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Cina / India

A Pechino il Forum internazionale sulla nuova Via della seta

A Pechino il Forum internazionale sulla nuova Via della seta

In uno scenario coreografico grandioso il 14 e 15 maggio Pechino ha ospitato il primo Forum sulla nuova Via della seta, un progetto globale che dovrebbe collegare, anzi connettere, l'Asia all'Europa e rilanciare le loro economie. il presidente Xi Jinping ha ospitato 29 tra capi di Stato e di governo, tra i quali anche il presidente del Consiglio italiano, Paolo Gentiloni, circa 1200 delegati provenienti da 110 Paesi. Presenti anche i vertici di Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale e il Segretario generale dell'ONU Antonio Guterres. Gli scenari sono mutati, soprattutto con l’arrivo alla Casa Bianca del presidente Donald Trump, che ha sollevato i timori di possibili derive protezionistiche e la cui imprevedibile politica estera rischia di avere ripercussioni non chiare sugli equilibri asiatici. In questo quadro la Cina rilancia la propria visione politica ed economica e proietta ancora di più i propri interessi a livello internazionale cercando di farli coincidere sia con Paesi in via di sviluppo sia con Paesi in crisi di sviluppo, quali sono molti dei Paesi europei. Il progetto della nuova Via della seta è stato ribattezzato " Belt and Road"- cintura e strada - riguardando sia collegamenti marittimi che terrestri e chiama alla cooperazione per la costruzione o il potenziamento delle infrastrutture strategiche anche l' Italia, con il suo sistema portuale. Per questo di seguito pubblichiamo un articolo bello e completo di Alessandra Spalletta, dell'Agenzia agi.

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La Cina rivendica lo status di economia di mercato

La Cina rivendica lo status di economia di mercato

La Cina, dopo 15 anni di permanenza nell'Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) con lo stutus di Paese surrogato, adesso rivendica di essere riconosciuta come economia di mercato a pieno titolo e critica le incertezze sia degli Stati Uniti che dell'Unione europea che ne temono la concorrenza spregiudicata e giudicano ancora scorretti molti suoi comportamenti per avvantaggiarsi nella competizione globale. Per il Governo cinese strappare per la propria economia lo status di economia di mercato non è cosa da poco visto la perdita di 3 punti della sua crescita interna rispetto alle performances del 9-10 per cento di pochi anni fa. Significherebbe sottrarsi a misure ricorrenti di antidoping molto severe e punitive rispetto a quelle economie che il WTO considera ancora poco libere se non sleali.

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Editoriale

La nostra Europa: unita, democratica e solidale o non sarà

di Marco Pezzoni. A sessant'anni dai Trattati di Roma l'Unione Europea ha perso la sua spinta propulsiva, la sua parabola comincia a declinare. Dai 6 Paesi fondatori si è allargata fino a comprenderne 28, per poi cominciare a perdere pezzi con la Brexit e ad arenarsi sul culto dell'austerità in economia. Da “gigante economico e nano politico”, quale è stata definita, con la più recente globalizzazione comincia ad essere messa in discussione anche la sua forza competitiva sui mercati mondiali, la sua capacità di creare lavoro e garantire un modello di welfare universale e inclusivo. Le nuove sfide globali la trovano impreparata e divisa: la finanziarizzazione dell'economia; un disordine internazionale caratterizzato da un multipolarismo anarchico e turbolento che vede emergere nuove potenze mondiali, Cina innanzitutto; Il Medioriente in fiamme; ondate migratorie crescenti. A metà del guado, l'Europa non ha più la volontà di completare la sua rivoluzione democratica costituendosi in Stati Uniti d'Europa. continua>>
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