Salta ai contenuti. | Salta alla navigazione

Strumenti personali
Fatti riconoscere
This Logo Viewlet registered to qPloneSkinBusiness4 product
Tu sei qui: Home Democratici Nel Mondo CLIMA AMBIENTE ENERGIA LA MARCIA DI GAZPROM AL CENTRO DELL'EUROPA

LA MARCIA DI GAZPROM AL CENTRO DELL'EUROPA

Il monopolista del gas russo dichiara la realizzazione della seconda diramazione terrestre del Nordstream verso Germania Occidentale, Benelux e Francia. Allo stesso tempo, conferma la costruzione del Southstream per collegare Italia e Balcani direttamente alla Russia. I tentativi dell'Unione Europea nel contrastare l'egemonia energetica della Russia sul Vecchio Continente e il consolidamento dell'alleanza tra Grecia, Cipro e Israele
LA MARCIA DI GAZPROM AL CENTRO DELL'EUROPA

Allegoria dell'avanzata di Gazprom in Europa, con Putin alla guida

 

Due lunghe tenaglie per soffocare energicamente l'Europa stanno per essere realizzate nel breve tempo, senza che Bruxelles abbia le armi adeguate per potersi difendere. Nella giornata di giovedì, 15 Marzo, il Direttore Generale del consorzio russo-tedesco Wingas, Hans-Georg Engelkamp, ha dichiarato l'avvio dei lavori per il prolungamento del Nordstream nel continente europeo.

Costruito dalla Russia per bypassare energicamente Paesi dell'Unione Europea politicamente invisi al Cremlino - come Polonia e Stati Baltici - il Nordstream è un gasdotto che transita lungo il fondale del Mar Baltico, e rifornisce direttamente di gas russo la Germania, dove divide in due diramazioni: la OPAL, verso Repubblica Ceca, Slovacchia e Austria, e la NEL, ancora da realizzare, diretta in Renania, Olanda, Belgio,e Francia.

Sia nella OPAL che nella NEL, il monopolista russo Gazprom, per mezzo di compagnie da esso controllate, mantiene più del 50% del possesso di questi due gasdotti, ma l'Unione Europea è riuscita a rallentare i progetti della Russia grazie al Terzo Pacchetto Energetico UE: una legge che vieta a società extra-europee la gestione in regime di monopolio delle condutture sul suolo dell'Unione.

Per quanto riguarda la NEL, la Wingas - controllata da Gazprom - è costretta a rinunciare al 51% del controllo del gasdotto, e a cedere almeno il 35% delle azioni o a un nuovo ente, oppure alle compagnie già presenti nell'infrastruttura: la compagnia tedesca E.On, l'olandese Gasunie, e la belga Fluxys.

Come evidenziato dal Kommersant'', la Russia tiene molto alla realizzazione di questi due gasdotti terrestri per mantenere un rapporto diretto con i Paesi dell'Europa Occidentale e realizzare nel Vecchio Continente due condutture direttamente controllate da Mosca non solo sul piano delle forniture, ma anche su quello amministrativo.

Sempre giovedì, 15 Marzo, la Russia ha comunicato l'avvio del Southstream: gasdotto che, similmente al Nordstream, è stato progettato sul fondale del Mar Nero per isolare Paesi politicamente osteggiati dal Cremlino - come Romania, Moldova e Ucraina - e rifornire di oro blu russo direttamente i Balcani e l'Italia.

Giovedì, 15 Marzo, a Mosca, il Capo di Gazprom, Aleksej Miller, a colloquio con il Ministro dell'Energia ucraino, Jurij Bojko, ha illustrato come il Gasdotto Ortodosso - come è rinominato il Southstream - sia sul punto di essere avviato con la collaborazione delle compagnie energetiche di Italia, Serbia, Macedonia, Montenegro, Slovenia, Francia, Germania, e Grecia.

La Grecia, tuttavia, è protagonista di un gioco su due fronti. Da un lato, è tra i principali partner della politica energetica russa, e dall'altro è principale garante di una soluzione con cui la Commissione Europea - nonostante l'opposizione dell'asse franco-tedesco e di altri Paesi apertamente filo russi -  sta cercando di diminuire la dipendenza di Bruxelles dal gas russo.

Come dichiarato dal Capo Esecutivo della compagnia greca DEPA, Harry Sachinis, Atene sarebbe pronta a collaborare con Israele e Cipro per trasportare l'oro blu dai giacimenti israeliani Leviathan e Tamar fino alla Grecia. Da qui, servire poi la Bulgaria attraverso l'Interconnetore Grecia-Bulgaria - IGB - e l'Italia tramite l'Interconnetore Turchia-Grecia-Italia - il quale, attraverso i Mari Egeo e Ionio, arriva fino ad Otranto.

Sempre secondo il parere di diversi esperti, la realizzazione del piano greco-cirpiota-israeliano è poco probabile per tre motivi. In primo luogo, ad oggi manca la tecnologia necessaria per realizzare un gasdotto dal Mediterraneo orientale alla penisola greca, e l'ubicazione geografica dei due giacimenti israeliani è troppo vicina ad aree politicamente instabili, come Siria e Libano.

Infine, incombe l'incognita sull'esito della privatizzazione della DEPA: necessaria al  governo greco al fine di risanare il bilancio statale. Secondo varie indiscrezioni, tra gli interessati alla scalata al colosso energetico di Atene ci sarebbe proprio Gazprom che, così, eliminerebbe sul nascere un potenziale concorrente ai propri piani egemonici sull'Europa.

Per l'Unione Europea, dunque, non resta che puntare sull'importazione diretta di gas dall'Asia Centrale, per il cui acquisto la Commissione Barroso ha già firmato accordi con Azerbajdzhan e Turkmenistan. Tuttavia, problemi permangono sulla modalità del suo trasporto diretto nel Vecchio Continente, per il quale si stanno fronteggiando due progetti concorrenti.

Il primo è il Gasdotto Europeo Sud-Orientale - SEEP - che punta a unificare il Gasdotto Transanatolico - TANAP, che collega l'Azerbajdzhan alla Turchia - con il Gasdotto Transadriatco - TAP, che va dalla Grecia alla città italiana di Brindisi transitando per l'Albania.

Ad esso, concorrente è il Nabucco Occidentale: revisione del "Grande Nabucco" - il quale, originariamente, avrebbe dovuto partire direttamente dal territorio turco - che collega il Gasdotto Transanatolico al terminale di Baumgarten, in Austria, per mezzo del territorio di Bulgaria, Romania, e Ungheria. Su di esso, sempre giovedì, 15 Marzo, ha espresso sostengo l'Azerbajdzhan.

Matteo Cazzulani

Azioni sul documento
Share |
Editoriale

Prove di coalizione, ma il Rosatellum è funzionale ad un futuro Governo Renzi-Berlusconi

di Paolo Bodini. Mentre le varie forze politiche si sentono già in campagna elettorale ed entro il mese di dicembre stringono i tempi per gli apparentamenti ( più che per vere e proprie coalizioni); mentre la temperatura sale e le polemiche si fanno più aggressive su tutti i media, il cittadino elettore è indotto a pensare che nel tripolarismo italiano i tre poli - Forza Italia con Salvini e Meloni, PD di Renzi con i suoi nuovi "cespugli", Movimento 5 Stelle - siano davvero alternativi tra di loro. Purtroppo non è così. Ad affossare la logica dell'alternanza viene in aiuto la nuova Legge elettorale, il Rosatellum, fatto passare in Parlamento a colpi di fiducia. Il Rosatellum è predisposto in modo da favorire, se non rendere inevitabile, l'accordo di Governo tra Renzi e Berlusconi. Ecco perchè. continua>>
Altro…