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Democratici Nel Mondo

La morte di Jo Cox ci salverà dalla Brexit?

La morte di Jo Cox ci salverà dalla Brexit?

Alla vigilia del Referendum sull'uscita o meno della Gran Bretagna dall'Unione Europea, i sondaggi danno una leggera prevalenza ai fautori del "restare" nell'Unione, forse più per calcoli economici che non per motivi ideali. La commozione per la morte di Jo Cox, la giovane parlamentare laburista uccisa da uno squilibrato nazionalista inglese di estrema destra, sembra aver comunque smosso una parte degli indecisi, se non altro ricordando drammaticamente a tutti in che mondo viviamo, pieno di tensioni latenti con le quali è bene non giocare troppo. Eppure questo referendum è frutto anche di una decisione azzardata, rischiata da Cameron per restare alla guida dei conservatori e, contemporaneamente, ridemensionare la forza attrattiva del partito indipendentista di Farage. Ma è un azzardo anche da parte dei fautori della Brexit, come l'ex sindaco di Londra Boris Johnson, che ha mitizzato l'eventuale uscita dall'Unione Europea come l'Indipendence day del Regno Unito. La ritovata sovranità nazionale, secondo lui, darebbe alla Gran Bretagna un nuovo splendore, malgrado tutte le analisi economiche e finanziarie descrivano contraccolpi negativi sul livello di vita degli inglesi, perdita di competitività economica, crisi in alcuni settori di mercato e nella stessa capacità di attrazione di capitali da parte della Borsa di Londra. Molto più seria e sobria e solida ci pare invece la scelta europeista di Jo Cox, cosciente che le sfide globali di oggi richiedano più condivisione e più integrazione politica dell'Europa e non il ritorno a nazionalismi che dividono i popoli, invece di unirli. Per questo vogliamo ricordarla, sperando che il voto del 23 giugno non la tradisca.

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Donald Trump: uno stregone populista che accende i rancori dell'antipolitica

Donald Trump: uno stregone populista che accende i rancori dell'antipolitica

3 marzo 2016. Il successo di Donald Trump nelle primarie del Supermartedì in campo repubblicano è stato travolgente e ormai lo stesso establishment del partito repubblicano con i suoi grandi finanziatori non sa più come fermarlo. Per loro Trump è inaffidabile, non controllabile, un avventuriero che rischia di far deragliare la linea repubblicana fuori dai binari della propria storia fatta di conservatorismo, talvolta duro e talvolta illuminato, ma in grado di farsi carico degli equilibri di un grande Paese quale sono gli Stati Uniti. Trump rappresenta invece una secca rottura di questa tradizione ed è difficile capire dove porterebbe il Paese se diventasse il 45° presidente. Per questo i suoi rivali principali Ted Cruz e Marco Rubio rimangono in corsa nelle primarie repubblicane con il solo scopo di impedire a Trump di superare il 50% dei delegati alla Convention di luglio.

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Al Consiglio supremo di difesa Mattarella autorizza l'intervento militare italiano in Libia

Al Consiglio supremo di difesa Mattarella autorizza l'intervento militare italiano in Libia

di Marco Pezzoni. 25 febbraio 2016. E' un passo importante e formale quello compiuto dal Consiglio supremo di difesa riunito dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. L'Italia si prepara a intervenire militarmente in Libia nell'ambito di una missione di supporto richiesta dalle autorità libiche. L'Italia non sarà la sola in Europa, visto che Francia e Gran Bretagna sono già operative da settimane. La sollecitazione viene soprattutto dagli Stati Uniti e dal presidente Obama che della necessità dell'intervento militare aveva già parlato un mese fa con lo stesso Mattarella, suo ospite alla Casa Bianca. Adesso si attende che il Parlamento di Tobruk voti la nuova composizione del Governo di unità nazionale avanzata da Fayez al-Sarraj: passaggio indispensabile per dare legittimità alla successiva richiesta che il Governo Libico dovrebbe rivolgere all'ONU di aiuto internazionale contro lo Stato Islamico.

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Il 23 giugno Referendum in Gran Bretagna sull'adesione all' UE. I federalisti: avanti senza il Regno Unito

Il 23 giugno Referendum in Gran Bretagna sull'adesione all' UE. I federalisti: avanti senza il Regno Unito

Il premier inglese David Cameron ha raggiunto a Bruxelles un accordo con gli altri governi dell'Unione Europea sul riconoscimento di uno " status speciale" alla Gran Bretagna che non solo resterà con la propria moneta e definitivamente fuori dall'euro, ma si sfila dallo spazio Schengen e dagli obblighi di accoglienza e cooperazione alle frontiere, soprattutto si sottrae a ogni prospettiva di integrazione politica dell'Europa. Insomma, se gli Stati Uniti d'Europa un giorno ci saranno, la Gran Bretagna non ne farà parte. Forte di questo accordo David Cameron si aspetta ora di vincere il referendum indetto per il 23 giugno che vedrà gli inglesi decidere se restare nell'Unione Europea con questi legami più deboli e speciali ottenuti dal premier conservatore oppure uscire del tutto, realizzando Brexit, cioè l'uscita della Gran Bretagna dall'Europa. Nell'articolo che pubblichiamo il Movimento Federalista Europeo analizza la gravità del momento e le prospettive che si aprono al resto dell'Europa: lasciarsi frenare dalle logiche nazionalistiche sempre più diffuse o rilanciare l'unificazione politica dell'Unione Europea, senza più l'alibi dei veti della Gran Bretagna.

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Referendum sulle trivellazioni: la genesi

Referendum sulle trivellazioni: la genesi

Il 17 aprile 2016 si voterà su un solo quesito referendario: quello sulle trivellazioni in mare, in particolare sulla durata delle concessioni. Ma all'inizio i quesiti referendari erano molti di più: in parte aggirati dal Governo, in parte bocciati dalla Cassazione. Per questo la Corte Costituzionale è stata chiamata in causa su altri due quesiti. In questo articolo del " Post" si ricostruisce la storia di questi referendum che vede insieme movimenti, istanze territoriali e Regioni.

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Governo di unità nazionale in Libia

Governo di unità nazionale in Libia

Reuters, Regno Unito. In questo articolo, pubblicato dalla rivista " Internazionale", l'annuncio della formazione in Libia del nuovo Governo di unità nazionale che riduce a 18 i suoi componenti, dopo la precedente bocciatura. La strada di una reale ricomposizione politica delle fazioni in lotta tra loro, a 5 anni dalla morte di Gheddafi, rimane ancora lunga ma formalmente serve alla coalizione internazionale per giustificare la proria presenza militare in chiave anti-Is che, nel fattempo, si è rafforzato nella roccaforte di Derna. Di un certo interesse la cartina delle forze in campo a cura dalla rivista" Internazionale"

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La strategia dello Stato Islamico: lo scontro di civiltà

La strategia dello Stato Islamico: lo scontro di civiltà

La rivista di geopolitica Limes è da anni impegnata a capire il fenomeno dell'Isis che ha sorpreso tante diplomazie occidentali nel suo rapido affermarsi in Iraq e in Siria come Stato Islamico. Non c'è dubbio che questo sia dovuto principalmente alla destrutturazione del territorio siriano in seguito alle rivolte del 2011 che hanno messo sotto accusa il regime di Al Assad senza riuscire a rovesciarlo; così come lo scontro in Iraq tra la maggioranza sciita, oggi al potere, e la minoranza sunnita ha favorito la conquista di Mosul da parte dell'Isis. Nell'articolo che segue Limes ci avverte di un altro rischio che lo Stato islamico intende alimentare contro l'Occidente: quello di spingerci nella trappola dello scontro di civiltà così da giustificare la propria esistenza e rafforzare la capacità di attrazione e arruolamento verso le seconde e terze generazioni di musulmani nel mondo.

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In Spagna le elezioni puniscono i partiti tradizionali

In Spagna le elezioni puniscono i partiti tradizionali

di Antonio Baylos, docente Università Castilla-La Mancha. Il Partito Popolare rimane il primo partito, ma ha perso 3,6 milioni di voti e anche sommando i suoi voti con quelli della nuova formazione Ciudadanos non arriva ad avere la maggioranza dei parlamentari. Mentre i partiti della sinistra hanno ottenuto complessivamente circa un milione di voti in più, con la significativa novità di Podemos.

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Scalata al potere di Matteo Renzi: Denis Verdini presente sin dall'inizio

Scalata al potere di Matteo Renzi: Denis Verdini presente sin dall'inizio

Nel libro " L'intoccabile. Matteo Renzi, la vera storia" il giornalista Davide Vecchi cerca di analizzare il fenomeno Renzi andando a ricostruire le origini della sua rapida ascesa. Vecchi, che scrive sul Fatto Quotidiano e ha chiesto a Travaglio di scrivere la prefazione del suo libro, è partito da una semplice domanda: chi è Matteo Renzi e come un giovane e sconosciuto politico locale sia riuscito a diventare Presidente del Consiglio in pochi anni. Riportiamo di seguito alcuni spunti e notizie che si possono trovare in questo libro che ha il taglio dell'inchiesta giornalistica e che mette in luce l'ambiente politico e culturale in cui si forma Matteo Renzi, individuando amicizie, influenze e legami che ne hanno favorito il successo. Tra questi figura Denis Verdini.

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Alla conferenza di Parigi raggiunto l'accordo sul clima

Alla conferenza di Parigi raggiunto l'accordo sul clima

Il testo approvato alla Conferenza sul clima di Parigi parte da un presupposto fondamentale: " Il cambiamento climatico rappresenta una minaccia urgente e potenzialmente irreversibile per le società umane e per il pianeta". Richiede pertanto " la massima cooperazione di tutti i Paesi" con l'obiettivo di " accelerare la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra". Di seguito i punti di accordo più rilevanti e i punti lasciati irrisolti.

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14 aviazioni di 14 Stati nei cieli della Siria

14 aviazioni di 14 Stati nei cieli della Siria

Di Lorenzo Trombetta. Gli ultimi mesi del 2015 hanno visto aumentare il numero delle aviazioni di Stati stranieri presenti nei cieli della Siria, non sempre con la finalità di combattere lo Stato Islamico. Anzi, la rivalità tra Paesi sunniti e paesi sciiti sembra accresciuta, così come le convergenze diplomatiche ad alto livello tra Russia e Stati Uniti non trovano riscontri coerenti sul campo. Le principali vittime dei bombardamenti sono ancora le popolazioni civili.

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La via italiana alle smart cities: gli esempi dei Comuni di Bologna e di Modena

La via italiana alle smart cities: gli esempi dei Comuni di Bologna e di Modena

Sabato 4 maggio si è tenuto al Politecnico di Cremona il Convegno “La via italiana alle smart cities: l’ esempio dei Comuni di Bologna e di Modena”. Tra i relatori l'architetto Patrizia Gabellini, assessore Urbanistica e Ambiente di Bologna, fondatrice della rivista internazionale “ Planum” e l'ingegner Miriam Ruggiero, consulente Servizi informativi territoriali del Comune di Modena. Il progetto smart city nasce da un dibattito internazionale assai ampio che ha individuato nelle città il motore del cambiamento. Anche per questo l'Associazione nazionale dei Comuni italiani ha istituito un apposito Osservatorio.

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SMART CITIES : VERSO CITTA' INTELLIGENTI E SOSTENIBILI

SMART CITIES : VERSO CITTA' INTELLIGENTI E SOSTENIBILI

di Giovanni Fini, Bologna. Qual'è il nesso tra città intelligente e città sostenibile ? In quale modo l'evoluzione verso la smart city contribuisce a realizzare gli obiettivi di qualità ambientale e di uso sostenibile delle risorse ? L'articolo pubblicato su Forum PA vuole fornire degli spunti di riflessione per una lettura originale di temi sempre più presenti nell'agenda di chi governa le città.

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"Future We Want". Vertice mondiale a Rio de Janeiro su ambiente, clima, green economy e lotta alla povertà

"Future We Want". Vertice mondiale a Rio de Janeiro su ambiente, clima, green economy e lotta alla povertà

di Marco Pezzoni. Tra il 20 e il 22 giugno si tiene a Rio de Janeiro il Vertice mondiale su clima, ambiente e sviluppo, indetto dall'ONU vent'anni dopo il primo celebre Summit che aprì la strada ad una diversa coscienza planetaria sui temi ecologici . Il " Futuro che vogliamo" è l'intenzione programmatica di Rio+20 che deve però fare i conti con una situazione internazionale sempre più contradditoria : la crisi finanziaria ed economica irrisolta di tanti Paesi europei e la scarsa disponibilità dei Paesi emergenti a tagliare drasticamente le proprie emissioni di CO2.

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Economia, clima e ambiente sempre più interconnessi: tutta la società deve essere coinvolta per agire sul cambiamento climatico

Economia, clima e ambiente sempre più interconnessi: tutta la società deve essere coinvolta per agire sul cambiamento climatico

di Marco Pezzoni. Al Festival dell'economia di Trento vanno ormai di scena quei nuovi paradigmi di cui avrebbe tanto bisogno sia la politica che la società per sapersi orientare di fronte alle nuove sfide globali. Riportiamo di seguito una sintesi dell'importante contributo di Rik Leemans, docente di analisi dei sistemi ambientali in Olanda.

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PIANO DI RIDUZIONE DI CO2 DELL'UNIONE EUROPEA: LA POLONIA PONE IL VETO ALL'INIZIATIVA DELLA DANIMARCA

PIANO DI RIDUZIONE DI CO2 DELL'UNIONE EUROPEA: LA POLONIA PONE IL VETO ALL'INIZIATIVA DELLA DANIMARCA

La riunione dei Ministri UE dell'Ambiente non arriva a un accordo per la riduzione delle emissioni di gas nocivi dopo il 2050 a causa del no dei polacchi. Il perché di tale decisione sulla base di una difficile storia che, nonostante abbia interessato la metà del Vecchio Continente soggetta a mezzo secolo di dominazione sovietica, è puntualmente ignorata dall'Europa Occidentale.

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All'ombra di Fukushima il rilancio del nucleare nel mondo ?

All'ombra di Fukushima il rilancio del nucleare nel mondo ?

di Mario Agostinelli. In questo lungo articolo l'autore, fondatore a Milano di " Energia Felice", mette in guardia dai facili ottimismi seguiti alla vittoria referendaria contro il ritorno del nucleare civile in Italia. Se la costruzione di nuove centrali nucleari incontra crescenti contrarietà sociali e ambientali e rilevanti difficoltà finanziarie per l'onerosità dei costi, si stanno riaffermando dalla Cina alla Gran Bretagna, dall' Iran al Giappone, logiche geopolitiche nazionali e militari a sostegno dell'utilità dell'energia da fonte nucleare. La stessa ENEL non ha del tutto accantonato il disegno nucleare almeno sul terreno europeo. L'articolo di Mario Agostinelli serve a riaprire discussione e attenzione sul tema.

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IDEE E RICETTE SULL'ENERGIA PER IL GOVERNO LETTA

IDEE E RICETTE SULL'ENERGIA PER IL GOVERNO LETTA

Editoriale di Gianni Silvestrini sulla rivista " QualEnergia."La tematica energetica è una delle più delicate che il nuovo Governo dovrà affrontare. L'azione dovrà essere orientata a un rilancio dell’occupazione, dare respiro alle imprese, ridurre le bollette dei cittadini, limitare l’import: ristrutturazione del sistema elettrico in overcapacity, regole per FV e rinnovabili elettriche, sviluppo delle termiche e dell'efficienza energetica, soprattutto in edilizia.

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Giappone : dalle elezioni il rilancio del nucleare ?

Giappone : dalle elezioni il rilancio del nucleare ?

di Marco Pezzoni. In coincidenza con le elezioni politiche anticipate si tiene in Giappone, a 60 km da Fukushima, una Conferenza internazionale sulla sicurezza nucleare. Il premier uscente Noda del Partito democratico sembra destinato a tornare all' opposizione, malgrado la recente svolta "verde" nella sua politica energetica. Paga le pesanti conseguenze sul piano sociale, economico, finanziario e ambientale del dopo-tsunami. Ma il probabile vincitore Shinzo Abe, della maggior forza del centrodestra, è intenzionato a rilanciare il nucleare.

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GREGGIO: L'IRAQ PREFERISCE LA CINA A RUSSIA ED USA

GREGGIO: L'IRAQ PREFERISCE LA CINA A RUSSIA ED USA

Il Governo iracheno minaccia il monopolista russo Gazprom per i contatti diretti con le Autorità locali curde, mentre per la medesima ragione il colosso statunitense Exxon abbandona il secondo giacimento del Paese. In crisi anche i rapporti con i turchi.

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Editoriale

La nostra Europa: unita, democratica e solidale o non sarà

di Marco Pezzoni. A sessant'anni dai Trattati di Roma l'Unione Europea ha perso la sua spinta propulsiva, la sua parabola comincia a declinare. Dai 6 Paesi fondatori si è allargata fino a comprenderne 28, per poi cominciare a perdere pezzi con la Brexit e ad arenarsi sul culto dell'austerità in economia. Da “gigante economico e nano politico”, quale è stata definita, con la più recente globalizzazione comincia ad essere messa in discussione anche la sua forza competitiva sui mercati mondiali, la sua capacità di creare lavoro e garantire un modello di welfare universale e inclusivo. Le nuove sfide globali la trovano impreparata e divisa: la finanziarizzazione dell'economia; un disordine internazionale caratterizzato da un multipolarismo anarchico e turbolento che vede emergere nuove potenze mondiali, Cina innanzitutto; Il Medioriente in fiamme; ondate migratorie crescenti. A metà del guado, l'Europa non ha più la volontà di completare la sua rivoluzione democratica costituendosi in Stati Uniti d'Europa. continua>>
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