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CONDANNATO ANCHE JURIJ LUCENKO: CON LA TYMOSHENKO HA GUIDATO LA RIVOLUZIONE ARANCIONE

L'ex-Ministro degli Interni condannato a quattro anni di reclusione e alla confisca dei beni immobili. Dopo La carismatica ex-Primo Ministro, è la seconda guida del processo democratico ucraino del 2004 ad essere vittima della repressione politica organizzata del regime del Presidente, Viktor Janukovych. L'Occidente protesta
CONDANNATO ANCHE JURIJ LUCENKO: CON LA TYMOSHENKO HA GUIDATO LA RIVOLUZIONE ARANCIONE

L'Ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, durante il processo. FOTO NARODNA SAMOOBORONA

Dopo Julija Tymoshenko, anche l'altro principale protagonista del processo democratico in Ucraina è finito dietro alle sbarre in definitiva. Nella giornata di lunedì, 27 Febbraio, l'ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, è stato condannato a quattro anni di carcere, alla confisca dei propri beni immobili, alla privazione del riconoscimento dello status di funzionario emerito dello Stato, e al pagamento di due multe onerose.

Lucenko, Leader della forza politica dell'Opposizione Democratica Narodna Samooborona, è stato riconosciuto colpevole di abuso di potere per avere imposto l'aumento della pensione del proprio autista, Leonid Prystupljuk - anch'egli condannato a tre anni di prigione con la condizionale - gonfiato le spese per l'organizzazione del Giorno della Polizia del 2008 e del 2009, ed essersi intromesso per inquinare le indagini inerenti l'avvelenamento ai danni dell'ex-Presidente, Viktor Jushchenko, durante la campagna elettorale del 2004.

Affaticato da una detenzione preventiva che lo ha costretto al carcere in isolamento dal 26 Dicembre 2010, Lucenko - che ha dovuto assistere a tutto il processo da dietro le sbarre in un apposito angolo dell'aula del tribunale - ha rigettato ogni accusa, e ha ritenuto che il verdetto è stato dettato alla Corte dalle Autorità politiche come omaggio per il Presidente, Viktor Janukovych: giunto al secondo anniversario del proprio insediamento.

Immediate sono state le reazioni della Comunità Occidentale, turbata all'unisono per un verdetto dalla dubbia regolarità. Con una nota congiunta, l'Alto Rappresentante della Politica Estera UE e il Commissario Europeo all'Integrazione e all'Allargamento, Catherine Ashton e Stefan Fule, hanno ritenuto il processo non in linea con gli standard internazionali di imparzialità e neutralità della magistratura dalla politica, e hanno ritenuto tale episodi un'ulteriore macigno che rende sempre più lontana l'Ucraina dall'UE.

Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha invitato le Autorità ucraine a liberare Lucenko, e a garantirgli la partecipazione alle prossime elezioni politiche. Secondo gli USA, il trattamento riservato all'ex-Ministro degli Interni e all'ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko, pongono un serio interrogativo sull'effettiva esistenza in Ucraina di una democrazia.

"La condanna dell'ex-Ministro degli Interni è l'ennesima prova della mancanza dello stato di diritto in Ucraina - ha dichiarato, con una nota, il Capo del Foreign Office della Gran Bretagna, David Livington - ed è stata dettata da un'evidente motivazione politica. Kyiv, nei fatti concreti, dimostra di non tenere all'integrazione europea".

Dal canto suo, il Ministero degli Esteri della Polonia ha diffuso una nota in cui ha espresso fiducia nella conduzione di un processo d'Appello - a cui la Difesa di Lucenko ha dichiarato di voler fare ricorso - in linea con gli standard internazionali, in grado di garantire all'esponente dell'Opposizione Democratica la possibilità di difendersi in un procedimento equo e giusto.

Innumerevoli le condanne espresse anche dalle diverse forze dell'Opposizione Democratica, tra le quali spicca per importanza quella della sua Leader, Julija Tymoshenko: costretta a sette anni di detenzione per una simile condanna politica sentenziata l'11 Ottobre 2011.

Secondo quanto riportato al suo avvocato, Serhij Vlasenko, il processo a Lucenko non ha nulla in comune con la democrazia e gli standard europei, ed è frutto di un ordine diretto del Presidente Janukovych, il quale, nelle pubbliche occasioni, cerca invece di convincere i suoi colleghi e i Capi di governo europei della sua innocenza.

"Una persona che ricopre la guida di un Paese non arriva a comprendere concetti elementari - ha dichiarato Vlasenko all'uscita della colonia penale femminile Kachanivs'kyj di Kharkiv, riportando le parole della Tymoshenko - Nelle vesti di garante della Costituzione, il Presidente dell'Ucraina avrebbe dovuto reagire a una sentenza in pieno contrasto la Carta Suprema. E' la prova che Kyiv non è amministrata da un Capo di Stato europeo, ma da un dittatore, simile a molti altri nel Nordafrica".

In effetti, molti sono i dubbi che la sentenza ha sollevato, dal momento in cui dell'ottantina di testimoni che sono stati interrogati durante il processo - avviato nel Maggio 2011 - solo tre non hanno scagionato Lucenko, e non ne hanno riconosciuto la totale innocenza.

Del resto, lo stesso Lucenko gode di una fama di gran lunga migliore di molti suoi colleghi in Ucraina: vice-Leader del Partito Socialista di Ucraina, poi a capo delle proteste contro la torbida presidenza di Leonid Kuchma - caratterizzata da repressioni a danno di politici e giornalisti - protagonista della Rivoluzione Arancione, e Ministro degli Interni nei governi filo-occidentali di Julija Tymoshenko, l'esponente dell'Opposizione Democratica non ha mai abusato del suo peso politico per arricchirsi o esportare propri capitali all'estero in qualche paradiso fiscale.

Un esempio molto raro sulle Rive del Dnipro, al punto che in molti attribuiscono la sua condanna alla precisa volontà politica del Presidente Janukovych di eliminare avversari politici che, nel breve termine, avrebbero potuto insidiare la sua leadership - come normalmente avviene in ogni democrazia.

Matteo Cazulani

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