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Venezuela: il declino di Chavez favorirà Capriles ?

a cura di Donato Di Santo. Le elezioni presidenziali in Venezuela si terranno il 7 ottobre 2012. Ma la malattia di Chavez rende più incerto l'esito elettorale, visto che l'opposizione sembra aver raggiunto l'unità d'azione attorno al giovane candidato 39enne Capriles.Sul fronte governativo emerge sempre più forte la supplenza di Cabello, presidente dell'Assemblea Nazionale. Al centro dello scontro un nuovo statuto a favore del lavoro, le libertà democratiche e l'uso delle enormi risorse petrolifere.
Venezuela: il declino di Chavez favorirà Capriles ?

Chavez vincerà ancora?

È iniziata in Venezuela la guerra dei sondaggi. Molto scalpore ha suscitato la pubblicazione di un’indagine della società Consultores 21 che per la prima volta ha attestato un sostanziale impatto tra Hugo Chavez e Henrique Capriles, che otterrebbe il 45% dei voti, contro il 46% di quelli che otterrebbe il Presidente Chavez.

É il primo sondaggio, da quando l’ opposizione lo scorso febbraio ha lanciato la propria candidatura unitaria, che attesta un consolidamento dei consensi intorno alla candidatura della MUD. Nelle settimane precedenti altri sondaggi dei primi di marzo realizzati da Ics e Hinterlaces attestavano una primazia di Chavez con uno scarto tra il 18 e il 33%.

Datanalisis invece negli ultimi giorni ha riconfermato il vantaggio di Chavez su Capriles, ridimensionandolo però a 13 punti lo scarto (44% contro 31%) confermando così un clima di generale indebolimento del Presidente Chavez che sembra attestarsi ben al di sotto della soglia del 50%.

Comune a tutti i sondaggi rimane l’alto tasso di indecisi che si aggira attorno al 20%, che di certo si rivelerà decisivo per la vittoria del prossimo Presidente della Repubblica.

Il clima politico risente sempre di più dell’aggravarsi della situazione medica del Presidente, operatosi per la terza volta nelle settimane scorse a Cuba.In assenza di un bollettino medico ufficiale, da ormai quasi dieci mesi, il Presidente continua a sostenere con ottimismo le opportunità di ripresa della sua buona salute, nonostante l’opinione pubblica stia percependo sempre di più un suo allontanamento dal controllo diretto del paese.

Senza aver rinunciato alla pienezza dei poteri di Presidente, Chavez ha infatti trascorso buona parte dell’ultimo mese a Cuba, per l’operazione e la successiva convalescenza, e già ha annunciato, dopo pochi giorni di rientro in Venezuela, che tornerà presto a Cuba per nuove sessioni di radioterapia, inaugurando un periodo che egli stesso ha definito di "andate e ritorno".

Ciò che colpisce, con il passare delle settimane, è la progressiva perdita di contatto o distanziamento del Presidente Chavez, che sembra più limitarsi ad un controllo "remoto" del paese, rincorrendo l’azione puntuale ed efficace del giovane Capriles, impegnato a percorrere tutto il paese, scovando le aree di povertà e crisi in cui versano molte regioni del Venezuela.

Così mentre Chavez continua a realizzare "trasmissioni a reti unificate di lunghe ore" quando è nel paese, Henrique Capriles ha già realizzato eventi elettorali a Miranda, Tachira, Aragua, Carabobo e Zulia.

Il 39enne Capriles ha così modo di incontrare le molte comunità abbandonate a se stesse che "come egli stesso ha dichiarato, "chiedono a gran voce di farla finita con la violenza"...ponendo fine alla tragedia di "quasi 20 mila morti" dell’ ultimo anno, invertendo "l’obiettivo dell’attuale governo che secondo Capriles "é quello di abituare il Venezuela alla violenza".

 Da parte sua il mandatario, attraverso le trasmissioni televisive, è tornato a ripercorrere i successi realizzati durante il suo periodo al potere, ed a rilanciare le scommesse per il futuro. Il primo obiettivo rimane quelle dell’accesso alla casa "nel 2012 verranno consegnate 400 mila abitazioni, 26 mila già sono pronte" ha tuonato Chavez in una delle ultime trasmissioni.

Ad animare la campagna elettorale in queste settimane inoltre la rivelazione da parte di Chavez di un presunto piano di attacco terroristico nei confronti di Henrique Capriles.

Secca la replica del rappresentante della MUD, che attraverso il suo portavoce Armando Briquet, ha invitato il Presidente a denunciare presso la magistratura eventuali notizie di questo tipo, e di non limitarsi a fare annunci televisivi che hanno evidentemente lo "scopo di intimidire" il clima elettorale; dopo tali rivelazioni alcuni esponenti della squadra di Henrique Capriles, seguendo l’invito di Chavez, si sono infatti riuniti con i vertici dei Servizi Segreti venezuelani, per verificare il punto della situazione; alcune settimane fa infatti uno membro del comitato elettorale di Capriles aveva subito un attentato durante un’ iniziativa elettorale, fatto quest’ultimo che aveva provocato l’aumento della tensione nel paese.

Il Presidente Chavez é tornato inoltre ad evocare la sua volontà di introdurre, approfittando dei suoi poteri speciali, una nuova legge sul lavoro: per questo, come annunciato lo scorso novembre in occasione della fondazione della Nuova Central Obrera Venezuelana, ha nominato una commissione per definire gli asseti del nuovo statuto del lavoro,escludendo però rappresentanti del mondo imprenditoriale con i ben noti toni del la retorica bolivariana del XXI secolo: "Come si può coinvolgere Fedecamaras, che è stata sempre incostituzionale, che ha sempre favorito i Colpi di Stato di sabotaggio economico del paese", ha tuonato il Presidente Chavez rispondendo alle accuse del Presidente di Fedecamaras, Jorge Botti. 

In questo scenario generale vale la pena notare il rafforzarsi del ruolo dell’ attuale Presidente della Asamblea Nacional, da sempre intimo del Presidente Hugo Chavez, il fedelissimo Diosdado Cabello, già Ministro della Presidenza, degli Interni, delle Infrastrutture, governatore di Miranda, Ministro delle Opere pubbliche e Ministro delle telecomunicazioni.

Con il protrarsi della malattia di Chavez, Cabello sembra essere destinato sempre di più a rappresentare la leadership politica del mandatario, come si può notare dal fatto che Chavez ha delegato a lui, nelle ultime settimane, il ruolo di leader del partito di governo, il PSUV.

A confermare tale tesi inoltre il suo rinnovato carisma "chavista" che lo ha visto intervenire con forza contro il governatore dello stato di Mongas, che nelle ultime settimane aveva denunciato di "aver perso il controllo della polizia e di essere pedinato dall’esercito", prendendo un provvedimento di espulsione dal PSUV nei suoi confronti.

In tal senso la figura di Cabello sembra quella più quotata a ricoprire un ruolo importante nei prossimi mesi, nel caso in cui la figura del Presidente Chavez dovesse eclissarsi ulteriormente a causa della sua la malattia, mentre quella del Vice Presidente Elias Jaua e del Ministro degli Esteri, Nicolas Maduro, sembrano destinati a rivestire un ruolo meno centrale, anche se costituiranno i cardini della campagna elettorale quando nelle prossime settimane, come già annunciato, si dimetteranno per correre nella campagna presidenziale. 

Segnaliamo infine l’accendersi di una polemica su uno dei nodi che costituirà probabilmente il fulcro della campagna elettorale, il piano di investimenti di PDVSA da cui dipenderà il futuro del Venezuela.

Mentre l’opposizione continua ad accusare il governo di disperdere i proventi della società statale con elargizioni a paesi terzi per sostenere la sua politica estera e "programmi sociali" dalla dubbia efficacia, il Presidente di PDVSA e Ministro dell’Energia, Rafael Ramirez, ha rassicurato sul buono stato di salute della società, che nel 2012 dovrebbe arrivare a vantare il 25% delle riserve petrolifere mondiali, 300 miliardi di barili stimati.

Ma è proprio su questo aspetto che iniziano a concentrarsi le accuse, perché la possibilità di sfruttare tale patrimonio richiede, secondo alcune stime governative oltre 200 miliardi di dollari di investimenti nel prossimo periodi di governo 2013-2019. E soprattutto, l’attuale amministrazione non sembra aver alcun intenzioni di variare la programmazione.

Così mentre con capitali stranieri contrattati in cambio di petrolio, Chavez ha sostenuto le suo politiche sociali, ha riarmato il Venezuela con miliardarie commesse alla Russia(11miliardi di dollari di spesa secondo fonti governative russe) e con quelli cinesi sta tentando di affrontare l’emergenza abitativa e vede un deficit di almeno 3 milioni di case, PDVSA, in mancanza di investimenti, accumula forti debiti che ne mettono in discussione nel futuro la sostenibilità finanziaria, come denunciato dall’opposizione.

Secca la replica del Ministro Ramirez, che in un’intervista al quotidiano "El Mundo", ha difeso la buona salute del sistema PDVSA, ed ha vantato il fatto che sotto il periodo di gestione di Chavez sono aumentati gli investimenti nel settore,"da 5 a 7 miliardi all’anno, e che il debito della società ha la sua sostenibilità negli attivi nel patrimonio della compagnia".

 

 

Articolo tratto dall’Almanacco Latinoamericano a cura di Ceial/ CeSPI

Per ulteriori informazioni almanacco.latinoamericano@cespi.it

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