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GAZPROM CAMBIA LE CONDIZIONI ALL'UE

Il monopolista russo del gas taglia i ricavi ma mantiene alti i guadagni sull'oro blu esportato ai Paesi dell'Unione Europea, così costretti ad acquistare carburante a un prezzo ben più alto di quello medio di mercato. Le conseguenze sul piano giudiziario nel ricorso con la Polonia per le tariffe energetiche
GAZPROM CAMBIA LE CONDIZIONI ALL'UE

L'insegna di Gazprom dinnanzi alla Duma russa

Niente sconti, ma solo una minore di quantità di gas venduta. Questa è la nuova strategia del monopolista russo del gas, Gazprom, per quanto riguarda le esportazioni di oro blu in Europa preventivate per il prossimo anno.

Secondo quanto dichiarato dal giornale russo Vedomosti, Gazprom ha pianificato una diminuzione della quantità di gas da inviare nel Vecchio Continente. Una manovra che è stata presentata come un passo attuato per consentire il prolungamento dei contratti con Paesi colpiti dalla forte crisi economica mediante la concessione di ribassi sulle bollette pari al 10%, ma che in realtà rappresenta un calcolo preciso attuato dal monopolista russo per mantenere alti i guadagni.

Come ha illustrato il Vice-Presidente di Gazprom, Aleksandr Medvedev, il monopolista russo ha preferito diminuire la quota di gas esportato anziché agire sul taglio del suo prezzo: pur abbassando i ricavi, Mosca potrà mantenere un considerevole guadagno sul carburante fornito agli enti europei.

"Vista la situazione dei mercati del Vecchio Continente ci siamo trovati dinnanzi a due scelte - ha dichiarato Medvedev - esportare 154 miliardi di metri cubi di gas all'anno a un prezzo scontato, oppure esportarne solo 150 a un costo più alto. Abbiamo scelto questa seconda opzione".

Per Gazprom si tratta del terzo abbassamento della previsione di esportazione di gas preventivata dal momento della stesura del bilancio preventivo della Federazione Russa: inizialmente è stata fissata la vendita all'Europa di 164 miliardi di metri cubi di gas ad un prezzo medio di 442 Dollari per mille metri cubi.

In seguito alle difficoltà registrate da parte di alcuni enti europei per onorare i contratti a causa della crisi dell'Euro, la quota è stata abbassata a 154 miliardi di metri cubi annui, per un prezzo medio di 415 Dollari per mille metri cubi. Come dichiarato da Medvedev, l'ulteriore abbassamento della quantità di gas esportato non sarà seguita da alcun ritocco delle tariffe.

Oltre che un calcolo economico, la manovra rappresenta anche una mossa strategica in chiave contrattualistica, dal momento in cui, come riportato dall'autorevole Gazeta Wyborcza, essa potrebbe favorire Mosca nella risoluzione del ricorso esposto all'Arbitrato Internazionale di Stoccolma da parte del colosso energetico polacco PGNiG contro Gazprom per il mancato abbassamento delle tariffe, che invece è stato concesso dai russi alle altre compagnie europee.

Evidenziando come questa condotta sia dettata da una natura politica volta a penalizzare un Paese osteggiato dal Cremlino, i polacchi hanno dichiarato di pagare le tariffe per il gas russo più alte di tutta Europa: circa 500 Dollari per Mille metri cubi. La diminuzione della quantità di gas esportato da Mosca potrebbe portare a una riconsiderazione della spesa imposta a PGNiG, e, così, risolvere automaticamente a vantaggio del profitto di Gazprom il ricorso.

Matteo Cazzulani

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