a esserne il Presidente per la terza volta non consecutiva. A certificare il ritorno dello zar del gas al Cremlino è l'assenza di alcuna valida alternativa al vecchio/nuovo Capo dello Stato: nella scheda elettorale, i russi non troveranno alcun candidato in grado di competere con una personalità di pari carisma e un programma maggiormente evoluto di quello - a tratti sciovinista, nazionalista e post-sovietico - di Putin.

Grigorij Javlinskij - esponente del Partito Jabloko: forza politica di orientamento liberale e filo europeo - è stato escluso dalla competizione elettorale per una imprecisata scorrettezza commessa nella raccolta firme, mentre gli altri esponenti del dissenso russo - tra cui i Leader del movimento Solidarnist', Borys Nemcov, Il'ja Jashin e Aleksej Naval'nyj - non sono stati ammessi fin dall'apertura della registrazione delle candidature. A rivalizzare con Putin restano, così, politici di medio-basso spessore.

Il primo di essi è Mikhail Prorokhov. Espressione del ceto di quei "nuovi russi" che si sono arricchiti con le fortune accumulate negli anni '90, la "novità" della politica russa promette di semplificare le procedure per la fondazione dei partiti, liberalizzare il sistema elettorale, innalzare l'età previdenziale sopratutto per le donne, incrementare le tasse, e parcellizzare il monopolista statale energetico Gazprom. Secondo i sondaggi, Prorokhov può contare sul 4% dei consensi.

Altro candidato, sostenuto da una simile percentuale, è Sergej Mironov. Il Leader del partito socialista "Russia Giusta" propone il blocco delle tariffe per gas ed energia elettrica, la lotta a povertà e corruzione, e l'introduzione di una "scala mobile" per agevolare i ceti meno abbienti.

Chi si presenta alla corsa al Cremlino per la quarta volta di fila, con il medesimo programma nazionalista, è Vladimir Zhirinovskij. Capo del Partito Liberal-Democratico Russo, Zhirinovskij è favorevole alla riduzione delle esportazioni di gas all'estero, e alla trasformazione della Russia da Federazione di Stati a Paese suddiviso in governatorati. Noto per la sua vicinanza al Cremlino, e per i proclami sciovinisti, Zhirinovskij propone anche il congelamento delle tasse e degli affitti per i cittadini più poveri e per i pensionati, ma, secondo i sondaggi, non può contare su più del 10%.

Infine, il principale competitor di Putin è il Capo dei comunisti, Gennadij Zjuganov, anch'egli alla quarta corsa alla presidenza. Nostalgico dell'Unione Sovietica, Zjuganov promette una Russia costruita sul modello stalinista, la nazionalizzazione di industrie, agricoltura e imprese, gratuità di abitazioni e istruzione per i poveri, e rilancio della Paese in chiave internazionale secondo un programma dalle tinte nazionaliste. Secondo i sondaggi, Zjuganov potrebbe puntare al 20%: pur sempre troppo poco per contrastare un ritorno alla Presidenza di Vladimir Putin che, senza illusioni, è apparso dai primi scampoli di campagna elettorale sempre più certo.

Attualmente Primo Ministro, Putin è Leader sia del Partito Russia Unita che del Fronte Nazionale Panrusso - movimento creato ad hoc per sostenere la sua corsa alle elezioni. Proveniente dai servizi segreti URSS di Dresda, nel 2000 succede a Borys Jel'cyn alla Presidenza della Federazione Russa, e, da allora, governa indisturbato il Paese fino ad oggi. Nel 2008, non potendosi ripresentare per un terzo mandato, si fa eleggere Primo Ministro, e pone a Capo dello Stato il suo delfino, Dmitrij Medvedev.

Il programma elettorale con cui Putin ambisce al ritorno alla Presidenza è stato illustrato "a puntate" con articoli tematici pubblicati sui principali giornali russi. In ambito interno, è improntato al raggiungimento della stabilità, alla concessione di incentivi alle famiglie con più di tre figli, al blocco dell'incremento dell'età previdenziale, a regole più severe per gli immigrati, alla costituzione di una "nuova nazione russa" che contempli la coesistenza di altre etnie purché cementate attorno al "nucleo etnico russo", e, infine, a finanziamenti al settore chimico e nano tecnologico.

In politica estera, Putin intende rilanciare il ruolo della Russia come superpotenza a livello mondiale consolidando la propria egemonia nell'ex-URSS, dove Mosca è promotrice dell'Unione Eurasiatica: progetto a immagine e somiglianza dell'Unione Europea con cui il Cremlino intende integrare a sé prima economicamente, e poi politicamente, Kazakhstan, Kyrgystan, Uzbekistan e le altre ex-repubbliche dell'Unione Sovietica, tra cui le europee Bielorussia, Ucraina e Moldova.

Nel contempo, la Russia intende escludere l'UE dalla competizione mondiale mediante una spregiudicata politica energetica che - complici Paesi consenzienti come Germania e Francia - per mezzo della stipula di contratti per la compravendita di gas, e della presa di possesso dei gasdotti europei, divide l'Europa e contrasta ogni tentativo di autonomia del Vecchio Continente.

Matteo Cazzulani

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