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Giappone : dalle elezioni il rilancio del nucleare ?

di Marco Pezzoni. In coincidenza con le elezioni politiche anticipate si tiene in Giappone, a 60 km da Fukushima, una Conferenza internazionale sulla sicurezza nucleare. Il premier uscente Noda del Partito democratico sembra destinato a tornare all' opposizione, malgrado la recente svolta "verde" nella sua politica energetica. Paga le pesanti conseguenze sul piano sociale, economico, finanziario e ambientale del dopo-tsunami. Ma il probabile vincitore Shinzo Abe, della maggior forza del centrodestra, è intenzionato a rilanciare il nucleare.
Giappone : dalle elezioni il rilancio del nucleare ?

Shinzo Abe rivuole il nucleare

Sabato 15 dicembre, il giorno prima delle elezioni politiche anticipate in Giappone, si apre nella regione di Fukushima una conferenza internazionale sulla sicurezza nucleare.

Coincidenza ? Per nulla. Il fatto è che il Partito Democratico, sempre più convinto dell’ uscita graduale dal nucleare e ora sostenitore di una " rivoluzione verde", è destinato a perdere il Governo del Paese che era riuscito a strappare nel 2009 al Partito Liberaldemocratico dopo ben 55 anni interrotti di potere. E Shinzo Abe , leader del Partito Liberaldemocratico, tuttora la maggiore forza del centrodestra, se riuscirà a tornare alla guida del Governo è intenzionato a rilanciare il ricorso all’energia nucleare.

Ma il dramma di Fukushima condiziona ancora enormemente l’opinione pubblica giapponese, al punto che anche l’elettorato moderato è diviso.

Se il premier uscente Yoshihiko Noda paga in termini di consenso per l’aumento dell’Iva dal 5 al 10% per far fronte al debito pubblico e ai costi del dopo-tsunami, paga le oscillazioni sulle politiche economiche dei 3 diversi Governi democratici, che si sono succeduti in 3 anni e, in particolare, l’impreparazione nel gestire l’emergenza nucleare dopo il disastro di Fukushima, per il possibile subentrante Abe non sarà facile convincere i giapponesi che la scelta proposta dai democratici di uscire dal nucleare entro il 2030 vada cancellata.

Ed ecco allora questa provvidenziale coincidenza. L’Aiea, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, che dalla sua sede di Vienna cala in forze in Giappone.

"Il principale obiettivo di questa conferenza è contribuire a rafforzare la sicurezza nucleare nel mondo", ha spiegato il portavoce dell’Aiea, che ha contribuito a organizzare l'evento : "Offrirà una nuova occasione per condividere le conoscenze e le lezioni tratte da quanto accaduto a Fukushima, per migliorare la trasparenza sulla questione, discutere dei progressi fatti per la sicurezza degli impianti e delle misure aggiuntive per proteggere in modo più efficace le persone e l'ambiente".
Il terremoto e lo tsunami dell'11 marzo 2011 hanno causato gravi danni alla centrale nucleare di Fukushima, costringendo circa 160.000 persone a lasciare la regione.

Il costo complessivo per riparare i danni ha già superato quota 110 miliardi di euro. Una commissione indipendente di esperti nominata dal Governo ha provato le gravissime responsabilità della TEPCO, la società privata che gestisce la centrale nucleare di Fukushima, fino a scoprire episodi di corruzione verso funzionari per minimizzare la gravità del livello di radioattività raggiunto nei territori circostanti.
Il summit internazionale, organizzato a Koriyama, a una sessantina di chilometri dalla centrale Fukushima-Daiichi, si aprirà con gli interventi del ministro degli Esteri giapponese, Koichiro Gemba, e del direttore dell'Aiea, Yukiya Amano. Quindi lunedì si terranno le sessioni plenarie con i ministri e i rappresentanti di circa 50 Paesi e organizzazioni, così come di esperti del settore. A margine del vertice è prevista la firma di un accordo di cooperazione sulla decontaminazione tra l'Agenzia internazionale dell’energia atomica e la prefettura di Fukushima.

In concomitanza con il vertice, attivisti anti-nucleari hanno organizzato a Tokyo una contro-conferenza internazionale per "uscire dal nucleare", mentre a Koriyama si riuniranno i sindaci giapponesi contrari all'atomo. Sempre sabato è prevista una manifestazione contro il nucleare nel parco Hibiya a Tokyo, che si sposterà il giorno dopo a Koriyama.

La cosa più preoccupante è che la questione del nucleare civile si accompagna in questa campagna elettorale con la rivendicazione di una più forte capacità militare del Giappone in chiave anti-cinese e anti Corea del Nord. Fino a prefigurare il cambiamento della Costituzione, considerata troppo pacifista: in particolare si dovrebbe modificare o addirittura abolire l’articolo 9. Tranne il New Komeito, partito di ispirazione buddista, gli altri piccoli partiti di destra, possibili prossimi alleati di Abe, cavalcano alla grande queste spinte nazionalistiche e si dichiarano favorevoli ad un significativo riarmo(per qualcuno persino nucleare) del Giappone.

 

 

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