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Democratici Nel Mondo

La Russia al voto per rinnovare il Parlamento

La Russia al voto per rinnovare il Parlamento

Domenica 18 settembre i cittadini russi sono chiamati a votare per rinnovare la Duma, il loro Parlamento. Anche gli abitanti della Crimea, dopo l'annessione, potranno votare e concorrere alle elezioni della Duma. Mentre i cittadini russi in Ucraina trovano ostacoli burocratici che sconfinano in una sorta di boicottaggio da parte del Governo di Kiev. La carica di Putin non è in gioco in queste elezioni parlamentari, mentre è a rischio quella del primo ministro Medvedev se il partito suo e di Putin non si piazza solidamente al primo posto. Le elezioni parlamentari sono infatti la prova generale delle future elezioni presidenziali e Putin è sempre pronto a far pagare al Governo le difficoltà economiche attuali e il crescente astensionismo.

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Avviata la 71.ma Sessione ONU tra conflitti irrisolti,emergenze e sfide globali

Avviata la 71.ma Sessione ONU tra conflitti irrisolti,emergenze e sfide globali

Si è aperta martedì 13 settembre a New York al Palazzo di Vetro l'annuale Assemblea generale dell'ONU, la 71.ma sessione plenaria dalla sua fondazione. Tra i temi in discussione l'accoglienza dei profughi a livello planetario, terrorismo e sicurezza, ma anche il tentativo di andare oltre l'emergenza e di indicare un orizzonte di impegno comune sui cambiamenti climatici e a sostegno dell'economia sostenibile per trasformare il mondo. Progetto ambizioso e in parte velleitario se si tiene conto che dopo il successo di Parigi sul clima, i temi dell'economia mondiale sono discussi piuttosto agli incontri del G20, i conflitti in corso in Siria, Iraq e in Libia vedono confrontarsi e scontrarsi prima di tutto le diplomazie delle grandi potenze e l'ONU ridotto a notaio sollecito e cornice giuridica di contorno. L'assemblea è comunque una vetrina importante .

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Approvata in Francia la Loi Travail tra forzature e proteste sociali

Approvata in Francia la Loi Travail tra forzature e proteste sociali

di Daniele Aglio, corrispondente da Parigi. Dopo essere stata presentata al Parlamento francese a febbraio 2016 e dopo mesi di contestazioni di piazza e lotta politica, la cosiddetta Loi travail è stata approvata definitivamente il 21 luglio 2016. Detta anche Loi El Khomri, dal nome del Ministro del Lavoro del Governo Valls, la nuova riforma del lavoro in Francia ha sostenuto un percorso molto travagliato, che l’ha portata ad essere modificata in più punti numerose volte. Il Presidente Hollande è dovuto ricorrere per ben tre volte al famoso articolo 49.3 della Costituzione (è la seconda riforma in questa legislatura che viene approvata una legge tramite l’articolo 49.3), evitando così il voto parlamentare. Infatti, il rischio di non riuscire ad approvare la riforma era molto elevato, con l’opposizione in Parlamento non solo della destra, ma anche di una cospicua fronda di sinistra, socialisti ed ecologisti, che si è unita alla voce di milioni di lavoratori scesi in piazza nei mesi scorsi. Ma il destino della legge non è completamente scontato.

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Vince Brexit, perde l'Europa

Vince Brexit, perde l'Europa

di Marco Pezzoni. La ferita di oggi è una ferita profonda, di portata storica.Quasi il 52% degli elettori del Regno Unito ha votato per uscire dall'Unione Europea. La mossa di Cameron di indire questo referendum ha fatto il gioco dei suoi avversari, quelli interni al suo partito e, soprattutto, quelli contrari all'Europa. Il suo azzardo non ha pagato, anzi gli si è rivoltato contro. Per questo Cameron ha già annunciato le sue dimissioni da Primo Ministro entro tre mesi. Sarà un altro a negoziare l'uscita della Gran Bretagna con gli altri 27 Paesi dell'Unione Europea. Le Borse di tutto il mondo hanno tremato sotto i colpi della speculazione, ma questa instabilità è probabilmente l'aspetto meno grave della nuova questione che si apre: il divorzio della Gran Bretagna dall'Europa sarà contagioso per altri Paesi che ne vorranno seguire l'esempio? La credibilità dell'Europa politica ne esce chiaramente indebolita e sarà messa a dura prova nei prossimi 2 anni di negoziato con la Gran Bretagna: sara' un negoziato duro o piuttosto ispirato alla riduzione del danno per entrambi? Infine la domanda più importante: l'Europa è in grado di riprendere più decisamente la propria integrazione politica, rispondendo così ai vari populismi che la corrodono alla base?

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La morte di Jo Cox ci salverà dalla Brexit?

La morte di Jo Cox ci salverà dalla Brexit?

Alla vigilia del Referendum sull'uscita o meno della Gran Bretagna dall'Unione Europea, i sondaggi danno una leggera prevalenza ai fautori del "restare" nell'Unione, forse più per calcoli economici che non per motivi ideali. La commozione per la morte di Jo Cox, la giovane parlamentare laburista uccisa da uno squilibrato nazionalista inglese di estrema destra, sembra aver comunque smosso una parte degli indecisi, se non altro ricordando drammaticamente a tutti in che mondo viviamo, pieno di tensioni latenti con le quali è bene non giocare troppo. Eppure questo referendum è frutto anche di una decisione azzardata, rischiata da Cameron per restare alla guida dei conservatori e, contemporaneamente, ridemensionare la forza attrattiva del partito indipendentista di Farage. Ma è un azzardo anche da parte dei fautori della Brexit, come l'ex sindaco di Londra Boris Johnson, che ha mitizzato l'eventuale uscita dall'Unione Europea come l'Indipendence day del Regno Unito. La ritovata sovranità nazionale, secondo lui, darebbe alla Gran Bretagna un nuovo splendore, malgrado tutte le analisi economiche e finanziarie descrivano contraccolpi negativi sul livello di vita degli inglesi, perdita di competitività economica, crisi in alcuni settori di mercato e nella stessa capacità di attrazione di capitali da parte della Borsa di Londra. Molto più seria e sobria e solida ci pare invece la scelta europeista di Jo Cox, cosciente che le sfide globali di oggi richiedano più condivisione e più integrazione politica dell'Europa e non il ritorno a nazionalismi che dividono i popoli, invece di unirli. Per questo vogliamo ricordarla, sperando che il voto del 23 giugno non la tradisca.

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Al Consiglio supremo di difesa Mattarella autorizza l'intervento militare italiano in Libia

Al Consiglio supremo di difesa Mattarella autorizza l'intervento militare italiano in Libia

di Marco Pezzoni. 25 febbraio 2016. E' un passo importante e formale quello compiuto dal Consiglio supremo di difesa riunito dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. L'Italia si prepara a intervenire militarmente in Libia nell'ambito di una missione di supporto richiesta dalle autorità libiche. L'Italia non sarà la sola in Europa, visto che Francia e Gran Bretagna sono già operative da settimane. La sollecitazione viene soprattutto dagli Stati Uniti e dal presidente Obama che della necessità dell'intervento militare aveva già parlato un mese fa con lo stesso Mattarella, suo ospite alla Casa Bianca. Adesso si attende che il Parlamento di Tobruk voti la nuova composizione del Governo di unità nazionale avanzata da Fayez al-Sarraj: passaggio indispensabile per dare legittimità alla successiva richiesta che il Governo Libico dovrebbe rivolgere all'ONU di aiuto internazionale contro lo Stato Islamico.

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Il 23 giugno Referendum in Gran Bretagna sull'adesione all' UE. I federalisti: avanti senza il Regno Unito

Il 23 giugno Referendum in Gran Bretagna sull'adesione all' UE. I federalisti: avanti senza il Regno Unito

Il premier inglese David Cameron ha raggiunto a Bruxelles un accordo con gli altri governi dell'Unione Europea sul riconoscimento di uno " status speciale" alla Gran Bretagna che non solo resterà con la propria moneta e definitivamente fuori dall'euro, ma si sfila dallo spazio Schengen e dagli obblighi di accoglienza e cooperazione alle frontiere, soprattutto si sottrae a ogni prospettiva di integrazione politica dell'Europa. Insomma, se gli Stati Uniti d'Europa un giorno ci saranno, la Gran Bretagna non ne farà parte. Forte di questo accordo David Cameron si aspetta ora di vincere il referendum indetto per il 23 giugno che vedrà gli inglesi decidere se restare nell'Unione Europea con questi legami più deboli e speciali ottenuti dal premier conservatore oppure uscire del tutto, realizzando Brexit, cioè l'uscita della Gran Bretagna dall'Europa. Nell'articolo che pubblichiamo il Movimento Federalista Europeo analizza la gravità del momento e le prospettive che si aprono al resto dell'Europa: lasciarsi frenare dalle logiche nazionalistiche sempre più diffuse o rilanciare l'unificazione politica dell'Unione Europea, senza più l'alibi dei veti della Gran Bretagna.

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Referendum sulle trivellazioni: la genesi

Referendum sulle trivellazioni: la genesi

Il 17 aprile 2016 si voterà su un solo quesito referendario: quello sulle trivellazioni in mare, in particolare sulla durata delle concessioni. Ma all'inizio i quesiti referendari erano molti di più: in parte aggirati dal Governo, in parte bocciati dalla Cassazione. Per questo la Corte Costituzionale è stata chiamata in causa su altri due quesiti. In questo articolo del " Post" si ricostruisce la storia di questi referendum che vede insieme movimenti, istanze territoriali e Regioni.

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Governo di unità nazionale in Libia

Governo di unità nazionale in Libia

Reuters, Regno Unito. In questo articolo, pubblicato dalla rivista " Internazionale", l'annuncio della formazione in Libia del nuovo Governo di unità nazionale che riduce a 18 i suoi componenti, dopo la precedente bocciatura. La strada di una reale ricomposizione politica delle fazioni in lotta tra loro, a 5 anni dalla morte di Gheddafi, rimane ancora lunga ma formalmente serve alla coalizione internazionale per giustificare la proria presenza militare in chiave anti-Is che, nel fattempo, si è rafforzato nella roccaforte di Derna. Di un certo interesse la cartina delle forze in campo a cura dalla rivista" Internazionale"

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La strategia dello Stato Islamico: lo scontro di civiltà

La strategia dello Stato Islamico: lo scontro di civiltà

La rivista di geopolitica Limes è da anni impegnata a capire il fenomeno dell'Isis che ha sorpreso tante diplomazie occidentali nel suo rapido affermarsi in Iraq e in Siria come Stato Islamico. Non c'è dubbio che questo sia dovuto principalmente alla destrutturazione del territorio siriano in seguito alle rivolte del 2011 che hanno messo sotto accusa il regime di Al Assad senza riuscire a rovesciarlo; così come lo scontro in Iraq tra la maggioranza sciita, oggi al potere, e la minoranza sunnita ha favorito la conquista di Mosul da parte dell'Isis. Nell'articolo che segue Limes ci avverte di un altro rischio che lo Stato islamico intende alimentare contro l'Occidente: quello di spingerci nella trappola dello scontro di civiltà così da giustificare la propria esistenza e rafforzare la capacità di attrazione e arruolamento verso le seconde e terze generazioni di musulmani nel mondo.

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In Spagna le elezioni puniscono i partiti tradizionali

In Spagna le elezioni puniscono i partiti tradizionali

di Antonio Baylos, docente Università Castilla-La Mancha. Il Partito Popolare rimane il primo partito, ma ha perso 3,6 milioni di voti e anche sommando i suoi voti con quelli della nuova formazione Ciudadanos non arriva ad avere la maggioranza dei parlamentari. Mentre i partiti della sinistra hanno ottenuto complessivamente circa un milione di voti in più, con la significativa novità di Podemos.

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Scalata al potere di Matteo Renzi: Denis Verdini presente sin dall'inizio

Scalata al potere di Matteo Renzi: Denis Verdini presente sin dall'inizio

Nel libro " L'intoccabile. Matteo Renzi, la vera storia" il giornalista Davide Vecchi cerca di analizzare il fenomeno Renzi andando a ricostruire le origini della sua rapida ascesa. Vecchi, che scrive sul Fatto Quotidiano e ha chiesto a Travaglio di scrivere la prefazione del suo libro, è partito da una semplice domanda: chi è Matteo Renzi e come un giovane e sconosciuto politico locale sia riuscito a diventare Presidente del Consiglio in pochi anni. Riportiamo di seguito alcuni spunti e notizie che si possono trovare in questo libro che ha il taglio dell'inchiesta giornalistica e che mette in luce l'ambiente politico e culturale in cui si forma Matteo Renzi, individuando amicizie, influenze e legami che ne hanno favorito il successo. Tra questi figura Denis Verdini.

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Alla conferenza di Parigi raggiunto l'accordo sul clima

Alla conferenza di Parigi raggiunto l'accordo sul clima

Il testo approvato alla Conferenza sul clima di Parigi parte da un presupposto fondamentale: " Il cambiamento climatico rappresenta una minaccia urgente e potenzialmente irreversibile per le società umane e per il pianeta". Richiede pertanto " la massima cooperazione di tutti i Paesi" con l'obiettivo di " accelerare la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra". Di seguito i punti di accordo più rilevanti e i punti lasciati irrisolti.

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14 aviazioni di 14 Stati nei cieli della Siria

14 aviazioni di 14 Stati nei cieli della Siria

Di Lorenzo Trombetta. Gli ultimi mesi del 2015 hanno visto aumentare il numero delle aviazioni di Stati stranieri presenti nei cieli della Siria, non sempre con la finalità di combattere lo Stato Islamico. Anzi, la rivalità tra Paesi sunniti e paesi sciiti sembra accresciuta, così come le convergenze diplomatiche ad alto livello tra Russia e Stati Uniti non trovano riscontri coerenti sul campo. Le principali vittime dei bombardamenti sono ancora le popolazioni civili.

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IL NABUCCO RISPONDE ALLA TAP

IL NABUCCO RISPONDE ALLA TAP

Austria, Ungheria, Romania, Bulgaria e Turchia esprimono il sostegno politico al gasdotto dalla verdiana denominazione, dopo che i Governi di Italia, Albania e Grecia hanno supportato ufficialmente il Gasdotto Transadriatico. La neutralità della Commissione Europea e il peso delle compagnie energetiche coinvolte nella scelta da parte dell'Azerbaijan dell'infrastruttura incaricata del trasporto di gas azero in Europa

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SICUREZZA ENERGETICA: GLI USA PRONTI A GARANTIRE LA UE

SICUREZZA ENERGETICA: GLI USA PRONTI A GARANTIRE LA UE

Gli Stati uniti d'America pronti ad esportare in Europa 62 Miliardi di metri cubi di LNG derivati dallo sfruttamento dei giacimenti di gas non convenzionale. Se accorpata con il progetto varato dalla Commissione Europea per trasportare direttamente nel Vecchio Continente oro blu dall'Azerbaijan, la proposta statunitense può contribuire ulteriormente alla diversificazione degli approvvigionamenti di Bruxelles.

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TAP: UFFICIALIZZATO IL SUPPORTO POLITICO DI ITALIA, GRECIA ED ALBANIA

TAP: UFFICIALIZZATO IL SUPPORTO POLITICO DI ITALIA, GRECIA ED ALBANIA

Firmato a New York, a margine della sessione plenaria dell'ONU, un memorandum tra i governi italiano, greco e albanese per il sostegno al Gasdotto Transadriatico: conduttura progettata dalla Commissione Europea per diversificare le forniture di gas per il Vecchio Continente. E' la prima volta che il Belpaese compie un passo concreto in armonia con le iniziative di Bruxelles in ambito energetico.

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GAS ED ECONOMIA: LA RUSSIA DA IL VIA LIBERA ALLA ZONA DI LIBERO SCAMBIO CSI

GAS ED ECONOMIA: LA RUSSIA DA IL VIA LIBERA ALLA ZONA DI LIBERO SCAMBIO CSI

Il progetto di integrazione economica della Comunità di Stati Indipendenti voluto da Mosca per consolidare la sua egemonia nello spazio ex-sovietico e per rafforzare la politica energetica del Cremlino a discapito di quella varata dalla Commissione Europea per diversificare le proprie forniture di gas. Nel Southstream anche la Republika Srpska

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MERCATO UNICO DEL GAS UE: ECCO I DETTAGLI DELLA COMMISSIONE EUROPEA

MERCATO UNICO DEL GAS UE: ECCO I DETTAGLI DELLA COMMISSIONE EUROPEA

Bruxelles invita il Portogallo a contribuire con Spagna e Francia all'importazione di oro blu dal Magreb, mentre i Paesi del Baltico sono stati chiamati ad unificare i gasdotti nazionali con quelli della Polonia e degli altri Paesi dell'Europa Centrale. Particolare attenzione al Corridoio Meridionale per l'importazione di carburante azero e turkmeno e alla manutenzione dei sistemi infrastrutturali energetici in alcuni Stati, tra cui l'Italia

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L'UE VERSO UN MERCATO UNICO DEL GAS

L'UE VERSO UN MERCATO UNICO DEL GAS

La Commissione Europea ha redatto un progetto di legge per la messa in comune dei settori energetici dei 27 Paesi del Vecchio Continente entro il 2014, mentre il Parlamento Europeo ha approvato un provvedimento che obbliga gli Stati membri ad informare Bruxelles in merito agli accordi stretti con compagnie extraeuropee. Già due le cordate in Europa Centrale pronte a seguire le direttive dell'esecutivo continentale

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Editoriale

Aprite quella porta!

di Marco Pezzoni. Oggi, domenica 19 giugno, nel giorno dei ballottaggi e a urne ancora aperte, ci sentiamo di avanzare una riflessione e un appello. La riflessione è che nelle trasformazioni del sistema politico italiano, il centrosinistra per il PD è ancora più di prima l'area culturale e sociale alla quale ispirarsi e dalla quale attingere la propria forza elettorale. La coalizione di centrosinistra, ove possibile, è la risorsa strategica indispensabile per vincere nei Comuni e, soprattutto, per sviluppare un profilo riformatore alternativo al centrodestra e a populismi di incerta collocazione europea. Ma questa alleanza, se vale a livello amministrativo locale, non si capisce perchè non debba essere praticata anche a livello nazionale. La legge elettorale Italicum, invece, vieta coalizioni e apparentamenti. Chiude la porta al centrosinistra. Attribuisce un superpremio di maggioranza solo alla Lista che corre da sola e vince. Quando leggeremo i risultati di queste elezioni amministrative 2016, riflettiamo su questa contraddizione tra livello locale e livello nazionale e....saggiamente e coraggiosamente cambiamo l'Italicum al più presto, rendiamo possibili le coalizioni, apriamo quella porta! continua>>
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