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AMERICHE

Stati Uniti:Trump riesce a picconare la sanità di Obama

Stati Uniti:Trump riesce a picconare la sanità di Obama

Primo vero successo di Donald Trump. Grazie alle mediazioni con le varie anime del Partito Repubblicano e grazie al lavoro dello speaker della Camera Paul Ryan, l'Amministrazione Trump riesce a rimediare alle figuracce fatte nei primi 100 giorni e al rovescio subito nel mese di marzo quando ha dovuto ritirare la prima formulazione della propria riforma sanitaria ostile a quella di Obama. Riformulata così da assicurarsi almeno una maggioranza di stretta misura tra i deputati, la riforma di Trump, che sarebbe meglio definire una vera e propria controriforma sanitaria, è stata approvata alla Camera dei Rappresentanti con 2017 voti contro 213. Adesso passa al Senato dove ci saranno ancora molte difficoltà ma ci potrebbero essere espedienti tecnici per favorirne l'approvazione. Nel seguente articolo pubblicato da "il Post" vengono ricostruiti i principali contenuti e i passaggi di questa iniziativa e le possibili gravi conseguenze sociali sulla popolazione più indifesa.

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Dopo lo storico accordo con le Farc. Nuova violenza in Colombia

Dopo lo storico accordo con le Farc. Nuova violenza in Colombia

L'accordo di pace tra il governo colombiano e i guerriglieri delle Farc sta cominciando a realizzarsi. Negoziato a Cuba tra le parti, su forte iniziativa del Presidente colombiano Juan Manuel Santos, respinto in Colombia da un referendum popolare il 2 ottobre 2016, rinegoziato e modificato, finalmente approvato dal Senato e dal Congresso dei rappresentanti tra la fine di novembre e il 1 dicembre, in questi mesi ha cominciato a funzionare. Dopo 52 anni di guerra, migliaia di gerriglieri delle Farc smobilitano, consegnano le armi in 27 zone di pace, iniziano il percorso di reinserimento in una società che avevano lasciato da ragazzi e ferocemente combattuto. Tutto bene allora? No, perchè non tutti sono capaci di reinserirsi. Perchè le popolazioni che hanno subito violenza li temono e li guardano con diffidenza se non con ostilità. Perchè le aree del paese da loro controllate e adesso lasciate vuote sono in parte rioccupate da narcotrafficanti, loro ex alleati. Soprattutto perchè le forze paramilitari di destra, mai disarmate, tentano di boicottare il processo di pace. Si spiega così l'aumento di omicidi politici in Colombia in questo ultimo anno, soprattutto l'uccisione di attivisti dei diritti umani e, tra questi, di molti indigeni e afro-colombiani. La pacificazione va portata avanti, sapendo che le conseguenze di una guerra civile che ha fatto 220.000 morti comporterà ancora prezzi umani alti. Così come è importante l'avvio in questi giorni di un eguale negoziato di pace tra il governo colombiano e l'ELN, Ejercito de Liberacion Nacional, seconda forza guerrigliera della Colombia.

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Donald Trump: uno stregone populista che accende i rancori dell'antipolitica

Donald Trump: uno stregone populista che accende i rancori dell'antipolitica

3 marzo 2016. Il successo di Donald Trump nelle primarie del Supermartedì in campo repubblicano è stato travolgente e ormai lo stesso establishment del partito repubblicano con i suoi grandi finanziatori non sa più come fermarlo. Per loro Trump è inaffidabile, non controllabile, un avventuriero che rischia di far deragliare la linea repubblicana fuori dai binari della propria storia fatta di conservatorismo, talvolta duro e talvolta illuminato, ma in grado di farsi carico degli equilibri di un grande Paese quale sono gli Stati Uniti. Trump rappresenta invece una secca rottura di questa tradizione ed è difficile capire dove porterebbe il Paese se diventasse il 45° presidente. Per questo i suoi rivali principali Ted Cruz e Marco Rubio rimangono in corsa nelle primarie repubblicane con il solo scopo di impedire a Trump di superare il 50% dei delegati alla Convention di luglio.

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Il Venezuela affronta una doppia crisi: del chavismo e quella economica

Il Venezuela affronta una doppia crisi: del chavismo e quella economica

di Marco Pezzoni. Addio al modello politico, economico e sociale di Chavez, per 14 anni alla guida del Venezuela. E' la grave crisi economica attuale la principale causa che ne sta decretando la fine. Anche se Maduro, il suo successore, eletto nel 2013 Presidente del Venezuela, non ne ha nè il carisma nè l'audacia. E' sempre la crisi, che ha visto crollare il prezzo del petrolio, diminuire le entrate dello Stato, schizzare in alto l'inflazione, aumentare il malcontento per la scarsità dei prodotti nei negozi e per la corruzione, la causa del successo delle opposizioni di centro destra e liberiste alle elezioni del Parlamento lo scorso 6 dicembre. Così adesso il Venezuela vede contrapposti Parlamento e Governo.

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Dopo Chavez, il chavismo vincerà le elezioni presidenziali del 14 aprile ?

Dopo Chavez, il chavismo vincerà le elezioni presidenziali del 14 aprile ?

Dall'Almanacco latinoamericano, a cura di Donato Di Santo. In Venezuela, ai funerali di Hugo Chavez, all'enorme partecipazione di popolo si è unita una vasta schiera di delegazioni di tutto il mondo, a significare l'importanza di una figura che, comunque la si voglia giudicare, entra nella storia. Presente anche Jesse Jackson per gli Stati Uniti. Adesso inizia la campagna elettorale per le presidenziali del 14 aprile che vede contrapposti il successore designato di Chavez Nicolas Maduro e lo sfidante Henrique Capriles. In questo articolo si analizzano anche le tre anime dello chavismo e le possibili nuove prospettive del Venezuela.

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Usa: quello del prof è il lavoro meno stressante

Usa: quello del prof è il lavoro meno stressante

Secondo il sito di ricerca di personale CareerCast i docenti universitari sono i meno stressati di tutti, seguiti dai sarti. All'opposto si trovano i soldati, i pompieri e i piloti

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Filitalia Distretto Italia in visita alla casa madre di Philadelphia.

Filitalia Distretto Italia in visita alla casa madre di Philadelphia.

Nei giorni scorsi ( dal 13 al 20 novembre 2012) una delegazione del Distretto di Filitalia Italia si è recata in visita alla casa madre di Philadelphia.

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Venezuela: Chavez promuove Nicolas Maduro

Venezuela: Chavez promuove Nicolas Maduro

di Donato Di Santo. Dopo aver vinto le elezioni politiche, Hugo Chavez ha compiuto alcune mosse significative in vista delle prossime elezioni amministrative del 16 dicembre in Venezuela. Per contrastare l'emergente leader dell'opposizione Henrique Capriles, ha deciso di candidare in diverse Regioni del Paese ex Ministri. Ha così promosso un rimpasto di Governo e scelto Nicolas Maduro, filocastrista, a Vice Presidente della Repubblica.

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La rielezione del presidente Obama

La rielezione del presidente Obama

La rielezione del presidente americano Barack Obama è stata netta, e senza i temuti strascichi sul’eventuale conteggio delle schede negli stati dove si prevedeva un testa a testa ravvicinatissimo

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Fernando Haddad vince a San Paolo con il sostegno di Lula

Fernando Haddad vince a San Paolo con il sostegno di Lula

di Donato Di Santo. Alle recenti elezioni amministrative in Brasile il risultato più importante è la riconquista di San Paolo da parte del Pt dopo 8 anni. Ha vinto Fernando Haddad, sostenuto dall'ex presidente Lula. Avanzano anche i socialisti del PSB di Eduardo Campos. In questo articolo si analizzano le possibili conseguenze politiche del voto amministrativo sugli equilibri di Governo e sulla stessa sfida generale del 2014.

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L'ITALIA E L'AMERICA

L'ITALIA E L'AMERICA

Dopo aver coperto in lungo e in largo sia le primarie repubblicane sia la campagna elettorale presidenziale degli Stati Uniti Barack Obama e Mitt Romney, vorrei che ambedue si rendessero conto di quanta importanza abbiamo dato loro.

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LA POLITICA ESTERA AMERICANA IN CAMPAGNA ELETTORALE

LA POLITICA ESTERA AMERICANA IN CAMPAGNA ELETTORALE

La politica estera è rimasta ai margini della campagna elettorale americana, ma sia Obama sia Romney dovranno ben presto confrontarsi con il resto del mondo. Il terzo dibattito televisivo tra Barack Obama e Mitt Romney verteva sulla politica estera, ma lo svolgimento della contesa è scivolato su tanti altri temi, e alla fine si è avuta la sensazione che nessuno dei due volesse davvero sviscerare l’argomento.

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IL TERZO DIBATTITO ALLE PRESIDENZIALI AMERICANE

IL TERZO DIBATTITO ALLE PRESIDENZIALI AMERICANE

Il terzo dibattito tra il presidente Obama e Romney ha chiuso la serie di incontri-scontri che hanno chiarito le posizioni dei due contendenti ma ovviamente detto molto poco su come l'elettorato americano deciderà di votare. A parte ciò che gli analisti assorbono, ritengo che di questo ultimo faccia a faccia sulla politica estera resterà soprattutto la battuta di Obama sulla consistenza della marina americana.

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Class action contro banche

Class action contro banche

USA - Class action contro banche che hanno manipolato il Libor

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IL DIBATTITO TV BIDEN-RYAN

IL DIBATTITO TV BIDEN-RYAN

Il dibattito televisivo tra i due vice Joe Biden e Paul Ryan è finito, 48 a 44 %, con i due contendenti che si sono beccati non poco, ma hanno più che mai detto ciò che volevano sentire i loro sostenitori. Secondo uno dei tanti infiniti sondaggi Romney sopravanza Obama 58-37 nelle intenzioni di voto dell’elettorato cosiddetto anziano, quello che dovrebbe secondo le teorie democratiche essere preoccupato per le idee repubblicane in fatto di assistenza agli anziani ovvero Medicare.

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IL SECONDO DIBATTITO TELEVISIVO TRA OBAMA E ROMNEY

IL SECONDO DIBATTITO TELEVISIVO TRA OBAMA E ROMNEY

n preparazione del secondo dibattito televisivo del 16 ottobre 2012 alla Hofstra University di New York, i due candidati presidenziali hanno corteggiato l’elettorato dell’Ohio, il più importante degli stati altalenanti.

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IL DIBATTITO TV TRA OBAMA E ROMNEY

IL DIBATTITO TV TRA OBAMA E ROMNEY

Le luci del palcoscenico di Denver si sono appena spente ma il temporaneo successo di Romney nei confronti di Obama sta già rivoluzionando le strategie in attesa del confronto del 16 ottobre 2012. Le luci del palcoscenico di Denver si sono appena spente ma gli strateghi al seguito di Obama e Romney sono già la lavoro per analizzare il primo dibattito e per preparare al meglio il secondo previsto per il 16 ottobre 2012. Denver ha dato una interessante sterzata alla campagna elettorale americana, anche se a detta di molti per lunghi periodi il dibattito è sembrato svolgersi tra un consulente aziendale e un professore universitario.

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QUALCHE DOMANDA DA FARE AD OBAMA

QUALCHE DOMANDA DA FARE AD OBAMA

Il primo dibattito televisivo di oggi, 3 ottobre 2012, delineerà certamente la vera politica di Obama e Romney, ma non tutti i dubbi saranno fugati e molte domande resteranno per aria. Barack Obama diventa sempre più brizzolato. Ha conseguito il sogno di diventare il primo afro americano eletto alla Casa Bianca ma i problemi sul suo tavolo aumentano giornalmente. La gente comune si fa molte domande e Obama sembra non poter trovare il bandolo di molte delle matasse che deve sciogliere.

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IL SOSTEGNO DEI MORMONI A ROMNEY NON E' UNANIME

IL SOSTEGNO DEI MORMONI A ROMNEY NON E' UNANIME

E’ opinione comune che tutti i mormoni parteggino per Mitt Romney, ma come per il voto etnico è sempre più difficile che un gruppo di elettori voti in blocco per un candidato soltanto per affinità religiose. Mitt Romney dovrebbe avere molti amici in seno alla chiesa dei santi di Gesù Cristo degli ultimi giorni soprattutto perché la sua candidatura ha dato una grande visibilità ai mormoni contribuendo a sfatarne molti luoghi comuni e a dar loor una visibilità più obiettiva. Niente da fare, anche tra i seguaci di Joseph Smith si celano pareri discordanti e non sempre amichevoli nei suoi confronti.

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IN DIFESA DI MITT ROMNEY. ALMENO QUESTA VOLTA

IN DIFESA DI MITT ROMNEY. ALMENO QUESTA VOLTA

Il candidato presidenziale repubblicano Mitt Romney ha sconcertato chi lo segue quotidianamente nella sua peregrinazione elettorale con un’interessante dichiarazione riguardante gli oblò degli aerei

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Editoriale

Referendum Lombardia tra crisi dello Stato e derive centrifughe, tra muscoli e furbizie politiche

di Marco Pezzoni. Domenica 22 ottobre 7 milioni e 700 mila lombardi verranno chiamati ad un Referendum consultivo e senza quorum per pronunciarsi sulla richiesta di maggior autonomia della Lombardia. Nella stessa giornata si tiene in Veneto un Referendum simile, però con quorum, cosa che dimostra la maggior sicurezza del gruppo dirigente leghista in quella regione. In Lombardia si voterà con voto elettronico e ogni seggio elettorale sarà dotato di tablet. Metodo di voto nuovo che è servito a distrarre dal significato e dalla portata di questo referendum. Ad esempio che nelle intenzioni dei promotori non c'è alcuna volontà di tenere in seria considerazione lo spirito dell'articolo 75 della Costituzione italiana là dove recita "Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio", visto che il cuore della propaganda dei due Governatori leghisti Maroni e Zaia è il differenziale fiscale tra quanto Lombardia e Veneto "regalano" allo Stato e alle regioni del Sud e quanto ricevono. Il centrodestra in Lombardia e in Veneto dimostra comunque di avere una strategia politica e propagandistica se non altro pensata e concordata, chiaramente strumentale ma efficace. Invece il PD, dopo la sconfitta del 4 dicembre sul referendum costituzionale, si mostra incerto e confuso sia nella strategia che nella tattica. Il suo segretario Matteo Renzi è in giro col suo "tour in treno", totalmente assente dalla partita che si gioca nel Nord italia. continua>>
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