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Birmania

Birmania: ucciso il difensore della minoranza musulmana

Birmania: ucciso il difensore della minoranza musulmana

All'areoporto di Rangoon, mentre tornava da una missione, è stato assassinato U Ko Ni, avvocato difensore dei diritti umani e consulente del partito di Aung San Suu Kyi. La sua morte si inserisce in un clima crescente di insofferenza e di vera e propria violenza nei confronti della minoranza musulmana. Con la giustificazione di difendere cultura e valori della maggioranza buddista, l'esercito si è macchiato di gravi atrocità soprattutto verso i Rohingya, una minoranza di fede musulmana: più di mille uccisi negli ultimi 4 mesi e 70 mila fuggiti nel confinante Bangladesh. Enorme la partecipazione il 30 gennaio ai suoi funerali come tributo a un uomo che si è battuto per la convivenza pacifica e la crescita dei diritti di tutti.

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Editoriale

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di Marco Pezzoni. A sessant'anni dai Trattati di Roma l'Unione Europea ha perso la sua spinta propulsiva, la sua parabola comincia a declinare. Dai 6 Paesi fondatori si è allargata fino a comprenderne 28, per poi cominciare a perdere pezzi con la Brexit e ad arenarsi sul culto dell'austerità in economia. Da “gigante economico e nano politico”, quale è stata definita, con la più recente globalizzazione comincia ad essere messa in discussione anche la sua forza competitiva sui mercati mondiali, la sua capacità di creare lavoro e garantire un modello di welfare universale e inclusivo. Le nuove sfide globali la trovano impreparata e divisa: la finanziarizzazione dell'economia; un disordine internazionale caratterizzato da un multipolarismo anarchico e turbolento che vede emergere nuove potenze mondiali, Cina innanzitutto; Il Medioriente in fiamme; ondate migratorie crescenti. A metà del guado, l'Europa non ha più la volontà di completare la sua rivoluzione democratica costituendosi in Stati Uniti d'Europa. continua>>
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