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ECONOMIA E SOCIETA'

Un bilancio del Governo Renzi: ecco tutti gli errori

Un bilancio del Governo Renzi: ecco tutti gli errori

22 gennaio 2017. di Salvatore Biasco, Pierluigi Ciocca, Ruggero Paladini e Vincenzo Visco. Lunghissima e dettagliata analisi, capitolo per capitolo, della politica seguita dall’ex presidente del Consiglio, scritta e firmata da quattro economisti che da anni animano i dibattiti e gli studi del Nens come Salvatore Biasco, Vincenzo Visco, Pierluigi Ciocca e Ruggero Paladini. Risultato: “Alla luce delle considerazioni precedenti, è difficile sostenere che quella del Governo Renzi sia stata un’esperienza positiva”. Ecco di seguito i 13 capitoli, pubblicati da nuovAtlantide.

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Approvata in Francia la Loi Travail tra forzature e proteste sociali

Approvata in Francia la Loi Travail tra forzature e proteste sociali

di Daniele Aglio, corrispondente da Parigi. Dopo essere stata presentata al Parlamento francese a febbraio 2016 e dopo mesi di contestazioni di piazza e lotta politica, la cosiddetta Loi travail è stata approvata definitivamente il 21 luglio 2016. Detta anche Loi El Khomri, dal nome del Ministro del Lavoro del Governo Valls, la nuova riforma del lavoro in Francia ha sostenuto un percorso molto travagliato, che l’ha portata ad essere modificata in più punti numerose volte. Il Presidente Hollande è dovuto ricorrere per ben tre volte al famoso articolo 49.3 della Costituzione (è la seconda riforma in questa legislatura che viene approvata una legge tramite l’articolo 49.3), evitando così il voto parlamentare. Infatti, il rischio di non riuscire ad approvare la riforma era molto elevato, con l’opposizione in Parlamento non solo della destra, ma anche di una cospicua fronda di sinistra, socialisti ed ecologisti, che si è unita alla voce di milioni di lavoratori scesi in piazza nei mesi scorsi. Ma il destino della legge non è completamente scontato.

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Una strategia per fermare il declino del Sindacato

Una strategia per fermare il declino del Sindacato

di Pierre Carniti. Articolo pubblicato sulla rivista di critica sociale "Eguaglianza e libertà". Le Confederazioni sindacali perdono iscritti e influenza e i loro obiettivi non sono chiari. Il pluralismo va bene- se accompagnato da democrazia interna- ma serve un patto di consultazione e cooperazione unitaria. Non è in gioco la sopravvivenza, ma il ruolo: si vuole ancora incidere sullo sviluppo economico e sociale? La necessità di un salario minimo garantito.

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Scalata al potere di Matteo Renzi: Denis Verdini presente sin dall'inizio

Scalata al potere di Matteo Renzi: Denis Verdini presente sin dall'inizio

Nel libro " L'intoccabile. Matteo Renzi, la vera storia" il giornalista Davide Vecchi cerca di analizzare il fenomeno Renzi andando a ricostruire le origini della sua rapida ascesa. Vecchi, che scrive sul Fatto Quotidiano e ha chiesto a Travaglio di scrivere la prefazione del suo libro, è partito da una semplice domanda: chi è Matteo Renzi e come un giovane e sconosciuto politico locale sia riuscito a diventare Presidente del Consiglio in pochi anni. Riportiamo di seguito alcuni spunti e notizie che si possono trovare in questo libro che ha il taglio dell'inchiesta giornalistica e che mette in luce l'ambiente politico e culturale in cui si forma Matteo Renzi, individuando amicizie, influenze e legami che ne hanno favorito il successo. Tra questi figura Denis Verdini.

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VAN PARIJS : REDDITO MINIMO UNIVERSALE PER UNA SOCIETA' GIUSTA

VAN PARIJS : REDDITO MINIMO UNIVERSALE PER UNA SOCIETA' GIUSTA

intervista a cura di Giuliano Battiston. Philippe Van Parijs è un filosofo, economista e giurista belga, sostenitore del reddito minimo di cittadinanza o Basic Income, reddito di base, che dovrebbe essere applicato in tutta Europa per fronteggiare meglio le crisi presenti e future. Anzi, strumento valido per l'intera società planetaria, anche se da realizzare in modo adeguato a contesti diversi. Il suo lavoro teorico ha conquistato un tale riconoscimento internazionale da essere invitato su questo tema alla BiennaleDemocrazia di Torino. E' lui che ha concluso i lavori del 14° Congresso del Basic Income Earth Network tenuto nel 2012 a Monaco. Suoi libri pubblicati in Italia: " Che cosa è una società giusta? " (1995, Ponte alle Grazie, Firenze)."Il reddito minimo universale"( 2006, Università Bocconi, Milano). In questa intervista tratta dal volume " Per un'altra globalizzazione", Edizioni dell'Asino, Van Parijs spiega come sia difficile ma possibile superare il legame reddito-lavoro che è un legame insieme etico, sociale ed economico per rifondare un nuovo Welfare basato sui diritti di cittadinanza riconosciuti a tutti, per questo davvero "universali", e non sull'obbligo della disponibilità/attività produttiva come discriminante unica per accedere ai sussidi. Gli argomenti a favore del reddito minimo universale non possono limitarsi a considerazioni di ordine economico, piuttosto si rifanno a una concezione della società giusta. Per questo in un suo recente scritto " Salvare la solidarietà", Van Parijs rilancia l'utilità di un pensiero rawlsiano di sinistra per costruire un nuovo patto sociale, the Second Marriage of Justice and Efficiency, l'indispensabilità di maccanismi di redistribuzione a livello europeo e, viste le lentezze politiche dell'integrazione europea, un patriottismo solidaristico di tipo nazionale e territoriale che sappia inventare forme originali di tutela della cittadinanza non subalterne alle logiche neoliberiste dell'attuale globalizzazione.

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Lavoro forzato, 21 milioni di vittime

Lavoro forzato, 21 milioni di vittime

Lavoro forzato, 21 milioni di vittime Secondo le nuove stime dell’Ilo, tre persone su mille al mondo sono costrette a svolgere un lavoro che è stato loro imposto mediante coercizione o inganno. Di questi, 4,5 milioni (22%) sono vittime di sfruttamento sessuale

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La dignità dell'uomo è la dignità della terra. Per un'economia del bene comune

La dignità dell'uomo è la dignità della terra. Per un'economia del bene comune

di Marco Pezzoni. In Austria un giovane economista, Christian Felber, ha cominciato a mettere in pratica alcune idee innovative per trasformare il ruolo delle imprese. In tre anni le imprese che hanno aderito a questa impostazione dell'economia finalizzata al bene comune sono salite a 700 in 15 diversi Paesi. Idee rivoluzionarie ? Forse meglio dire idee dei tempi nuovi. Basterebbe leggere seriamente quei passaggi della Caritas in Veritate che chiedono un cambiamento della natura dell'impresa attuale, se si vuole rispettare la dignità del lavoro e dell'ambiente. Felber ha il merito di credere in questa trasformazione e di dimostrarne, come al Festival dell'economia, la fattibilità.

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ARTICOLO 81 : ABOLITO KEYNES NELLA COSTITUZIONE ITALIANA ?

ARTICOLO 81 : ABOLITO KEYNES NELLA COSTITUZIONE ITALIANA ?

di Marco Pezzoni. Nella Costituzione italiana l'articolo 81 ha una nuova formulazione, dopo che anche il Senato ha votato il testo in doppia lettura, come già avvenuto alla Camera dei Deputati. Con una maggioranza così ampia, superiore ai 2/3 , che non sarà possibile ricorrere ad un eventuale Referendum popolare per abrogarlo o confermarlo. Così da pochi giorni l'Italia può vantare di avere nella propria Costituzione l'obbligo di pareggio nel bilancio dello Stato , anche se il testo recita in modo più sfumato " Lo Stato assicura l'equilibrio tra le entrate e le spese del proprio Bilancio, tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico". Era proprio così indispensabile dare questo nuovo segnale ai mercati internazionali ? Per l'Europa era proprio obbligatorio che l'Italia giungesse a tanto ? Perchè gli Stati Uniti non l'hanno fatto? Purtroppo l'emergenza economica e sociale ci sta spingendo ad accettare, senza una discussione pubblica approfondita, scelte rilevanti che potrebbero rivelarsi sbagliate e dannose. Come hanno sostenuto 5 premi Nobel per l'economia quando hanno convinto Obama a non inserire nella Costituzione statunitense l'obbligo del pareggio di bilancio. Per non " generare effetti perversi in caso di recessione" e per non negarsi la possibilità di politiche anticicliche di tipo keynesiano. Qui di seguito un commento tratto da MicroMega.

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LA CINA SI ESPANDE IN EUROPA CENTRALE

LA CINA SI ESPANDE IN EUROPA CENTRALE

Pechino programma investimenti pari a 10 Miliardi di Dollari per rafforzare le infrastrutture, sostenere la politica energetica, e incentivare realizzazione di nuove tecnologie in Polonia e in altri 14 Paesi del cuore del Vecchio Continente. Il pericolo per l'economia dell'Unione Europea dinnanzi alla potenza del colosso cinese

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Articolo 18 e "modello tedesco". Difficile licenziare in Germania!

Articolo 18 e "modello tedesco". Difficile licenziare in Germania!

in una bella intervista di Fabio Ghelli, su Lettera 43, la sindacalista tedesca Marie Seyboth, dirigente della Lega dei sindacati tedeschi e a capo del dipartimento della "cogestione politica", chiarisce come funziona la concertazione tra impresa e lavoratori, cosa rappresenti davvero il modello tedesco per quanto riguarda la possibilità di licenziamento e di reintegro. Interessante anche l'evoluzione di un confronto che in Germania ha visto crescere la consapevolezza che crescita economica, aumento degli investimenti e dell'occupazione dipendono poco o nulla dalla facilità di licenziare.

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TROVATO L'ACCORDO IN POLONIA PER LA RIFORMA DELLE PENSIONI

TROVATO L'ACCORDO IN POLONIA PER LA RIFORMA DELLE PENSIONI

La maggioranza liberal-contadina dichiara di avere raggiunto un compromesso sull'innalzamento dell'età previdenziale a 67 anni, con la concessione di un pre-pensionamento a chi ha maturato più della metà dei contributi necessari. Le manovre del Capo del Governo per allargare la coalizione anche ai radical-liberali e per mettere al sicuro una riforma necessaria per l'economia di Varsavia.

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La guerra dei numeri della destra americana

La guerra dei numeri della destra americana

Le bugie le possono raccontare persone di ogni orientamento politico, ma la destra possiede una struttura istituzionale della menzogna che non ha corrispettivi a sinistra.

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Diritti dei poveri, poveri diritti

Porre al centro dell'attenzione i diritti sociali per un'esistenza libera e dignitosa

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Editoriale

La nostra Europa: unita, democratica e solidale o non sarà

di Marco Pezzoni. A sessant'anni dai Trattati di Roma l'Unione Europea ha perso la sua spinta propulsiva, la sua parabola comincia a declinare. Dai 6 Paesi fondatori si è allargata fino a comprenderne 28, per poi cominciare a perdere pezzi con la Brexit e ad arenarsi sul culto dell'austerità in economia. Da “gigante economico e nano politico”, quale è stata definita, con la più recente globalizzazione comincia ad essere messa in discussione anche la sua forza competitiva sui mercati mondiali, la sua capacità di creare lavoro e garantire un modello di welfare universale e inclusivo. Le nuove sfide globali la trovano impreparata e divisa: la finanziarizzazione dell'economia; un disordine internazionale caratterizzato da un multipolarismo anarchico e turbolento che vede emergere nuove potenze mondiali, Cina innanzitutto; Il Medioriente in fiamme; ondate migratorie crescenti. A metà del guado, l'Europa non ha più la volontà di completare la sua rivoluzione democratica costituendosi in Stati Uniti d'Europa. continua>>
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