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CLIMA AMBIENTE ENERGIA

Inceneritori: la Commissione europea ridiscute il modello

Inceneritori: la Commissione europea ridiscute il modello

26 gennaio 2017. In una Comunicazione ufficiale del 26 gennaio, la Commissione europea invita gli Stati a investire sul riciclo dei rifiuti e sulle tecnologie a freddo alternative agli inceneritori. Coerente con le precedenti Direttive europee e in piena sintonia con i Rapporti del Parlamento europeo su Ambiente e Biodiversità, consapevole del forte impegno che l'accordo di Parigi richiede sui cambiamenti climatici, la Commissione europea invita gli Stati a non investire risorse pubbliche per realizzare impianti inutili o aumentare una capacità di incenerimento già eccessiva. Parla esplicitamente di "moratoria" per nuovi forni che brucino rifiuti e di spegnimento per quelli datati. E'una chiara sconfessione delle scelte del ministro italiano all'ambiente Galletti e dell'articolo 35 dello "Sbolcca-Italia". Qui di seguito un'articolo di Duccio Facchini pubblicato dalla rivista " Altraeconomia"con una intervista a Enzo Favoino sulla situazione inceneritori in Lombardia.

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Via libera in Italia a 8 nuovi inceneritori: le Regioni cedono al ministro Galletti

Via libera in Italia a 8 nuovi inceneritori: le Regioni cedono al ministro Galletti

4 febbraio 2016. La decisione è presa: via libera al Decreto che prevede in Italia la costruzione di 8 nuovi inceneritori. Questa la triste conclusione della Conferenza Stato Regioni che ha visto nei primi incontri un braccio di ferro tra molte Regioni e il Ministro Galletti, prima della capitolazione dovuta alla pressione del Governo Renzi sugli stessi Presidenti di regione. Gli 8 nuovi inceneritori vanno a rafforzare la Rete integrata nazionale che consolida gli inceneritoeri esistenti in forza dell'articolo 35 della Legge Sblocca Italia. Il Governo italiano si mette così in aperta contraddizione con le posizioni appena espresse a Parigi alla Conferenza sul Clima per l'abbattimento della CO2 e persino con il recente Collegato ambientale dove, a parole, dichiara il proprio sostegno all'economia circolare. Qualcuno dovrebbe ricordare al Primo Ministro Renzi che l'economia circolare recupera e ricicla i rifiuti, non li brucia negli inceneritori; che gli inceneritori, anche se chiamati termovalorizzatori solo in Italia, producono una quantità enorme di CO2, oltre che di polveri sottili e diossine; che le nuove tecnolgie a freddo alternative all'incenerimento costano meno, non producono CO2 e inquinanti pericolosi, creano più posti di lavoro.

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Referendum sulle trivellazioni: la genesi

Referendum sulle trivellazioni: la genesi

Il 17 aprile 2016 si voterà su un solo quesito referendario: quello sulle trivellazioni in mare, in particolare sulla durata delle concessioni. Ma all'inizio i quesiti referendari erano molti di più: in parte aggirati dal Governo, in parte bocciati dalla Cassazione. Per questo la Corte Costituzionale è stata chiamata in causa su altri due quesiti. In questo articolo del " Post" si ricostruisce la storia di questi referendum che vede insieme movimenti, istanze territoriali e Regioni.

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Ai Presidenti delle Regioni: no a 12 nuovi inceneritori, esistono alternative migliori

Ai Presidenti delle Regioni: no a 12 nuovi inceneritori, esistono alternative migliori

Una quarantina di associazioni della Pianura padana lanciano un appello a tutti i Presidenti delle regioni italiane perchè si oppongano al progetto del Ministro dell'ambiente Galletti di avviare a costruzione 12 nuovi inceneritori per fronteggiare "l'emergenza" rifiuti. In forza dell'articolo 35 della Legge " Sblocca Italia" il Governo non solo consolida gli inceneritori esistenti in Italia inserendoli nella Rete Integrata nazionale, ma si dispone a imporre un Decreto per aggiungere 12 nuovi inceneritori a quelli esistenti, ricorrendo a una tecnologia a caldo già superata dalle nuove tecnolgie a freddo che, invece di bruciare i rifiuti, li recuperano, riusano, riciclano. Le associazioni chiedono ai Presidenti delle regioni di schierarsi a favore di queste nuove tecnologie che non inquinano, non danneggiano la salute e creano più posti di lavoro. Soprattutto ricordano ai Presidenti il principio democratico della poliarchia: non si costruisce una nuova qualità dello sviluppo premiando le oligarchie aggrappate ai vecchi schemi industriali, ma valorizzando il protagonismo degli attori istituzionali ed economici diffusi nei territori ormai pronti a praticare" l'economia circolare" e le nuove piattaforme industriali della Fabbrica dei materiali.

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Alla conferenza di Parigi raggiunto l'accordo sul clima

Alla conferenza di Parigi raggiunto l'accordo sul clima

Il testo approvato alla Conferenza sul clima di Parigi parte da un presupposto fondamentale: " Il cambiamento climatico rappresenta una minaccia urgente e potenzialmente irreversibile per le società umane e per il pianeta". Richiede pertanto " la massima cooperazione di tutti i Paesi" con l'obiettivo di " accelerare la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra". Di seguito i punti di accordo più rilevanti e i punti lasciati irrisolti.

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La via italiana alle smart cities: gli esempi dei Comuni di Bologna e di Modena

La via italiana alle smart cities: gli esempi dei Comuni di Bologna e di Modena

Sabato 4 maggio si è tenuto al Politecnico di Cremona il Convegno “La via italiana alle smart cities: l’ esempio dei Comuni di Bologna e di Modena”. Tra i relatori l'architetto Patrizia Gabellini, assessore Urbanistica e Ambiente di Bologna, fondatrice della rivista internazionale “ Planum” e l'ingegner Miriam Ruggiero, consulente Servizi informativi territoriali del Comune di Modena. Il progetto smart city nasce da un dibattito internazionale assai ampio che ha individuato nelle città il motore del cambiamento. Anche per questo l'Associazione nazionale dei Comuni italiani ha istituito un apposito Osservatorio.

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I CITTADINI AL CENTRO DEL PROGETTO SMART CITY

I CITTADINI AL CENTRO DEL PROGETTO SMART CITY

di Mara Balestrini. Ricercatrice di trent'anni, consulente del Centro di cultura contemporanea di Barcellona, docente all'University College di Londra, nata in Argentina, Mara si divide tra America Latina ed Europa come "cultural technologist". Nei progetti a cui partecipa, le nuove tecnologie dell' ICT sono poste al servizio di una nuova democrazia partecipativa finalizzata ad abilitare i cittadini a diventare parte della soluzione dei problemi della città. Secondo la Balestrini la collaborazione tra cittadini , istituzioni, scuole può aiutare a ripensare l'educazione, il ruolo dei media, persino la pubblicità. Purchè al tavolo complesso della smart city gli attori plurali si prendano sul serio e recuperino uno sguardo di medio e lungo periodo; soprattutto al centro della visione pongano l'interdipendenza tra innovazione sociale, qualità urbana dei servizi, comunicazione digitale e cultura attraverso il metodo della programmazione collaborativa.

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SMART CITIES : VERSO CITTA' INTELLIGENTI E SOSTENIBILI

SMART CITIES : VERSO CITTA' INTELLIGENTI E SOSTENIBILI

di Giovanni Fini, Bologna. Qual'è il nesso tra città intelligente e città sostenibile ? In quale modo l'evoluzione verso la smart city contribuisce a realizzare gli obiettivi di qualità ambientale e di uso sostenibile delle risorse ? L'articolo pubblicato su Forum PA vuole fornire degli spunti di riflessione per una lettura originale di temi sempre più presenti nell'agenda di chi governa le città.

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Mezzo fallimento a Doha. Kyoto 2 fino al 2020

Mezzo fallimento a Doha. Kyoto 2 fino al 2020

Al vertice sui cambiamenti climatici di Doha si è deciso di prorogare Kyoto 1 fino al 2015 e di impegnarsi per definire entro quella data un nuovo accordo internazionale , giuridicamente vincolante, che dovrebbe entrare in vigore nel 2020. Fino al 2020 dovrebbe funzionare Kyoto 2, dal quale però si sfilano Russia, Giappone, Canada. I due maggiori inquinatori al mondo, Cina e Stati Uniti, restano fuori da tutto. Di seguito un articolo di Francesco Ferrante su "Qualenergia".

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"Future We Want". Vertice mondiale a Rio de Janeiro su ambiente, clima, green economy e lotta alla povertà

"Future We Want". Vertice mondiale a Rio de Janeiro su ambiente, clima, green economy e lotta alla povertà

di Marco Pezzoni. Tra il 20 e il 22 giugno si tiene a Rio de Janeiro il Vertice mondiale su clima, ambiente e sviluppo, indetto dall'ONU vent'anni dopo il primo celebre Summit che aprì la strada ad una diversa coscienza planetaria sui temi ecologici . Il " Futuro che vogliamo" è l'intenzione programmatica di Rio+20 che deve però fare i conti con una situazione internazionale sempre più contradditoria : la crisi finanziaria ed economica irrisolta di tanti Paesi europei e la scarsa disponibilità dei Paesi emergenti a tagliare drasticamente le proprie emissioni di CO2.

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Economia, clima e ambiente sempre più interconnessi: tutta la società deve essere coinvolta per agire sul cambiamento climatico

Economia, clima e ambiente sempre più interconnessi: tutta la società deve essere coinvolta per agire sul cambiamento climatico

di Marco Pezzoni. Al Festival dell'economia di Trento vanno ormai di scena quei nuovi paradigmi di cui avrebbe tanto bisogno sia la politica che la società per sapersi orientare di fronte alle nuove sfide globali. Riportiamo di seguito una sintesi dell'importante contributo di Rik Leemans, docente di analisi dei sistemi ambientali in Olanda.

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PIANO DI RIDUZIONE DI CO2 DELL'UNIONE EUROPEA: LA POLONIA PONE IL VETO ALL'INIZIATIVA DELLA DANIMARCA

PIANO DI RIDUZIONE DI CO2 DELL'UNIONE EUROPEA: LA POLONIA PONE IL VETO ALL'INIZIATIVA DELLA DANIMARCA

La riunione dei Ministri UE dell'Ambiente non arriva a un accordo per la riduzione delle emissioni di gas nocivi dopo il 2050 a causa del no dei polacchi. Il perché di tale decisione sulla base di una difficile storia che, nonostante abbia interessato la metà del Vecchio Continente soggetta a mezzo secolo di dominazione sovietica, è puntualmente ignorata dall'Europa Occidentale.

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All'ombra di Fukushima il rilancio del nucleare nel mondo ?

All'ombra di Fukushima il rilancio del nucleare nel mondo ?

di Mario Agostinelli. In questo lungo articolo l'autore, fondatore a Milano di " Energia Felice", mette in guardia dai facili ottimismi seguiti alla vittoria referendaria contro il ritorno del nucleare civile in Italia. Se la costruzione di nuove centrali nucleari incontra crescenti contrarietà sociali e ambientali e rilevanti difficoltà finanziarie per l'onerosità dei costi, si stanno riaffermando dalla Cina alla Gran Bretagna, dall' Iran al Giappone, logiche geopolitiche nazionali e militari a sostegno dell'utilità dell'energia da fonte nucleare. La stessa ENEL non ha del tutto accantonato il disegno nucleare almeno sul terreno europeo. L'articolo di Mario Agostinelli serve a riaprire discussione e attenzione sul tema.

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IDEE E RICETTE SULL'ENERGIA PER IL GOVERNO LETTA

IDEE E RICETTE SULL'ENERGIA PER IL GOVERNO LETTA

Editoriale di Gianni Silvestrini sulla rivista " QualEnergia."La tematica energetica è una delle più delicate che il nuovo Governo dovrà affrontare. L'azione dovrà essere orientata a un rilancio dell’occupazione, dare respiro alle imprese, ridurre le bollette dei cittadini, limitare l’import: ristrutturazione del sistema elettrico in overcapacity, regole per FV e rinnovabili elettriche, sviluppo delle termiche e dell'efficienza energetica, soprattutto in edilizia.

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Giappone : dalle elezioni il rilancio del nucleare ?

Giappone : dalle elezioni il rilancio del nucleare ?

di Marco Pezzoni. In coincidenza con le elezioni politiche anticipate si tiene in Giappone, a 60 km da Fukushima, una Conferenza internazionale sulla sicurezza nucleare. Il premier uscente Noda del Partito democratico sembra destinato a tornare all' opposizione, malgrado la recente svolta "verde" nella sua politica energetica. Paga le pesanti conseguenze sul piano sociale, economico, finanziario e ambientale del dopo-tsunami. Ma il probabile vincitore Shinzo Abe, della maggior forza del centrodestra, è intenzionato a rilanciare il nucleare.

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GREGGIO: L'IRAQ PREFERISCE LA CINA A RUSSIA ED USA

GREGGIO: L'IRAQ PREFERISCE LA CINA A RUSSIA ED USA

Il Governo iracheno minaccia il monopolista russo Gazprom per i contatti diretti con le Autorità locali curde, mentre per la medesima ragione il colosso statunitense Exxon abbandona il secondo giacimento del Paese. In crisi anche i rapporti con i turchi.

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GAS SHALE: TRA USA E RUSSIA UNA NUOVA GUERRA FREDDA ENERGETICA

GAS SHALE: TRA USA E RUSSIA UNA NUOVA GUERRA FREDDA ENERGETICA

In seguito all'avvio dell'esportazione di oro blu non convenzionale liquefatto dal parte di Washington, Mosca si allarma e prende contromosse. Polonia, Australia, Indonesia, Cina, Australia, Giappone e India i nuovi protagonisti oltre a Stati Uniti d'America e Federazione Russa.

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NORDSTREAM: LA SECONDA TRATTA COME REGALO A PUTIN

NORDSTREAM: LA SECONDA TRATTA COME REGALO A PUTIN

Ampliato il gasdotto che collega direttamente Russia e Germania ed isola sul piano energetico i Paesi dell'Europa Centrale. Il giallo legato alla portata della conduttura, ben lontana nei fatti da quella preventivata al momento dell'inaugurazione del suo primo lotto.

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IL NABUCCO RISPONDE ALLA TAP

IL NABUCCO RISPONDE ALLA TAP

Austria, Ungheria, Romania, Bulgaria e Turchia esprimono il sostegno politico al gasdotto dalla verdiana denominazione, dopo che i Governi di Italia, Albania e Grecia hanno supportato ufficialmente il Gasdotto Transadriatico. La neutralità della Commissione Europea e il peso delle compagnie energetiche coinvolte nella scelta da parte dell'Azerbaijan dell'infrastruttura incaricata del trasporto di gas azero in Europa

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SICUREZZA ENERGETICA: GLI USA PRONTI A GARANTIRE LA UE

SICUREZZA ENERGETICA: GLI USA PRONTI A GARANTIRE LA UE

Gli Stati uniti d'America pronti ad esportare in Europa 62 Miliardi di metri cubi di LNG derivati dallo sfruttamento dei giacimenti di gas non convenzionale. Se accorpata con il progetto varato dalla Commissione Europea per trasportare direttamente nel Vecchio Continente oro blu dall'Azerbaijan, la proposta statunitense può contribuire ulteriormente alla diversificazione degli approvvigionamenti di Bruxelles.

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Editoriale

La nostra Europa: unita, democratica e solidale o non sarà

di Marco Pezzoni. A sessant'anni dai Trattati di Roma l'Unione Europea ha perso la sua spinta propulsiva, la sua parabola comincia a declinare. Dai 6 Paesi fondatori si è allargata fino a comprenderne 28, per poi cominciare a perdere pezzi con la Brexit e ad arenarsi sul culto dell'austerità in economia. Da “gigante economico e nano politico”, quale è stata definita, con la più recente globalizzazione comincia ad essere messa in discussione anche la sua forza competitiva sui mercati mondiali, la sua capacità di creare lavoro e garantire un modello di welfare universale e inclusivo. Le nuove sfide globali la trovano impreparata e divisa: la finanziarizzazione dell'economia; un disordine internazionale caratterizzato da un multipolarismo anarchico e turbolento che vede emergere nuove potenze mondiali, Cina innanzitutto; Il Medioriente in fiamme; ondate migratorie crescenti. A metà del guado, l'Europa non ha più la volontà di completare la sua rivoluzione democratica costituendosi in Stati Uniti d'Europa. continua>>
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