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"Future We Want". Vertice mondiale a Rio de Janeiro su ambiente, clima, green economy e lotta alla povertà

di Marco Pezzoni. Tra il 20 e il 22 giugno si tiene a Rio de Janeiro il Vertice mondiale su clima, ambiente e sviluppo, indetto dall'ONU vent'anni dopo il primo celebre Summit che aprì la strada ad una diversa coscienza planetaria sui temi ecologici . Il " Futuro che vogliamo" è l'intenzione programmatica di Rio+20 che deve però fare i conti con una situazione internazionale sempre più contradditoria : la crisi finanziaria ed economica irrisolta di tanti Paesi europei e la scarsa disponibilità dei Paesi emergenti a tagliare drasticamente le proprie emissioni di CO2.
"Future We Want". Vertice mondiale a Rio de Janeiro su ambiente, clima, green economy e lotta alla povertà

Rio+20

Il WWF ha pubblicato un interessante Dossier inititolato  " RIO+20: IMPARARE A VIVERE NEI LIMITI DI UN SOLO PIANETA. Vedasi il sito www.uncsd2012.org

La Conferenza, che ha luogo venti anni dopo l’Earth Summit del 1992, tenutosi sempre a Rio de Janeiro (United Nations Conference on Environment and Development), quaranta anni dopo la Conferenza ONU di Stoccolma del 1972 (United Nations Conference on Human Environment) e dieci anni dopo il Summit di Johannesburg (World Summit on Sustainable Development), assume un’importanza cruciale per il momento storico che stiamo attraversando.

La profonda crisi economica e finanziaria che sta attraversando il mondo dal 2008 e della quale non riusciamo ad intravedere la fine, ci dimostra che l’epoca basata su di una crescita economica illimitata, senza regole, che inficia la giustizia sociale e l’equità, che pesa sulle generazione future e incrementa, in maniera ormai drammatica, il deficit ecologico, è totalmente insostenibile e non può proseguire nel futuro, come se nulla fosse.

La Conferenza di Rio costituisce quindi una straordinaria occasione per tracciare percorsi innovativi e capaci di dare un futuro diverso all’umanità, basato sulla reale concretizzazione della sostenibilità. Sostenibilità significa, in sostanza che dobbiamo tutti imparare a vivere nell’ambito dei limiti del nostro meraviglioso ed unico Pianeta, come ci indica l’ultimo "Living Planet Report 2012" del WWF.

Rio deve essere un grande evento mondiale capace di tracciare questa nuova strada e sarebbe una straordinaria occasione perduta se dovesse fallire.

Il testo della Conferenza si intitola "Future We Want" (il futuro che vogliamo) ma in tutto il processo negoziale che ha avuto luogo sino ad ora non sembra proprio rispecchiare e delineare il futuro che è invece necessario per non raggiungere una sorta di complessiva "bancarotta" economica ed ecologica dell’umanità.

L’oggetto principale della Conferenza è l’impostazione di una Green Economy che costituisce una strada obbligata per passare ad una nuova fase, diversa da quella profondamente critica in cui ci troviamo e l’impostazione di una governance internazionale, capace ed autorevole, sulla sostenibilità.

Le nazioni del mondo hanno purtroppo fallito nell’attuare concretamente un integrazione delle politiche di sviluppo con le politiche ambientali in questi ultimi 20 anni (come l’Agenda 21, l’ampio documento approvato alla Conferenza di Rio del 1992, affermava).

I testi negoziali di Rio+20 così come sono stati elaborati ed approvati sino ad ora, mancano di indicare impegni vincolanti per far si che non si aggiunga ai precedenti un ulteriore decennio o ventennio di fallimenti che potrebbero essere drammatici per il futuro di noi tutti.

Le proposte per cambiare rotta non possono essere basate da "impegni volontari nazionali" che non rivestono un ruolo legalmente vincolante e non impegnano i paesi a raggiungere target con l’indicazione di apposite tempistiche. E’ invece molto importante che le nazioni si accordino su target significativi da raggiungere, indicando i tempi entro i quali devono essere raggiunti e i mezzi di implementazione necessari per ottenerli (compresi quelli finanziari).

La Conferenza di Rio dovrebbe costituire un vero punto di svolta, nell’ambito della quale i paesi di tutto il mondo dovrebbero finalmente comprendere che non si può andare avanti così, che è necessario cambiare decisamente rotta, costruire una nuova economia che metta al centro lo straordinario capitale naturale che costituisce la vera base essenziale per qualsiasi tipo di sviluppo sociale ed economico dell’umanità.

E’ fondamentale che si comprenda come la dimensione ecologica e quella economica e sociale siano inscindibili e come sia folle proseguire nella distruzione degli asset più preziosi che garantiscono la nostra stessa esistenza.

Sino ad ora non sembra proprio che i negoziatori siano stati in grado di cogliere a fondo l’eccezionalità della situazione mondiale e la straordinaria sfida che un Summit mondiale al quale parteciperanno tanti capi di stato e di governo, può rivestire nel tratteggiare le linee entro cui muovere le nostre società verso un futuro certamente migliore dell’attuale dal punto di vista ambientale, economico e sociale.

Il dossier del WWF contiene diversi documenti che cercano di fornire le più aggiornate e più qualificate informazioni sui temi che saranno oggetto di discussione nella Conferenza Rio+20, nonché diverse informative sulle proposte che  il WWF ha elaborato per la Conferenza stessa.

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Editoriale

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