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EMIGRAZIONE IMMIGRAZIONE

Firmato a Roma il Memorandum Italia-Libia sull'immigrazione

 Firmato a Roma il Memorandum Italia-Libia sull'immigrazione

Il 2 febbraio 2017 a Roma il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha firmato con Fayez al-Serraj del Governo libico di Tripoli un Memorandum d'intesa sull'immigrazione. Questo memorandum d’intesa tra Italia e Libia è solo una tappa della articolata strategia di esternalizzazione delle frontiere perseguita tanto dal nostro governo quanto dall’Unione Europea. A tutti i costi, e mettendo in secondo piano il rispetto dei diritti fondamentali. Ecco cosa c’è che non va nell’accordo e quali sono le sue conseguenze secondo una approfondita analisi elaborata in aprile da OPEN MIGRATION.

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Donald Trump ordina un nuovo muro tra Stati Uniti e Messico

Donald Trump ordina un nuovo muro tra Stati Uniti e Messico

25 gennaio 2017. Donald Trump ha firmato l'ordine esecutivo per dare il via alla costruzione del nuovo muro lungo il confine tra Stati Uniti e Messico. E'più corretto parlare di nuovo muro, perchè barriere di vario tipo lungo il confine con il Messico esistono già, anche se coprono solo parzialmente l'intero tracciato che è di 3.200 km. Ma il 45esimo presidente ha inteso dare un rilievo più complessivo al suo progetto: prima viene la sicurezza degli Stati Uniti, senza alcuno sconto ai vicini, senza nessuna debolezza verso gli immigrati. Il Messico dovrà piegarsi, volente o nolente e contribuire a finanziare il Muro. E mano dura verso gli immigrati irregolari: a differenza di Obama, carceri lungo il confine e fine della politica del " cattura e poi libera" per chi entra illegalmente.

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Ungheria. Il premier Orban" arresto per tutti i migranti"

Ungheria. Il premier Orban" arresto per tutti i migranti"

Dopo aver proposto all'Europa di rispedire in un'isola lontana ( quale?) tutti i migranti, indistintamente, dando poi la possibilità che da quell'isola inviassero per posta l'eventuale domanda d'asilo, ignorando forse che quell'idea era già venuta ai capi nazisti come prima soluzione per la questione ebraica. Dopo aver fatto erigere muri e filo spinato ai confini sud del Paese per bloccare la rotta balcanica. Dopo aver indetto in Ungheria il 2 ottobre 2016 un Referendum popolare contro la ripartizione solidale dei profughi da parte dell'Unione Europa e averlo fallito con una partecipazione che si è fermata al 43%, il Capo del Governo Victor Orban continua la sua campagna ossessiva contro gli immigrati. L'ultima proposta, che il Governo ungherese sta adottando, è quella di ripristinare la custodia cautelare, di fatto l'arresto, anche per gli immigrati in attesa di veder riconosciuto il diritto d'asilo. L'articolo che segue è tratto dal giornale Avvenire.

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Tre miliardi di euro dalla UE alla Turchia per tenersi i migranti

Tre miliardi di euro dalla UE alla Turchia per tenersi i migranti

Marzo 2016. Per arrestare la rotta balcanica dei migranti, la soluzione trovata dall'Unione Europea è quella di siglare un accordo con la Turchia perchè li blocchi nei propri campi profughi prima che partano per l'Europa e anzi sia disponibile a riaccogliere quelli già arrivati in Europa e che non ne abbiano diritto. Numerose istituzioni internazionali hanno sollevato obiezioni sia giuridiche che umanitarie per la scarisità di garanzie per migranti che fuggono dalla Siria, Iraq, Afghanistan. Per questo pubblichiamo di seguito il testo integrale dell'accordo. Quello che è certo è che la Turchia di Erdogan non solo ottiene in cambio 3 miliardi di euro, non solo non andrà troppo per il sottile per gestire due milioni e mezzo di profughi, ma intanto acquista un maggior peso negoziale sia nelle trattative con un' Europa sempre più debole, sia nello stesso contesto internazionale, a cominciare dalla soluzione politica della crisi siriana.

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Tsipras alla U.E.: l'immigrazione è un problema di tutti. La Grecia non diventerà il Libano d'Europa.

Tsipras alla U.E.: l'immigrazione è un problema di tutti. La Grecia non diventerà il Libano d'Europa.

25 febbraio 2015. Il premier greco Alexis Tsipras, in un durissimo intervento al Parlamento ellenico, ha posto sotto accusa l'Austria e i Paesi dell'area balcanica che la stanno rincorrendo nella politica della creazione di muri e barriere contro gli immigrati e i profughi che fuggono dalla Siria, dall'Iraq e da gravi situazioni di conflitto. Il problema dell'accoglienza, ha sostenuto Tsipras, è un problema che devono condividere tutti Paesi che fanno parte dell'Unione europea e va affrontato con senso di responsabilità e solidarietà dalle Istituzioni europee, altrimenti si mette in crisi dalle fondamenta lo stesso processo di unificazione europeo. La Grecia, che ha il maggior sviluppo di coste nel Mediterraneo orientale, ha già visto sbarcare oltre 100.000 disperati dall'inizio dell'anno e, con l'arrivo della primavera, se ne prevedono almeno altrettanti.

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Nel 2015 in Italia sono 5,8 milioni gli immigrati

Nel 2015 in Italia sono 5,8 milioni gli immigrati

E' appena uscito il rapporto della Fondazione Ismu sui dati dell'immigrazione in Italia. Una situazione in movimento che è giusto monitorare con attenzione, per capire come cambia la società italiana e quali siano i processi di integrazione da attivare per una convivenza umana dignitosa per tutti. La popolazione straniera sfiora i 6 milioni, comprendendo comunitari ed extracomunitari, regolari e non. Rimangono nell'ombra e nel lavoro nero circa 400.000 immigrati fantasma.

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Editoriale

Referendum Lombardia tra crisi dello Stato e derive centrifughe, tra muscoli e furbizie politiche

di Marco Pezzoni. Domenica 22 ottobre 7 milioni e 700 mila lombardi verranno chiamati ad un Referendum consultivo e senza quorum per pronunciarsi sulla richiesta di maggior autonomia della Lombardia. Nella stessa giornata si tiene in Veneto un Referendum simile, però con quorum, cosa che dimostra la maggior sicurezza del gruppo dirigente leghista in quella regione. In Lombardia si voterà con voto elettronico e ogni seggio elettorale sarà dotato di tablet. Metodo di voto nuovo che è servito a distrarre dal significato e dalla portata di questo referendum. Ad esempio che nelle intenzioni dei promotori non c'è alcuna volontà di tenere in seria considerazione lo spirito dell'articolo 75 della Costituzione italiana là dove recita "Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio", visto che il cuore della propaganda dei due Governatori leghisti Maroni e Zaia è il differenziale fiscale tra quanto Lombardia e Veneto "regalano" allo Stato e alle regioni del Sud e quanto ricevono. Il centrodestra in Lombardia e in Veneto dimostra comunque di avere una strategia politica e propagandistica se non altro pensata e concordata, chiaramente strumentale ma efficace. Invece il PD, dopo la sconfitta del 4 dicembre sul referendum costituzionale, si mostra incerto e confuso sia nella strategia che nella tattica. Il suo segretario Matteo Renzi è in giro col suo "tour in treno", totalmente assente dalla partita che si gioca nel Nord italia. continua>>
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