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Appello per una moratoria nucleare in Giappone e per l'immediata rimozione del combustibile nucleare dall'impianto di Fukushima

di Marco Pezzoni. A poco più di un anno di distanza dalla tragedia di Fukushima il nuovo Governo ci ripensa e non solo rallenta la fuoriuscita del Giappone dalla dipendenza dall'energia nucleare ma addirittura mostra incertezze sullo smantellamento urgente delle centrali di Fukushima. Le polemiche e le preoccupazioni dell'opinione pubblica giapponese crescono e chiedono interventi da parte della comunità internazionale. L'appello che segue è stato predisposto da ISDE Italia, associazione dei Medici e scienziati per l'ambiente.
Appello per una moratoria nucleare in Giappone e per l'immediata rimozione del combustibile nucleare dall'impianto di Fukushima

il disastro di Fukushima

Con questo appello intendiamo rompere il muro di silenzio che, fuori dai confini giapponesi, circonda la catastrofe di Fukushima. L’attuale governo giapponese guidato dal premier Noda ha, di fatto, rinnegato la volontà espressa dal suo predecessore dopo quella catastrofe di far uscire il Paese dalla dipendenza dall’energia nucleare: ma nell’opinione pubblica il dibattito è fortissimo e l’opposizione al nucleare cresce.

Sul piano internazionale si vuol far credere che gli incidenti sono stati di poco conto, che la situazione è sotto controllo e le conseguenze per la popolazione giapponese sono minime.

Ma la situazione è completamente diversa:
- nei tre reattori funzionanti al momento dell’incidente la quantità di combustibile fuso, che nell’Unità 1 è fuoriuscito da vessel, è superiore a quella fusa in tutti gli incidenti precedenti, ed è assolutamente incontrollabile. L'affermazione che sia stato raggiunto lo "spegnimento a freddo" dei reattori danneggiati è priva di senso, in quanto tale definizione è riferibile solo ad un nocciolo integro, mentre i noccioli delle unità 1, 2, 3 risultano parzialmente o totalmente fusi, con perdita dei parametri di controllo tale per cui non si può escludere che possano riacquistare localmente configurazioni critiche con ripresa della reazione a catena.
- La situazione delle piscine del combustibile esausto non è stata risolta e con il ripetersi di scosse sismiche di notevole intensità rischia di provocare un nuovo incidente dalle conseguenze gravissime e imprevedibili, anche a causa dello stoccaggio addensato delle barre. Un gruppo di esperti dell’Ufficio di Gabinetto giapponese ritiene probabile che nei prossimi anni possa avvenire un terremoto di grado 9 nella faglia oceanica e uno tsunami con onde di altezza eccezionale che colpirebbero non solo la centrale di Fukushima, ma anche molte altre.
- Nella regione Nord Est del paese la situazione rimane estremamente preoccupante. La gravità della contaminazione radioattiva, sulla quale le autorità giapponesi hanno esercitato fin dall’inizio degli incidenti un cover-up, non accenna a diminuire. Sono migliaia le persone sradicate per sempre dalla loro terra (comprese quelle trasferite, anche di propria iniziativa, dalla zona inquinata di Fukushima), che hanno perduto il lavoro e le prospettive per il futuro e vivono in un’incertezza drammatica.
- Al contrario il governo giapponese minimizza la gravità della contaminazione, ha alzato la soglia della contaminazione per i bambini e si dimostra molto più preoccupato del ripristino della normalità apparente che di salvaguardare la salute dei cittadini.
- Il 5 maggio scorso anche l’ultimo dei 50 reattori nucleari in esercizio commerciale del Giappone, si è fermato per le periodiche revisioni (che quest’anno riguardano anche test e adeguamenti conseguenti agli incidenti di Fukushima) senza che ciò abbia pregiudicato la fornitura di energia elettrica al paese. Si apre ora una partita decisiva perché a fronte della volontà del governo e dell’industria nucleare di riattivare le centrali quanto prima, si sviluppano forti opposizioni delle popolazioni.

Riteniamo che questi problemi non riguardino solo il Giappone, ma l’intera comunità internazionale e pertanto chiediamo alle autorità giapponesi

1- di non riattivare i reattori nucleari attualmente fermi;
2- di intervenire urgentemente per estrarre e trasferire le barre di combustibile dalle piscine gravemente danneggiate.
3- di provvedere immediatamente, anche se tardivamente, all’evacuazione dei bambini dalle zone contaminate.
4- di favorire l’istituzione di un’autorità interdisciplinare e internazionale sotto l’egida dell’Onu per risolvere la situazione di Fukushima, data l’incapacità dimostrata dalla Tepco nella gestione dell’incidente.

>>>FIRMA L'APPELLO

Primi firmatari:
Harumi Matsumoto
Yukari Saito
Chie Wada
Angelo Baracca
Massimo Bonfatti
Marcello Buiatti
Ernesto Burgio
Giorgio Ferrari
Antonietta Gatti
Patrizia Gentilini
Ugo Mattei
Stefano Montanari
Giorgio Nebbia
Giorgio Parisi
Roberto Romizi
Alex Zanotelli

BREVI NOTE SUI PRIMI FIRMATARI

Harumi Matsumoto, artista giapponese. Voce di punta dei cittadini giapponesi contro il nucleare residenti in Italia.

Yukari Saito, giornalista e saggista giapponese, esperto linguistico del Centro Linguistico Interdipartimentale dell’Università di Pisa, Presidente del Centro di documentazione Italo-Giapponese "Semi sotto la Neve", attivista nella lotta per i diritti umani e contro il nucleare.

Chie Wada, presidente Ponte fra Italia e Giappone – TomoAmici. 

Angelo Baracca, professore di fisica presso l’Università di Firenze. Al lavoro di ricerca e di insegnamento ha sempre affiancato l’impegno su temi di carattere sociale. Fin dagli anni Settanta è stato attivo nel movimento antinucleare ed ecopacifista. È stato tra i promotori del Comitato Scienziate/i Contro la Guerra, nato nel 1999 durante i bombardamenti nella ex-Iugoslavia.

Massimo Bonfatti, presidente di "Mondo in cammino", attivo nelle denuncia dei fallout nucleare e nella campagna per l’indipendenza dell’OMS, coordina importanti progetti di gestione locale dei rischi radioattivi e progetti internazionali di riconciliazione interetnica ed interreligiosa.

Marcello Buiatti, professore di Genetica nell'Università di Firenze. E’ valutatore dei progetti U.E. in area biotecnologica, esperto del Comitato Economico e Sociale U.E. per le questioni relative agli organismi geneticamente modificati (OGM), membro della Commissione internazionale per il cibo e della Fondazione per la Biodiversità.

Ernesto Burgio, medico Chirurgo, Pediatra. Coordinatore Comitato Scientifico di ISDE-Italia. Membro del Comitato Scientifico di ARTAC France (Association pour la Recherche Thérapeutique Anti-Cancéreuse), di ENSSER (European Network of Scientists for Social and Environmental Responsibility).

Giorgio Ferrari, diplomato in Energia Nucleare. Ha lavorato per 41 anni all’Enel, di cui circa 20, con il compito specifico di seguire la progettazione, la costruzione e di effettuare tutti i controlli sul combustibile nucleare di tutte le centrali dell’Enel (Latina, Garigliano, Trino Vercellese e Caorso).

Antonietta Gatti, fisico, scopritrice del processo con cui le polveri fini e ultrafini penetrano nell’ organismo, Consulente della Commissione Senatoriale "Uranio Impoverito", Consulente Tecnico per Procuratore della Repubblica per il Procedimento penale per la Sindrome di Quirra.

Patrizia Gentilini, medico oncoematologo, fa parte del Coordinamento Nazionale dei Comitati dei Medici per l'Ambiente e la Salute e dell'Associazione contro Leucemie, Linfomi, Mieloma (AIL), associazioni in cui ha trovato gli strumenti ideali per concretizzare il proprio impegno in difesa dell'ambiente e della salute pubblica.

Ugo Mattei, professore di diritto internazionale comparato all'Hastings College of the Law dell'Università della California a San Francisco, presso cui ricopre la cattedra di Alfred and Hanna Fromm Professor of International and Comparative Law, ed è professore di diritto civile all'Università di Torino.

Stefano Montanari, ricercatore e studioso di nanopatologie, direttore scientifico del laboratorio Nanodiagnostics di Modena, consulente di Avigolfe, l’associazione dei reduci francesi dalle guerre del Golfo e dei Balcani e della Foundation for Advancement of Science and Education di Los Angeles per i problemi sanitari legati alle nanopatologie dei sopravvissuti al crollo delle Torri Gemelle di New York.

Giorgio Nebbia, professore emerito di Merceologia dell' Università di Bari; antesignano del movimento ambientalista italiano. La notevole mole di lavoro e documenti da lui prodotti (riguardanti soprattutto l’utilizzazione dell’energia solare e la dissalazione dell’acqua di mare) depositato presso il Centro di Storia dell’Ambiente promosso dalla Fondazione Luigi Micheletti.

Giorgio Parise, uno dei più autorevoli fisici mondiali. Con Carlo Rubbia è l'unico fisico italiano membro della National Academy of Sciences degli Stati Uniti d'America. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, fra cui la Medaglia Boltzmann per i suoi contributi alla fisica statistica, il premio Dirac, il premio Galileo, il Premio Lagrange e la Medaglia Max Planck.

Roberto Romizi, medico, presidente ISDE Italia (International Society Doctors for the Environment), coordinatore SIASS (Scuola Ambiente Salute e Sviluppo Sostenibile). ISDE Italia è parte di ISDE Internazionale, organizzazione accreditata dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, presente, con oltre 40.000 medici in 90 paesi del mondo.

Alex Zanotelli, una delle voci più chiare e autorevoli della nonviolenza in Italia. Missionario dei Padri Comboniani di Verona, ha diretto per anni la rivista "Nigrizia" conducendo inchieste sugli aiuti e sulla vendita delle armi del governo italiano ai paesi del Sud del mondo, è l’ispiratore ed il fondatore di molti movimenti che hanno l’obiettivo di creare le condizioni della pace e di una società solidale in cui gli ultimi abbiano cittadinanza.

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