Salta ai contenuti. | Salta alla navigazione

Strumenti personali
Fatti riconoscere
This Logo Viewlet registered to qPloneSkinBusiness4 product
Tu sei qui: Home Democratici Nel Mondo

Democratici Nel Mondo

A Pechino il Forum internazionale sulla nuova Via della seta

A Pechino il Forum internazionale sulla nuova Via della seta

In uno scenario coreografico grandioso il 14 e 15 maggio Pechino ha ospitato il primo Forum sulla nuova Via della seta, un progetto globale che dovrebbe collegare, anzi connettere, l'Asia all'Europa e rilanciare le loro economie. il presidente Xi Jinping ha ospitato 29 tra capi di Stato e di governo, tra i quali anche il presidente del Consiglio italiano, Paolo Gentiloni, circa 1200 delegati provenienti da 110 Paesi. Presenti anche i vertici di Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale e il Segretario generale dell'ONU Antonio Guterres. Gli scenari sono mutati, soprattutto con l’arrivo alla Casa Bianca del presidente Donald Trump, che ha sollevato i timori di possibili derive protezionistiche e la cui imprevedibile politica estera rischia di avere ripercussioni non chiare sugli equilibri asiatici. In questo quadro la Cina rilancia la propria visione politica ed economica e proietta ancora di più i propri interessi a livello internazionale cercando di farli coincidere sia con Paesi in via di sviluppo sia con Paesi in crisi di sviluppo, quali sono molti dei Paesi europei. Il progetto della nuova Via della seta è stato ribattezzato " Belt and Road"- cintura e strada - riguardando sia collegamenti marittimi che terrestri e chiama alla cooperazione per la costruzione o il potenziamento delle infrastrutture strategiche anche l' Italia, con il suo sistema portuale. Per questo di seguito pubblichiamo un articolo bello e completo di Alessandra Spalletta, dell'Agenzia agi.

Leggi il resto

Siria: non è guerra civile, è genocidio!

Siria: non è guerra civile, è genocidio!

Nostra intervista ad Asmae Dachan, scrittrice e giornalista italo-siriana. I suoi genitori sono nati ad Aleppo e lei ha tenuto un rapporto non solo affettivo, ma culturale e civile con il popolo siriano e il suo destino. Quando può, torna come giornalista in quelle aree martoriate e visita ai confini i campi profughi. " La società siriana è stata spaccata in due, volutamente. Ma adesso è sbagliato descrivere quel dramma come una guerra civile. E' un genocidio!" In questa intervista Asmae Dachan parla da musulmana, da teologa islamica, da pacifista, da ammiratrice di papa Francesco e sostenitrice del dialogo interreligioso. I negoziati internazionali in corso invece di spartirsi le aree di influenza dovrebbero assicurare prima di tutto il diritto del popolo siriano alla pace.

Leggi il resto

Stati Uniti:Trump riesce a picconare la sanità di Obama

Stati Uniti:Trump riesce a picconare la sanità di Obama

Primo vero successo di Donald Trump. Grazie alle mediazioni con le varie anime del Partito Repubblicano e grazie al lavoro dello speaker della Camera Paul Ryan, l'Amministrazione Trump riesce a rimediare alle figuracce fatte nei primi 100 giorni e al rovescio subito nel mese di marzo quando ha dovuto ritirare la prima formulazione della propria riforma sanitaria ostile a quella di Obama. Riformulata così da assicurarsi almeno una maggioranza di stretta misura tra i deputati, la riforma di Trump, che sarebbe meglio definire una vera e propria controriforma sanitaria, è stata approvata alla Camera dei Rappresentanti con 2017 voti contro 213. Adesso passa al Senato dove ci saranno ancora molte difficoltà ma ci potrebbero essere espedienti tecnici per favorirne l'approvazione. Nel seguente articolo pubblicato da "il Post" vengono ricostruiti i principali contenuti e i passaggi di questa iniziativa e le possibili gravi conseguenze sociali sulla popolazione più indifesa.

Leggi il resto

Theresa May anticipa all'8 giugno le elezioni in Gran Bretagna

Theresa May anticipa all'8 giugno le elezioni in Gran Bretagna

Con una mossa a sorpresa la premier britannica Theresa May ha anticipato le elezioni per il nuovo Parlamento all'8 giugno di quest'anno e, quel che più importa, ha ottenuto il placet dello stesso Parlamento, compresa l'opposizione laburista. Per questa decisione servivano infatti i 2/3 dei voti dei parlamentari. E così è avvenuto, potendo contare su 330 parlamentari conservatori appartenenti al partito della May e su 229 parlamentari laburisti. Il leader laburista Jeremy Corbin ha accettato la sfida, anche se i sondaggi lo danno perdente con un distacco di 20 punti dal partito conservatore. Più chiare le intenzioni di Theresa May: negoziare da una posizione di forza le condizioni della Brexit con l'Unione Europea e avere tra due anni, a negoziati conclusi, un Parlamento che ne ratifichi gli accordi.

Leggi il resto

Emmanuel Macron ultima spiaggia per l'Europa?

Emmanuel Macron ultima spiaggia per l'Europa?

Dopo aver vinto le primarie in Francia, Emmanuel Macron non è solo il nuovo argine contro il nazionalismo e le posizioni razziste di Marine Le Pen, ma potrebbe rappresentare una prima significativa inversione di rotta rispetto all'antieuropeismo montante in tutto il vecchio continente. L'unico candidato a parlare nei propri comizi con la bandiera dell'Unione europea accanto a quella francese. E quello che più importa, Emmanuel Macron è giovane, non è un europeista della vecchia guardia. Il suo europeismo guarda al futuro, alle sfide globali di un mondo in profonda trasformazione. Certo ha avuto coraggio e fortuna nel candidarsi e affermarsi grazie al vuoto politico lasciato per propri demeriti ed errori sia dal partito socialista del Presidente Hollande sia dal partito gollista di Fillon. Sarebbe sbagliato comunque parlare di ultima spiaggia. Dopo Brexit, meglio parlare di una nuova opportunità che si potrebbe aprire per riprendere la strada dell'integrazione politica dell 'Europa. Una strada difficilissima che negli ultimi anni ha perso enormi consensi nelle opinioni publiche dei 27 Stati della UE. Anche a causa delle politiche economiche neoliberiste e di austerità. Su questo terreno, in caso di vittoria, vedremo come il liberaldemocratico e centrista Macron riuscirà a conciliare mercato e giustizia sociale, superamento delle 35 ore e diritti sociali. Tuttavia questo non giustifica l'astensionismo di parte della sinistra francese. La posta in gioco è troppo alta per la Francia e per l'Europa. Il premier greco Tsipras l'ha ben capito e si è espresso a favore di Macron. Dunque, aspettiamo con ansia il voto delle presidenziali francesi del 7 maggio.

Leggi il resto

Referendum costituzionale in Turchia: verso il "sultanato" di Erdogan ?

Referendum costituzionale in Turchia: verso il "sultanato" di Erdogan ?

di Daniele Aglio. Il 16 aprile per noi sarà Pasqua, per la Turchia sarà invece un momento di svolta per il suo assetto istituzionale, senza parlare delle possibili conseguenze per la sua politica estera e interna. Il presidente Erdoğan si appresta a trasformare la Turchia da democrazia parlamentare ad una repubblica presidenzialista grazie ad un referendum popolare che si terrà questa domenica. Questa volta il suo disegno può avere successo e allontanare ancora di più la Turchia dall'Unione europea. Molte le responsabilità del partito di Erdogan, dal rilancio del nazionalismo turco all'islamizzazione della società, dalla repressione del giornalismo indipenedente alla aperta ostilità verso la minoranza curda. Ma anche l'Unione Europea ha proprie responsabilità nel non aver saputo integrare per tempo la Turchia, perdendo l' occasione di aiutarne il processo di democratizzazione interna.

Leggi il resto

La nostra Europa: unita, democratica e solidale o non sarà

La nostra Europa: unita, democratica e solidale o non sarà

di Marco Pezzoni. A sessant'anni dai Trattati di Roma l'Unione Europea ha perso la sua spinta propulsiva, la sua parabola comincia a declinare. Dai 6 Paesi fondatori si è allargata fino a comprenderne 28, per poi cominciare a perdere pezzi con la Brexit e ad arenarsi sul culto dell'austerità in economia. Da “gigante economico e nano politico”, quale è stata definita, con la più recente globalizzazione comincia ad essere messa in discussione anche la sua forza competitiva sui mercati mondiali, la sua capacità di creare lavoro e garantire un modello di welfare universale e inclusivo. Le nuove sfide globali la trovano impreparata e divisa: la finanziarizzazione dell'economia; un disordine internazionale caratterizzato da un multipolarismo anarchico e turbolento che vede emergere nuove potenze mondiali, Cina innanzitutto; Il Medioriente in fiamme; ondate migratorie crescenti. A metà del guado, l'Europa non ha più la volontà di completare la sua rivoluzione democratica costituendosi in Stati Uniti d'Europa.

Leggi il resto

60° dei Trattati di Roma."Europa nostro futuro comune": Documento dei 27 leader europei

60° dei Trattati di Roma."Europa nostro futuro comune": Documento dei 27 leader europei

25 marzo 2017, Roma. Riuniti in Campidoglio, dove 60 anni fa furono firmati i Trattati di Roma, i leader dei 27 Paesi dell' Unione Europea cercano il rilancio e firmano solennemente un Documento comune. Sono 27 e non più 28 Paesi, visto che la Gran Bretagna sta avviando i negoziati per la sua uscita definitiva dopo Brexit e il via libera del proprio Parlamento. Pieno di buone intenzioni, il Documento " Europa nostro futuro comune" risente delle faticose mediazioni tra Stati sempre più gelosi di mantenere quote alte di sovranità nazionale e Stati più favorevoli a rafforzare l'unione politica dell'Europa su nuove materie, quali Difesa comune e Fisco, attraverso lo strumento delle cooperazioni rafforzate. Certo, possibili passi in avanti, tutti comunque rigorosamente all'interno del metodo intergovernativo. Infatti i Trattati esistenti non si toccano e, quindi, nessuna riforma in vista degli attuali equilibri istituzionali che vedono prevalente il ruolo e il potere del Consiglio Europeo, quello esercitato dai 27 Governi, rispetto a Commissione e Parlamento Europeo. Per ora nessuna "fase costituente all'orizzonte", come pure aveva sollecitato il Presidente Mattarella. Del resto Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea, era stato esplicito nei mesi scorsi: "inattuale far rinascere il sogno federalista di Altiero Spinelli. La gente non vuole gli Stati Uniti d'Europa". Soprattutto non lo vogliono molti dei 27 Governi. Al punto che nel Documento attuale nemmeno si parla esplicitamente di "un'Europa a più velocità", ma si parla di " un'azione perseguita congiuntamente, a ritmi e intensità diverse se necessario,....lasciando la porta aperta a coloro che desiderano associarsi successivamente." Tutto è dunque demandato alla volontà politica dei singoli Stati e dei rispettivi Governi. Vedremo se almeno le promesse di superare la dottrina dell'austerità, anche questa dissimulata nel testo, porterà a superare il Fiscal Compact. Vedremo se la nuova parola d'ordine della sicurezza verrà coniugata con una gestione solidale e umana dell'emigrazione o, al contrario, se prenderà forza solo l'industria militare europea. Di seguito il testo integrale della Dichiarazione.

Leggi il resto

Il 15 marzo l'Olanda premierà col voto l'antieuropeista e xenofobo Geert Wilders?

Il 15 marzo l'Olanda premierà col voto l'antieuropeista e xenofobo Geert Wilders?

Elezioni generali in Olanda il 15 marzo. Il partito di Geert Wilders è sempre al centro dell'attenzione per le sue posizioni antieueropee e islamofobe. Per Wilders l'Isalm non è una religione ma una ideologia da combattere. Primo nei sondaggi fino a ieri, il PVV di Wilders- Partito per la libertà- sarebbe adesso testa a testa con il Partito liberale dell'attuale Primo ministro Mark Rutte. Secondo gli ultimi sondaggi il Pvv di Wilders raddoppierebbe comunque i suoi seggi in Parlamento rispetto alle ultime elezioni. Se ne prendesse davvero 26, arriverebbe quasi alla pari con i conservatori dell’attuale premier Mark Rutte, che potrebbe crollare da 41 a 27, mentre gli alleati laburisti scenderebbero da 38 a 14. Il risultato non sarebbe dettato da ragioni economiche, ma da motivi culturali e identitari. L'ostilità verso l'Islam e gli stranieri saliti al 12,5% e l'insofferenza verso l'austerità imposta dall'UE, Unione bocciata dagli elettori olandesi in due specifici referendum nel 2005 e nel 2016. In ogni caso, siccome nessun partito sembra intenzionato ad allearsi con Wilders, il Pvv potrebbe finire di nuovo all’opposizione.

Leggi il resto

In febbraio ripresi gli scontri: a che punto è la guerra in Ucraina?

In febbraio ripresi gli scontri: a che punto è la guerra in Ucraina?

Nel mese di febbraio nell'est dell'Ucraina sono ripresi gli scontri armati con una intensità sconosciuta nell'anno precedente. Iniziata nell'aprile 2014 tra le forze governative filo-occidentali di Kiev e i separatisti filorussi che hanno occupato la regione del Donbass, la guerra ha avuto una diminuzione di intensità se non una tregua a partire dagli Accordi di Minsk del febbraio 2015. Riconfermati successivamente, gli accordi prevedono un riconoscimento di autonomia da parte del Governo ucraino ai territori autoproclamatisi Repubbliche indipendenti e il rispetto degli attuali confini ucraini del Donbass da parte della Russia. Il presidente ucraino Petro Poroshenko, magnate del cioccolato, prima ministro di governi filorussi, poi ministro di governi filo-occidentali, dalla rivolta di Maidan ha optato chiaramente per la Nato e per l'Unione europea, ma ha perso il filo di comprensione con Putin. La Russia, che si dichiara estranea alle scelte dei separatisti del Donbas, in realtà ha puntato a consolidare del tutto l'acquisizione della Crimea e non pare interessata a una rapida soluzione politica del conflitto alimentato dalle Repubbliche separatiste. Anzi, lasciare irrisolto quel conflitto le attribuisce un potere di forte condizionamento dei futuri equilibri interni alla stessa Ucraina.

Leggi il resto

E' scontro commerciale tra Stati Uniti e Cina. E l'Europa ?

E' scontro commerciale tra Stati Uniti e Cina. E l'Europa ?

di Daniele Aglio. Da poche settimane Donald Trump si è insediato alla Casa Bianca ed è già una seria minaccia per gli equilibri precari dell’Unione Europea. Non mi riferisco tanto alle sue esternazioni contro la Commissione o altri leader politici, quanto ad un fatto molto più pericoloso: la guerra che sta soltanto iniziando tra Stati Uniti e Cina. Vi sono molteplici fattori che in questo anno si concretizzeranno e definiranno un nuovo equilibrio nel panorama del commercio internazionale (salvo altre spiacevoli conclusioni della guerra commerciale).

Leggi il resto

Donald Trump ordina un nuovo muro tra Stati Uniti e Messico

Donald Trump ordina un nuovo muro tra Stati Uniti e Messico

25 gennaio 2017. Donald Trump ha firmato l'ordine esecutivo per dare il via alla costruzione del nuovo muro lungo il confine tra Stati Uniti e Messico. E'più corretto parlare di nuovo muro, perchè barriere di vario tipo lungo il confine con il Messico esistono già, anche se coprono solo parzialmente l'intero tracciato che è di 3.200 km. Ma il 45esimo presidente ha inteso dare un rilievo più complessivo al suo progetto: prima viene la sicurezza degli Stati Uniti, senza alcuno sconto ai vicini, senza nessuna debolezza verso gli immigrati. Il Messico dovrà piegarsi, volente o nolente e contribuire a finanziare il Muro. E mano dura verso gli immigrati irregolari: a differenza di Obama, carceri lungo il confine e fine della politica del " cattura e poi libera" per chi entra illegalmente.

Leggi il resto

Preoccupanti alcune scelte di Trump per il nuovo Governo.

Preoccupanti alcune scelte di Trump per il nuovo Governo.

Gennaio 2017. Appena insediatosi alla Casa Bianca, Donald Trump ha quasi completato la sua squadra di Governo. Mancano solo pochi nomi perchè alcuni devono ricevere il gradimento parlamentare. E' importante conoscere chi si occuperà dei settori chiave della nuova Amministrazione per capire gli orientamenti che il Governo statunitense potrà assumere. Per questo pubblichiamo l'interessante quadro di nomine riportato dalla Rivista "Internazionale", apprezzata e conosciuta per la sua competenza e professionalità. Quello che emerge dalle scelte di Trump è che Trump sta costruendo un Governo a sua immagine, con pochissime concessioni ai repubblicani più moderati. La maggioranza delle persone scelte da Trump rappresenta anzi orientamenti politici in totale contrapposizione e rottura rispetto agli indirizzi di Obama, sia in politica estera nei confronti di Cina e Iran, che in politica interna: su immigrazione, sanità, diritti delle donne, energia, ambiente, finanza. Da questa Destra protezionista, isolazionista, antieurepea e antislamica, da oggi al potere negli Stati Uniti, aspettiamoci sorprese poco positive, non solo per i Paesi del Sud del mondo ma anche per noi europei.

Leggi il resto

Aleppo, città martire, espugnata dalle truppe di al Assad. Decisiva l'aviazione di Putin

Aleppo, città martire, espugnata dalle truppe di al Assad. Decisiva l'aviazione di Putin

Dicembre 2016. Dopo quattro anni e mezzo di violenta guerra di posizione all'interno di Aleppo, con migliaia di vittime civili e interi quartieri sventrati, con alterne vicende tra il fronte dei ribelli al regime di al Assad e le forze militari siriane, grazie al decisivo aiuto dei bombardamenti dell'aviazione russa e alla presenza sul campo di sciiti irakeni, Hezbollah libanesi e militari iraniani, Aleppo est è caduta. La riconquista totale da parte di al Assad della seconda città della Siria rappresenta una svolta nella guerra civile in corso. Dal 19 luglio 2012 l'esercito libero siriano era riuscito a conquistare un terzo di Aleppo, ma progressivamente è stato sostituito da forze più radicalizzate. La città per anni è stata divisa in due. L'esercito di Al Assad aveva comunque mantenuto il controllo di Aleppo Ovest e della Cittadella. Con questo articolo ripercorriamo il dramma di Aleppo e gli episodi finali.

Leggi il resto

Eletto a sorpresa Donald Trump. Tra i pochi a prevederlo Michael Moore in un articolo di 4 mesi fa

Eletto a sorpresa Donald Trump. Tra i pochi a prevederlo Michael Moore in un articolo di 4 mesi fa

9 novembre 2016. Con 306 Grandi Elettori Donald Trump vince a sorpresa le elezioni e diventa il 45°presidente degli Stati Uniti d'America. Hillary Clinton si ferma a 232 Grandi Elettori e perde negli Stati chiave: Ohio, Pennsylvania, Wisconsin, Florida. La sconfitta dei Democratici è completata dai risultati dell'Election Day che li mettono in minoranza sia alla Camera che al Senato. Pronostici rovesciati. Sondaggisti e politologi sconfessati. L'America profonda premia il miliardario populista, volgare, antifemminista, nemico giurato delle aperture di Obama. Solo pochi hanno previsto la vittoria di Trump e avvertito del pericolo. Tra questi il regista e intellettuale progressista Michael Moore in un lungo articolo di 4 mesi fa. Per i cultori delle scienze politiche, da leggere e meditare. Eccolo.

Leggi il resto

Golpe e contro-golpe, la nuova Turchia di Erdogan

Golpe e contro-golpe, la nuova Turchia di Erdogan

Novembre 2016. Articolo di Giovanni Salpietro. Dopo il fallito golpe del 15 luglio, repressione e ambizioni di Erdogan sono cresciute di pari passo. Le lacerazioni interne segnalano tensioni irrisolte nella società turca ma Erdogan punta a rafforzare il proprio potere interno e il proprio ruolo esterno rimettendo in discussione le tradizionali alleanze internazionali in modo spregiudicato, consapevole di quanto conti nei futuri equilibri dell'area, nella guerra allo Stato islamico e nella gestione di quasi tre milioni di rifugiati dalla Siria. In questo articolo pubblicato su ALTERNATIVAEUROPEA.org si richiama l'attenzione su un attore come la Turchia avviato ad essere sempre meno laico, sempre più islamista e, contemporaneamente, sempre più rilevante nell'area geopolitica che va dai Balcani al Medioriente, fino al centro dell'Asia.

Leggi il resto

La Russia al voto per rinnovare il Parlamento

La Russia al voto per rinnovare il Parlamento

Domenica 18 settembre i cittadini russi sono chiamati a votare per rinnovare la Duma, il loro Parlamento. Anche gli abitanti della Crimea, dopo l'annessione, potranno votare e concorrere alle elezioni della Duma. Mentre i cittadini russi in Ucraina trovano ostacoli burocratici che sconfinano in una sorta di boicottaggio da parte del Governo di Kiev. La carica di Putin non è in gioco in queste elezioni parlamentari, mentre è a rischio quella del primo ministro Medvedev se il partito suo e di Putin non si piazza solidamente al primo posto. Le elezioni parlamentari sono infatti la prova generale delle future elezioni presidenziali e Putin è sempre pronto a far pagare al Governo le difficoltà economiche attuali e il crescente astensionismo.

Leggi il resto

Avviata la 71.ma Sessione ONU tra conflitti irrisolti,emergenze e sfide globali

Avviata la 71.ma Sessione ONU tra conflitti irrisolti,emergenze e sfide globali

Si è aperta martedì 13 settembre a New York al Palazzo di Vetro l'annuale Assemblea generale dell'ONU, la 71.ma sessione plenaria dalla sua fondazione. Tra i temi in discussione l'accoglienza dei profughi a livello planetario, terrorismo e sicurezza, ma anche il tentativo di andare oltre l'emergenza e di indicare un orizzonte di impegno comune sui cambiamenti climatici e a sostegno dell'economia sostenibile per trasformare il mondo. Progetto ambizioso e in parte velleitario se si tiene conto che dopo il successo di Parigi sul clima, i temi dell'economia mondiale sono discussi piuttosto agli incontri del G20, i conflitti in corso in Siria, Iraq e in Libia vedono confrontarsi e scontrarsi prima di tutto le diplomazie delle grandi potenze e l'ONU ridotto a notaio sollecito e cornice giuridica di contorno. L'assemblea è comunque una vetrina importante .

Leggi il resto

Approvata in Francia la Loi Travail tra forzature e proteste sociali

Approvata in Francia la Loi Travail tra forzature e proteste sociali

di Daniele Aglio, corrispondente da Parigi. Dopo essere stata presentata al Parlamento francese a febbraio 2016 e dopo mesi di contestazioni di piazza e lotta politica, la cosiddetta Loi travail è stata approvata definitivamente il 21 luglio 2016. Detta anche Loi El Khomri, dal nome del Ministro del Lavoro del Governo Valls, la nuova riforma del lavoro in Francia ha sostenuto un percorso molto travagliato, che l’ha portata ad essere modificata in più punti numerose volte. Il Presidente Hollande è dovuto ricorrere per ben tre volte al famoso articolo 49.3 della Costituzione (è la seconda riforma in questa legislatura che viene approvata una legge tramite l’articolo 49.3), evitando così il voto parlamentare. Infatti, il rischio di non riuscire ad approvare la riforma era molto elevato, con l’opposizione in Parlamento non solo della destra, ma anche di una cospicua fronda di sinistra, socialisti ed ecologisti, che si è unita alla voce di milioni di lavoratori scesi in piazza nei mesi scorsi. Ma il destino della legge non è completamente scontato.

Leggi il resto

Vince Brexit, perde l'Europa

Vince Brexit, perde l'Europa

di Marco Pezzoni. La ferita di oggi è una ferita profonda, di portata storica.Quasi il 52% degli elettori del Regno Unito ha votato per uscire dall'Unione Europea. La mossa di Cameron di indire questo referendum ha fatto il gioco dei suoi avversari, quelli interni al suo partito e, soprattutto, quelli contrari all'Europa. Il suo azzardo non ha pagato, anzi gli si è rivoltato contro. Per questo Cameron ha già annunciato le sue dimissioni da Primo Ministro entro tre mesi. Sarà un altro a negoziare l'uscita della Gran Bretagna con gli altri 27 Paesi dell'Unione Europea. Le Borse di tutto il mondo hanno tremato sotto i colpi della speculazione, ma questa instabilità è probabilmente l'aspetto meno grave della nuova questione che si apre: il divorzio della Gran Bretagna dall'Europa sarà contagioso per altri Paesi che ne vorranno seguire l'esempio? La credibilità dell'Europa politica ne esce chiaramente indebolita e sarà messa a dura prova nei prossimi 2 anni di negoziato con la Gran Bretagna: sara' un negoziato duro o piuttosto ispirato alla riduzione del danno per entrambi? Infine la domanda più importante: l'Europa è in grado di riprendere più decisamente la propria integrazione politica, rispondendo così ai vari populismi che la corrodono alla base?

Leggi il resto

Azioni sul documento
Share |
Editoriale

La nostra Europa: unita, democratica e solidale o non sarà

di Marco Pezzoni. A sessant'anni dai Trattati di Roma l'Unione Europea ha perso la sua spinta propulsiva, la sua parabola comincia a declinare. Dai 6 Paesi fondatori si è allargata fino a comprenderne 28, per poi cominciare a perdere pezzi con la Brexit e ad arenarsi sul culto dell'austerità in economia. Da “gigante economico e nano politico”, quale è stata definita, con la più recente globalizzazione comincia ad essere messa in discussione anche la sua forza competitiva sui mercati mondiali, la sua capacità di creare lavoro e garantire un modello di welfare universale e inclusivo. Le nuove sfide globali la trovano impreparata e divisa: la finanziarizzazione dell'economia; un disordine internazionale caratterizzato da un multipolarismo anarchico e turbolento che vede emergere nuove potenze mondiali, Cina innanzitutto; Il Medioriente in fiamme; ondate migratorie crescenti. A metà del guado, l'Europa non ha più la volontà di completare la sua rivoluzione democratica costituendosi in Stati Uniti d'Europa. continua>>
Altro…